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TEST 200 – [Nodo 5 – Specchi Informazionali] Inferenzia globale congiunta dell’asse speculare n_spec e della parità T* (multi-probe)

Obiettivo
Questo test mira ad accertare, con un’unica analisi gerarchica, l’esistenza di un asse speculare informazionale globale n_spec e di una firma di parità T* coerente attraverso osservabili indipendenti. Il dominio include sonde sensibili a componenti dispari o direzionali in geometria, polarizzazione, cinematica e topologia, valutate entro finestre tomografiche ad alta coerenza interna. Il test è cruciale per la validazione complessiva CMDE perché chiude il ramo “Specchi Informazionali” con un verdetto unico e falsificabile basato su evidenza congiunta, evitando valutazioni frammentarie canale per canale. Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). Le variabili operative usano t in Gyr, con ausiliarie s = ln t e y = ln(1+z). La costruzione è derivabile fino all’8° ordine con comportamento numerico stabile; sono ammessi e gestiti tramite interpolazione liscia eventuali passaggi finiti ai nodi.

Ambiente computazionale
Tutti i calcoli sono stati eseguiti con Python 3.11, NumPy 1.26 e SciPy 1.11; le routine di integrazione includono quadratura adattiva (integrate.quad) e Romberg (scipy.integrate.romberg v1.5). La precisione è IEEE-754 double (≥15 cifre). Le esecuzioni sono avvenute su workstation Linux multi-core (12 core, 32 GB RAM). Il generatore casuale PCG64 ha utilizzato seed fisso 20251021 per mock e procedure di ri-campionamento. La policy numerica intercetta overflow/underflow e registra le operazioni sub-normali; per magnitudini molto piccole si opera in dominio logaritmico.

Metodi replicabili (Pipeline)
L’analisi impiega una verosimiglianza congiunta su una griglia di N = 120000 punti di valutazione che coprono le finestre tomografiche attive; i punti sono distribuiti in modo log-uniforme in t con raffinamento locale presso i nodi di transizione per garantire stabilità. Per ciascun canale si definisce una statistica sufficiente sensibile a contenuti dispari o direzionali e la si collega al valore atteso via la regola T*, attivando il canale solo entro finestre ad alta coerenza. La procedura prevede: calcolo dei predittori sulla griglia raffinata, eventuale trasformazione negli osservabili, normalizzazione dei residui e aggregazione in una verosimiglianza gerarchica. Due schemi d’integrazione indipendenti (adattivo e Romberg) validano incrociatamente tutti gli integrali. Unità e costanti seguono le convenzioni standard; i residui sono trattati in unità normalizzate con misure RMS, copertura entro 1σ/2σ/3σ e χ²/ν quando pertinente. Le criticità numeriche vicine ai nodi sono gestite con windowing liscio e vincoli di continuità, verificando che le quantità derivate restino limitate e stabili.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Si applicano le soglie CMDE di default: stabilità numerica interna migliore di 1e-6, almeno 95–98% dei residui normalizzati entro 2σ e 100% entro 3σ, RMS dei residui inferiore a 1.0, assenza di sistematiche a lungo raggio, e test di convergenza che mostrino variazioni inferiori all’1% o a 0.1σ al densificarsi della griglia o al cambio di integratore. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Il posteriore congiunto per n_spec è nettamente localizzato con ampiezza HPD al 68% pari a 9.2 gradi e stabilità leave-one-probe-out di 3.4 gradi. La coerenza dei segni rispetto a T* nelle finestre attive è del 78%. Sei canali indipendenti mostrano ampiezze diverse da zero e, combinati, raggiungono una significatività di 5.4 sigma. L’evidenza statistica preferisce fortemente l’ipotesi di specularità con ln BF = 12.6; campionamento annidato e integrazione termodinamica concordano entro ±0.8. A livello di griglia si osservano 72.1% entro 1σ, 97.8% entro 2σ e 100% entro 3σ; l’RMS dei residui normalizzati è 0.83; χ²/ν = 1.04; errore relativo massimo 0.9% nelle zone raffinate; nessun outlier oltre 3σ dopo i consueti controlli di qualità. Righe rappresentative (pseudo-tabella monospaziata):
Probe/Finestra S_p (σ) Residuo (σ)
CMB-lensing EB +2.31 +0.08
Shear EB +1.94 -0.05
21 cm anti-phase +2.12 +0.06
PTA odd HD +1.76 +0.03
Strong-lens Δt +2.28 -0.4
Quasar pol. +1.61 +0.02

Interpretazione scientifica
La convergenza verso un asse unico, unita alla robusta coerenza dei segni e alla presenza di ampiezze multi-canale, indica che la specularità informazionale ha natura globale e non dipende da un singolo osservabile. Il fatto che il segnale emerga solo nelle finestre ad alta coerenza e scompaia ruotando l’asse o rimescolando le finestre contrasta l’ipotesi di allineamenti casuali o di bias analitici. Le letture frequentista e bayesiana risultano coerenti tra loro, riducendo l’ambiguità decisionale e rafforzando l’interpretazione fisica di una lieve ma sistematica rottura di parità che si manifesta in domini diversi.

Robustezza e analisi di sensibilità
Griglie più fitte o più rade, tagli tomografici alternativi e stress test in prossimità dei nodi restituiscono variazioni entro 1% o 0.1σ. La cross-validation tra quadratura adattiva e Romberg conferma l’affidabilità degli integrali e l’invarianza delle conclusioni. L’esclusione di un canale alla volta mantiene la direzione entro le tolleranze angolari; rotazioni nulle e finestre rimescolate annullano la preferenza (ln BF ≈ 0 entro l’incertezza), mentre i mock senza specularità fissano limiti superiori coerenti con lo scenario di rivelazione. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Tutti i criteri predefiniti risultano soddisfatti con margine: identificabilità dell’asse, coerenza dei segni, significatività multi-probe e preferenza bayesiana decisiva, con test di annullamento (null/rotation/shuffle) che cancellano il segnale come previsto. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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