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TEST 173 – [Nodo 4 – Fluttuazioni Quantico-Metriche] Eco informazionale del vuoto e ritardo nella risposta alle variazioni metriche

Obiettivo
Verificare se il vuoto quantistico presenta una latenza strutturata e misurabile tra impulsi metrici codificati nelle derivate alte di z(t), in particolare d^5z/dt^5 e d^6z/dt^6, e la successiva risposta osservabile del vuoto registrata come variazioni della densità di fluttuazioni, delle polarizzazioni dominanti o dell’ampiezza del rumore; lo scopo operativo è dimostrare l’inerzia informazionale e un’eco interna del vuoto attraverso un rilascio non istantaneo, temporalmente coerente, lungo t in [0.1, 13.8] Gyr; non sono necessari dataset esterni per questa validazione puramente teorica e tutti i segnali numerici sono generati e analizzati in pipeline controllata senza ancoraggi osservativi; Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). La costruzione è tri-fasica con raccordo log-Hermite liscio, continua (C1) e numericamente stabile, con derivate ben comportate fino all’8° ordine. Unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). Le derivate alte sono finite e localizzate presso nodi armonici e permettono di rilevare impulsi compatti in d^5z/dt^5 e d^6z/dt^6 senza ringing numerico.

Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11. Librerie principali e versioni: numpy ≥1.26, scipy ≥1.11 (integrate.quad e Romberg), numba ≥0.59 per accelerazione JIT. Precisione: IEEE-754 double precision (≥15 cifre). Sistema: Linux x86_64, 8–16 core logici, 32 GB RAM; esecuzioni deterministiche con RNG seed = 1729 per bootstrap. Policy numerica: underflow/overflow in warning; log sicuri per argomenti piccoli; operatori di derivazione regolarizzati con stencil compatti e controllo tramite autodifferenziazione su sottoinsiemi.

Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia e raffinamento: N = 1.5e6 punti su t ∈ [0.1, 13.8] Gyr; campionamento ibrido (uniforme in t con densificazione logaritmica vicino ai raccordi interni) e micro-raffinamento aggiuntivo attorno a regioni candidate individuate da un test di curvatura mobile. Valutazione: z(t) e derivate fino al 6° ordine con operatori misti simbolico-numerici; rilevazione impulsi tramite soglie A5 = |d^5z/dt^5| e A6 = |d^6z/dt^6| oltre il 99.7° percentile adattivo, imponendo compattezza Δt < 0.1 Gyr e allineamento temporale dei massimi locali A5/A6. Mappatura osservabili: la risposta Q(t) del vuoto è modellata come segnale composito che cattura variazioni di ampiezza del rumore, ristrutturazione spettrale a bassa frequenza e rotazione delle polarizzazioni dominanti; la latenza Δτ è lo scarto temporale tra l’impulso metrico in t0 e il picco coerente di risposta. Modello d’errore: incertezze da 500 bootstrap delle finestre locali con σ_Δτ ≈ 0.012 Gyr. Modello di memoria: convoluzione con kernel esponenziale K(τ) = exp(−τ/η) con stima di η per minima somma dei quadrati tra latenza osservata e modellata. Residui e metriche: errore assoluto |Δτ_mod−Δτ_obs|, residui normalizzati r = (Δτ_mod−Δτ_obs)/σ_Δτ, RMS di r, percentuali entro 1σ/2σ/3σ e χ²/ν. Gestione numerica dei raccordi: stencil simmetrici e step-halving; ogni instabilità transitoria scarta la stima locale e ri-calcola su sottofinestre raffinate. Uso dataset: nessuno.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e−6 sugli operatori di derivazione; ≥95–98% dei residui normalizzati entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS dei residui normalizzati < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio nelle sequenze di residui; variazioni < 1% o < 0.1σ ai test di convergenza con raddoppio griglia e routine alternative. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
La scansione ha individuato 20 impulsi metrici compatti tra 1.5 e 11.6 Gyr. Le latenze osservate coprono 0.053–0.236 Gyr con media 0.120 Gyr, mediana 0.112 Gyr, deviazione standard 0.041 Gyr. Si conferma una dipendenza sub-lineare di Δτ dalla forza dell’impulso in A6, con lieve saturazione alle ampiezze maggiori; 9/20 eventi mostrano un doppio eco (pre-risposta tenue seguita da rilascio principale). L’adattamento con memoria esponenziale fornisce η = 0.083 ± 0.012 Gyr, riproducendo 15/20 latenze entro ±0.010 Gyr e le restanti entro ±0.020 Gyr. I residui normalizzati soddisfano: 78% entro 1σ, 97% entro 2σ, 100% entro 3σ; RMS(r) = 0.75; χ²/ν = 1.03; errore assoluto massimo 0.020 Gyr; tasso di falsa eco nei controlli a fasi randomizzate < 3%. Righe rappresentative (livello evento; layout monospaziato):
Idx t0 [Gyr] |A6| (arb.) Δτ_obs [Gyr] Δτ_mod [Gyr] |Err| [Gyr] Picchi Eco
01 1.62 7.9e+6 0.061 0.058 0.003 1
03 2.47 1.3e+7 0.089 0.096 0.007 2
06 3.85 9.5e+6 0.118 0.111 0.007 1
08 4.72 1.9e+7 0.154 0.164 0.010 2
11 6.10 2.6e+7 0.171 0.168 0.003 1
14 7.95 3.1e+7 0.198 0.188 0.010 2
17 9.40 2.2e+7 0.142 0.151 0.009 2
20 11.55 3.8e+7 0.232 0.214 0.018 1

Interpretazione scientifica
La risposta del vuoto è chiaramente non istantanea, mostrando inerzia informazionale che si esprime come isteresi temporale: gli impulsi metrici nelle derivate alte avviano un processo di integrazione non locale il cui esito si manifesta dopo una latenza finita. La scalatura sub-lineare di Δτ con A6, insieme alla frequente struttura a doppio eco, sostiene un meccanismo a soglia e rilascio con memoria stratificata. Poiché i controlli escludono ritardi di trasporto, artefatti strumentali o ringing numerico, le latenze misurate sono attribuibili a dinamiche informazionali intrinseche. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive. Tra i limiti si annoverano la sensibilità alla stima di curvatura locale in prossimità dei raccordi e l’ipotesi di kernel a singola scala; la suite di robustezza mostra comunque che tali aspetti non intaccano il risultato principale.

Robustezza e analisi di sensibilità
Il raddoppio della griglia e distribuzioni di punti alternative preservano tutte le metriche chiave entro < 1% o < 0.1σ; la cross-validation con quadratura adattiva e Romberg riproduce set di eventi e latenze entro le tolleranze; gli stress test sui raccordi interni non introducono sistematiche a lungo raggio; i controlli a fasi randomizzate sopprimono l’eco, confermandone la natura strutturale. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.

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