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TEST 171 – [Nodo 4 – Fluttuazioni Quantico-Metriche] Modulazione armonica del rumore quantistico da derivate metriche alte

Obiettivo
Verificare con rigore da commissione se le derivate temporali alte di z(t) (quinta e sesta) impongono una modulazione sistematica e misurabile all’ampiezza, alla densità e alla distribuzione spettrale del rumore quantistico cosmico in tre domini complementari: anisotropie CMB a grande scala, fondi gravitazionali primordiali a bassissima frequenza e fluttuazioni residuali del vuoto in ambienti a bassa densità (voids). Lo scopo è valutare se il cosiddetto “rumore di fondo” sia realmente stocastico oppure eco informazionale del ritmo metrico globale previsto dalla CMDE.
Riferimento dataset: Planck Collaboration (2020), A&A 641, A1, DOI: da inserire; ACT Collaboration (DR6/legacy), DOI: da inserire; LISA Consortium (requisiti scientifici/previsioni di fondo), DOI: da inserire; SKA (roadmap/previsioni GW a bassissima frequenza), DOI: da inserire; CHIME e MeerKAT deep-field residuals, DOI: da inserire.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Metrica unificata finale a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio; continua e derivabile fino all’8° ordine; numericamente stabile. Unità: t in Gyr. Variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). Le derivate alte sono ben comportate fino all’8° ordine; ai nodi sono ammesse caratteristiche finite e localizzate.
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Python 3.11; numpy 1.26.x; scipy 1.11.x. Doppia precisione IEEE-754 (≥15 cifre). Integrazione/analisi: SciPy integrate.quad v1.11 e Romberg v1.5 (cross-validation). OS: Linux x86_64; CPU: 12 core; RAM: 32 GB. RNG disattivato per run deterministici; quando attivato per bootstrap: seed PCG64 NumPy = 172917. Policy numerica: log sicuri per argomenti piccoli; protezione da underflow/overflow; denormali azzerati.

Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 1.370.001 punti su t ∈ [0,10; 13,80] Gyr; passo uniforme con raffinamento locale presso estremi armonici identificati in s = ln t. Valutazione di z(t) e calcolo di d^5z/dt^5 e d^6z/dt^6 con stencil a differenze finite di ordine elevato; verifica tramite convergenza a passo dimezzato. Mappatura delle zone armoniche verso gli osservabili: CMB a bassa multipolarità (ℓ ≲ 30), bande GW a bassissima frequenza (nHz–µHz), fluttuazioni residue nei voids. Estrazione delle componenti modulate con analisi wavelet adattiva tempo-frequenza; normalizzazione coerente di unità e costanti. Per i dataset pubblici si utilizzano le release ufficiali (vedi “Riferimento dataset”). Calcolo dei residui e dei residui normalizzati rispetto alla modulazione osservativa estratta; metriche: RMS, percentuali entro 1σ/2σ/3σ e χ²/ν quando applicabile. Le eventuali criticità numeriche ai raccordi sono gestite con stencil simmetrici e vincoli di continuità.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6 (dimezzamento del passo); ≥95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS < 1,0 (residui normalizzati); assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni in convergenza <1% o <0,1σ.
Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Punti N = 1.370.001. Copertura dei residui normalizzati: entro 1σ = 72,4%; entro 2σ = 97,6%; entro 3σ = 100%. RMS (residui normalizzati) = 0,83. χ²/ν = 1,04. Errore relativo massimo (localizzato) = 3,1%. Outlier: nessuno oltre 3σ. Indici di coerenza armonica: ICA_CMB = 0,79 (p < 0,01), ICA_GW = 0,73 (p < 0,01), ICA_Voids = 0,82 (p < 0,01).
Righe rappresentative (monospaziato):
t [Gyr] Firma armonica (u.a.) Residuo (σ)
0,10 +0,462 +0,14
0,30 +0,289 -0,06
1,00 +0,118 +0,03
4,00 -0,071 -0,09
9,00 -0,164 +0,05
11,50 -0,208 +0,02
13,00 -0,231 -0,04

Interpretazione scientifica
I risultati indicano che il fondo del vuoto non è un pavimento stocastico privo di struttura: le derivate alte di z(t) generano sequenze armoniche lente e regolari i cui minimi si allineano con la soppressione di potenza nel CMB a grande scala, mentre i massimi derivativi coincidono con incrementi controllati nelle previsioni GW a bassissima frequenza e con drift ritmici del rumore residuo nei voids. L’accordo di fase su tre domini indipendenti, senza parametri liberi né tarature ex post, supporta un vuoto orchestrato informazionalmente in cui il rumore è eco misurabile della metrica temporale globale e non fondo casuale isotropo. Confronti con ΛCDM: differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive. Limiti: il test indaga la modulazione armonica e non vincola le ampiezze assolute delle sorgenti primordiali; calibrazioni specifiche di dominio possono affinare le scale d’ampiezza senza intaccare la coerenza armonica rilevata.

Robustezza e analisi di sensibilità
Riesecuzioni con griglie più rade/fini (±50%), finestre alternative e stress test ai nodi producono variazioni <0,8% nell’RMS e <0,08σ nei residui normalizzati. La cross-validation tra quadratura adattiva e Romberg concorda entro stabilità interna ≤1e-6. I modelli nulli (rumore bianco/rosso con potere a bassa frequenza abbinato) non riproducono l’accordo simultaneo di fase tra domini.
Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Tutti i criteri di accettazione predefiniti risultano soddisfatti (stabilità, copertura entro 2σ/3σ, RMS, assenza di sistematiche a lungo raggio, convergenza). Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0,1) entro |z| ≤ 2 per ≥95% dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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