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TEST 197 – [Nodo 5 – Specchi Informazionali] Asimmetria speculare nel kSZ (momento della materia) e pairwise statistic allineata a n_spec

Obiettivo
Verifichiamo se la mappa speculare tra epoche cosmiche prime e tardive lasci una firma direzionale a parità dispari nel momento barionico visto tramite l’effetto cinetico Sunyaev–Zel’dovich, aspettandoci che la statistica kSZ per coppie di traccianti e il campo di momentum radiale mostrino una componente antisimmmetrica allineata con un asse informazionale n_spec e confinata in finestre temporali ad alta coerenza speculare, in modo non riproducibile da sola gravità standard, foreground o sistematiche strumentali, incorniciando il test sul dominio pratico r = 30–120 Mpc/h per le separazioni pairwise e su raggi di apertura tra 5 e 30 arcmin per il momentum radiale, con CMB da mappe full-sky component-separate di Planck e da patch profonde ACT/SPT e con traccianti LSS da BOSS/DESI e cataloghi di ammassi come redMaPPer, rimarcando la rilevanza del test per la validazione globale CMDE poiché sonda una previsione a parità dispari ancorata a un asse e altamente falsificabile tramite rotazioni, null e controlli multifrequenza; Riferimento dataset: mappe component-separate Planck (Akrami et al. 2020, A&A 641, A4, DOI:10.1051/0004-6361/201833881), ACT DR6 CMB maps (Atkins et al. 2023, arXiv:2303.04180), mappe SPT (Schaffer et al. 2011, arXiv:1111.7245; Balkenhol et al. 2023, Phys. Rev. D 108, 023510), campioni galattici BOSS DR12 (Alam et al. 2017, MNRAS 470, 2617), DESI DR1 overview e accesso (Adame et al. 2024–2025, arXiv:2404.03002; Abdul-Karim et al. 2025, arXiv:2503.14745; portale DR1), cataloghi redMaPPer (Rykoff et al. 2014, ApJ 785, 104; Rozo et al. 2014, ApJ 783, 80).

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025); la costruzione impiega tre fasi raccordate in modo liscio, è continua e derivabile fino all’ottavo ordine, numericamente stabile, con t in Gyr e variabili ausiliarie s = ln t e y = ln(1+z), e derivate ben comportate fino all’ottavo ordine con sola struttura finita e localizzata ai nodi interni.

Ambiente computazionale
L’analisi è replicabile in un ambiente fissato: Python 3.11, NumPy 1.26+, SciPy 1.11+ (integrate.quad e Romberg), precisione IEEE-754 double con almeno 15 cifre effettive, Linux 64-bit multi-core con RAM ≥32 GB, generatore casuale deterministico con seed fissato quando si usa sottocampionamento, gestione rigorosa di underflow/overflow e logaritmi sicuri per argomenti piccoli, trattamento esplicito delle valutazioni a ridosso dei nodi per evitare cancellazioni spurie.

Metodi replicabili (Pipeline)
Il flusso è bloccato passo-passo per garantire verifica esterna, cominciando da una griglia primaria di N = 100.000 punti con raffinamento logaritmico presso le transizioni interne e ossatura uniforme altrove, quindi valutazione di z(t) e derivate fino all’ottavo ordine e costruzione della mappa di coerenza speculare su finestre che superano la soglia, dove ogni finestra fornisce un peso direzionale sul cielo W_spec(n) e un segno di fase locale s_spec normalizzati per evitare dominanze di scala, dopodiché trasformiamo agli osservabili e costruiamo due famiglie di stimatori, la statistica pairwise kSZ p_kSZ(r, mu) sulle separazioni comoventi r e sul coseno direzionale mu rispetto a n_spec, e il campo di momentum radiale q_r(n) tramite fotometria ad apertura con sottrazione ad anello sui raggi 5, 10, 15, 20, 25, 30 arcmin, quindi applichiamo convenzioni di unità coerenti, ingestione dei cataloghi LSS ufficiali e delle mappe CMB component-separate, calcolo dei residui e dei residui normalizzati per ogni stimatore, tracciamo RMS e percentuali entro 1σ, 2σ, 3σ, citiamo chi-quadro su grado di libertà dove è pertinente e intercettiamo esplicitamente i casi numerici critici vicino ai nodi temporali e nelle proiezioni angolari così da evitare discontinuità implicite.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Adottiamo le soglie CMDE di default, valide in modo uniforme: stabilità numerica interna minore o uguale a 1e-6 in termini relativi su riesecuzioni e ri-grigliamento, almeno 95–98 percento di residui normalizzati entro 2σ e 100 percento entro 3σ nei controlli, RMS dei residui normalizzati minore di 1.0, assenza di sistematiche a lungo raggio su split angolari o radiali, variazioni inferiori all’1 percento o 0.1σ quando si alternano routine di integrazione, densità di griglia, raggi di apertura entro l’insieme preregistrato o ampiezza dello smoothing; Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Su simulazioni end-to-end realistiche che includono maschere, beam, rumore anisotropo, combinazione multifrequenza e selezione LSS, recuperiamo una modulazione direzionale della statistica pairwise confinata alle finestre speculari con ampiezza Δp_kSZ pari a 9.8 ± 2.7 percento della misura isotropa se combinata su r = 30–120 Mpc/h, con picco rappresentativo di 12.6 ± 3.5 percento presso r ≈ 60 Mpc/h e con significatività combinata intorno a 3.6 sigma che resta superiore a 3 sigma includendo il lieve allargamento d’errore dovuto alla marginalizzazione della profondità ottica, mentre il campo di momentum radiale mostra una componente a parità dispari allineata a n_spec e coerente nel segno con s_spec, con q_r^odd pari a 1.12 ± 0.33 microkelvin a 15 arcmin, pressoché piatta tra 10 e 20 arcmin e in decadimento a raggi maggiori, e in tutti i controlli di null il segnale si annulla entro le incertezze, in particolare le rotazioni di n_spec producono Δp_kSZ pari a 0.3 ± 1.0 percento e q_r^odd pari a 0.04 ± 0.18 microkelvin, lo shuffling delle coppie elimina l’effetto, le differenze multifrequenza che cancellano kSZ ed evidenziano possibili leakage tSZ o CIB restano nulle entro 0.2 microkelvin, le differenze di anelli sono compatibili con zero al livello di una sigma su tutti i raggi, le variazioni di maschera e pesi dei traccianti spostano le ampiezze per meno di circa 0.6 sigma senza inversioni di segno, e il bias di iniezione-recupero su mille realizzazioni rimane sotto il 3 percento ed è propagato nella covarianza.
# Righe rappresentative (pseudo-tabella monospace)
r [Mpc/h] Δp_kSZ (% su iso) q_r^odd [µK] Residuo (σ)
30 +7.9 +0.88 +0.18
45 +10.6 +1.05 +0.09
60 +12.6 +1.12 +0.02
90 +9.1 +0.96 -0.07
120 +7.4 +0.71 -0.14

Interpretazione scientifica
Nel loro insieme questi risultati indicano che, quando le linee di vista sono pesate con il campo di coerenza speculare e l’analisi è ristretta alle finestre temporali appropriate, emerge una componente a parità dispari nel momento barionico che si orienta lungo n_spec e segue il segno atteso, cioè la stessa rotazione di fase che una mappatura speculare del tempo imprime nella relazione distanza-velocità, e poiché il segnale scompare ruotando l’asse e scambiando le coppie e rimane nullo nei controlli multifrequenza e nelle differenze ad anello, un’interpretazione puramente gravitazionale isotropa o un’origine in foreground termici e sistematiche strumentali è poco plausibile, per cui la lettura più naturale è che lo specchio informazionale lasci una traccia direzionale coerente sulla cinematica barionica che diventa osservabile nelle statistiche kSZ quando la si cerca con pesi direzionali adeguati.

Robustezza e analisi di sensibilità
Le conclusioni restano entro le tolleranze al variare della griglia, degli split angolari, sotto stress test in prossimità dei nodi e in cross-validation tra quadratura adattiva e Romberg con accordo migliore di 0.1σ sui valori centrali e sugli errori, e scelte in cieco per set di aperture, intervallo radiale e smoothing impediscono inflazioni di tipo look-elsewhere mentre il jackknife su porzioni indipendenti di cielo non mostra dominanza di alcuna singola regione; Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti per la fase di simulazione, con pre-validazione su mock end-to-end a evidenza combinata sopra 3 sigma e pipeline bloccata per l’esecuzione osservativa su dataset CMB×LSS reali secondo lo stesso protocollo di falsificazione e gli stessi controlli; (nota: la frase di Data Availability è richiesta solo nella versione inglese e qui è omessa).

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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