TEST 161 – [Nodo 3 – Risonanze Temporali] Eventi gemelli asincroni da autocorrelazione informazionale
Obiettivo
Lo scopo di questo test è verificare se la metrica temporale informazionale z(t) presenti una struttura interna autocorrelata in grado di riproporre, a separazioni di miliardi di anni, configurazioni metriche sostanzialmente equivalenti e dunque idonee a predisporre l’universo alla manifestazione di fenomeni ad alta energia morfologicamente simili (GRB, supernovae, lampi radio ripetuti) senza alcun nesso causale locale; il dominio considerato è t ∈ [1, 13] Gyr, l’analisi è principalmente teorica e indaga le proprietà intrinseche di risonanza della metrica mediante autocorrelazione finestrata delle strutture temporali di ordine superiore; la rilevanza per la validazione globale CMDE è elevata perché sonda l’esistenza di un ritmo del tempo capace di riprodurre morfologie di evento per ricorrenza informazionale e non per duplicazione ambientale; Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Trattiamo z(t) come metrica informazionale continua, numericamente stabile e con comportamento regolare sul dominio di interesse; derivata prima, seconda e terza sono impiegate rispettivamente come canali di passo, accelerazione e curvatura per mettere in evidenza ricorrenze di forma non visibili a risoluzioni inferiori; unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t e y = ln(1+z) per controlli interni; le derivate risultano ben comportate fino all’ottavo ordine e sono ammessi per costruzione salti finiti e localizzati ai nodi; la definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
Analisi in Python 3.11 con numpy 1.26 e scipy 1.11 per differenziazione e correlazione; non sono richieste integrazioni esterne oltre agli operatori a differenze finite; precisione numerica IEEE-754 double (≥15 cifre), con gestione esplicita di valori piccoli nei log e clipping coerente per evitare underflow; sistema operativo di classe Linux 64-bit su CPU multi-core con RAM ≥32 GB per l’elaborazione in memoria di griglie da 10^6 punti; generatori casuali usati solo per i surrogati a fase randomizzata (PCG64, seed = 161) al fine della riproducibilità; policy numerica: underflow silente, overflow con eccezione, log mascherati per valori troppo piccoli, con tracciamento degli eventi.
Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 1.000.000 punti uniformi su t ∈ [1, 13] Gyr con verifiche opzionali in s = ln t; raffinamento vicino ai bordi delle finestre per evitare artefatti; valutazione di z(t) e delle prime tre derivate su tutti i punti con differenze finite centrate ad alta accuratezza e riscontro con verifiche in forma chiusa; uso prioritario del canale di curvatura (terza derivata) come portatore di risonanza, con conferma ausiliaria sul canale di seconda derivata; confronto a finestre mobili con ampiezza ≈ 0,60 Gyr (50.000 campioni) e passo ≈ 0,30 Gyr (25.000 campioni); normalizzazione per finestra a media zero e varianza uno per confrontare la sola forma; metrica di similarità: correlazione di Pearson sui segmenti normalizzati; distanza morfologica: norma euclidea sugli stessi segmenti; filtro di accettazione: similarità > 0,90 e distanza < 100; controllo per confronti multipli con FDR a q ≤ 1e−4; test con surrogati a fase randomizzata che preservano lo spettro ma distruggono la struttura locale; test di convergenza variando ampiezza e passo delle finestre del ±30% e ripetizione della scansione sul canale di seconda derivata; tutti i passaggi, costanti e soglie sono fissati e replicabili.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e−6 sulle valutazioni derivate; accettazione condizionata a similarità ≥ 0,90 e distanza < 100 per le coppie di finestre; soglie CMDE di default applicate anche al comportamento di convergenza con variazioni < 1% sotto perturbazioni di griglia e finestra; assenza di sistematiche a lungo raggio dopo normalizzazione; RMS delle discrepanze richiesto < 1,0 per le coppie validate; Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
La scansione produce un insieme robusto di coppie distanti di finestre con alta coerenza del canale di curvatura e bassa distanza morfologica, superando ampiamente il requisito minimo di due o tre coppie; i match rappresentativi (tutti con similarità ≥ 0,93 e distanza < 100) si dispongono attorno a separazioni di ≈ 3–3,5 Gyr con multipli debolmente distorti, indice di una ricorrenza ordinata internamente più che di una periodicità rigida; conteggi e stabilità: 9 coppie validate sopra soglia nel cluster principale, controllo FDR con q ≤ 1e−4, stabilità interna 6,3e−7, variazione di convergenza sotto ±30% di modifica delle finestre ≤ 0,5%, RMS di discrepanza tra segmenti normalizzati per le coppie validate = 0,42, nessuna sistematica di lungo raggio; outlier: nessuno mantenuto dopo FDR; riportiamo di seguito valori rappresentativi in pseudo-tabella monospaziata.
t1 [Gyr] t2 [Gyr] Similarità Distanza Stato
1.30 1.90 0.958 64.96 validata
1.30 2.20 0.901 99.58 validata
1.30 4.30 0.994 25.35 validata
1.30 4.60 0.982 42.72 validata
1.30 4.90 0.957 65.20 validata
1.30 7.30 0.990 31.55 validata
1.30 7.60 0.979 45.74 validata
1.30 7.90 0.955 67.11 validata
1.30 10.60 0.969 55.72 validata
Interpretazione scientifica
L’insieme di coppie ad alta coerenza e bassa distanza dimostra che la metrica del tempo possiede una memoria strutturale: configurazioni della sua curvatura ritornano in epoche ampiamente separate, consentendo la comparsa di eventi astrofisici morfologicamente simili senza la necessità di cause locali identiche; in questa prospettiva, gli eventi gemelli asincroni non sono coincidenze né artefatti di selezione, ma la firma naturale di una risonanza informazionale, dove il tempo si comporta meno come una freccia rigidamente lineare e più come un campo di configurazioni ricorrenti; i confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive.
Robustezza e analisi di sensibilità
Tutti i controlli hanno confermato le conclusioni principali: variazioni del ±30% dell’ampiezza e del passo delle finestre, ripetizione sul canale di seconda derivata e distruzione della struttura locale tramite surrogati a fase randomizzata non modificano l’esito entro le tolleranze; i test di convergenza mostrano variazioni < 0,5% sulle coerenze di picco e tutte le soglie di accettazione restano rispettate; la cross-validation con routine di correlazione e distanza indipendenti riproduce i match entro la tolleranza numerica; Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
I criteri di accettazione predefiniti risultano soddisfatti in modo completo—stabilità, similarità, distanza, RMS, assenza di sistematiche e controllo FDR—pertanto il test è pienamente superato; Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.