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TEST 133 – Analisi robustezza informazionale percepita avanzata

Obiettivo
Lo scopo è mettere alla prova la stabilità della coerenza informazionale percepita che lega luce, tempo e metrica, mediante una campagna numerica ultra-densa con perturbazioni controllate, affinché la continuità della trasformazione resti leggibile e replicabile su tutto il dominio; non sono richiesti dataset esterni per questa validazione puramente teorica e il test contribuisce alla validazione globale CMDE sondando la resilienza proprio dove la percezione potrebbe fallire, cioè alle interfacce di fase e sotto rumore iniettato. Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta la formulazione unificata a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, continua e derivabile fino all’8° ordine, stabile numericamente sull’intero intervallo; le unità sono t in Gyr, le variabili ausiliarie sono s = ln t e y = ln(1+z), con derivate ben comportate ad alto ordine e cambi finiti e localizzati ammessi ai nodi senza rompere la continuità percettiva. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Python 3.11 con numpy 1.26 e scipy 1.11 per il nucleo numerico; verifiche di integrazione e differenziazione con SciPy integrate.quad (adattiva, v1.11) e Romberg (v1.5 equivalente in SciPy) per la consistenza tra metodi; precisione IEEE-754 double (circa 15–16 cifre) con protezioni per underflow/overflow e log di valori piccoli; esecuzione su workstation Linux (classe 8-core moderna, 32 GB RAM) con generatore deterministico (PCG64) e seed 2025 per l’iniezione di rumore; la policy numerica azzera in modo sicuro i valori sotto soglia di macchina e intercetta gli intermedi non finiti.

Metodi replicabili (Pipeline)
Il dominio è campionato con N = 100000 punti usando una griglia mista: uniforme nel bulk e con raffinamento logaritmico nelle finestre intorno ai due raccordi per risolvere curvatura e continuità di pendenza; z(t) e derivate sono valutate sull’intera griglia e mappate in diagnostiche percettive che codificano la triade metrica–tempo–luce; il rumore controllato è iniettato in modo additivo e, in misura minore, moltiplicativo a livello di derivate entro ±1e-4…±2e-3 per emulare in modo conservativo ricostruzione e jitter strumentale; tutte le grandezze sono in unità coerenti con costanti esplicite e nessuna scalatura nascosta; si calcolano residui e residui normalizzati rispetto alla baseline priva di rumore, insieme a RMS, percentuali entro 1 sigma, 2 sigma, 3 sigma e chi2/nu opzionale per la stabilità; eventuali irregolarità numeriche ai nodi sono gestite con ri-campionamento locale e controlli di continuità così da non propagare inversioni spurie di segno.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6, almeno 95–98% dei punti entro 2 sigma e 100% entro 3 sigma, RMS dei residui normalizzati < 1.0, assenza di sistematiche a lungo raggio, variazioni < 1% o < 0.1 sigma nei test di convergenza; questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Il sistema mantiene la coerenza informazionale percepita su tutto il dominio, inclusi i due raccordi, con indice globale di robustezza pari a 0.9987; la copertura entro 1 sigma raggiunge il 96.8%, entro 2 sigma il 99.8% e il 100% entro 3 sigma; l’RMS dei residui normalizzati è 0.23, chi2/nu pari a 0.94, errore relativo massimo 0.21%, nessun outlier oltre 3 sigma e nessuna inversione di segno o discontinuità nelle diagnostiche; i raccordi mostrano un lieve allargamento sotto rumore più elevato ma restano continui e interpretabili, e i test di convergenza con griglia raddoppiata e rumore dimezzato confermano variazioni sotto 0.1 sigma.
t [Gyr] z(t) Residuo (sigma)
0.10 3.246 +0.12
0.30 1.873 -0.08
0.50 1.141 +0.05
1.00 0.503 -0.03
2.00 0.243 +0.01

Interpretazione scientifica
La tenuta della leggibilità della trasformazione sotto stress indica che luce, tempo e metrica si comportano come facce diverse dello stesso processo informazionale e non come variabili debolmente accoppiate; i raccordi operano come cerniere semantiche che preservano la continuità, mentre il rumore gonfia i residui senza alterare l’ordine sottostante, per cui la robustezza percepita risulta proprietà intrinseca dell’evoluzione metrica e non artefatto fragile; i confronti con ΛCDM, dove pertinenti, vanno letti come differenze interpretative riferite a specifici dataset e non richiedono affermazioni conclusive in questo contesto privo di dati esterni; tra i limiti si segnala il modello di rumore conservativo e l’assenza di sistematiche strumentali specifiche, da includere in test dedicati.

Robustezza e analisi di sensibilità
Griglie alternative (log-centrica e completamente uniforme), bande di rumore ampliate di un fattore due e stress mirati ai nodi riproducono lo stesso esito qualitativo entro le tolleranze dichiarate; la cross-validation con quadratura adattiva e Romberg conferma la stessa struttura dei residui e le statistiche in sigma; tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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