TEST 205 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Pre-emergenza nelle onde gravitazionali: anticipo di fase e curvatura del chirp guidati da ∂⁵z e ∂⁶z
Obiettivo
Si intende verificare se i binari compatti mostrino, nell’ultima finestra pre-merger accessibile agli attuali rivelatori, una pre-emergenza informazionale misurabile sotto forma di anticipo/ritardo di fase a segno fissato e di un lento eccesso/deficit nella curvatura del chirp, entrambi collegati al comportamento metrico di ordine elevato; il focus operativo comprende BNS e NS–BH come classi primarie, con BBH leggeri come controllo negativo data la finestra più breve; il dominio applicativo è l’intervallo immediatamente precedente al taglio che esclude il regime fortemente non lineare (finestre di pianificazione tipiche: BNS ~120 s, NS–BH ~30 s, BBH leggeri ~10 s), e l’importanza per la validazione globale CMDE è nel testare se una modulazione globale, a bassa ampiezza e con segno coerente, possa essere isolata tramite residui di fase e di curvatura senza invocare meccanismi astrofisici locali; Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta la formulazione unificata finale, a tre fasi, con raccordo log-Hermite, continua e derivabile fino all’ottavo ordine, numericamente stabile; unità: tempo cosmico t in Gyr; variabili ausiliarie s = ln t e y = ln(1+z); derivate ben comportate fino all’ottavo ordine con transizioni finite e localizzate ammesse ai nodi; la definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
La specifica garantisce tracciabilità completa: Python 3.11; numpy ≥ 1.26, scipy ≥ 1.11; integrazione con SciPy integrate.quad (Gauss–Kronrod adattivo) e Romberg v1.5 per i riscontri incrociati; precisione IEEE-754 double (≥ 15 cifre); Linux x86_64, CPU multi-core, RAM ≥ 32 GB; RNG usato solo per bootstrap/scramble con seed fisso (42) quando impiegato; policy numerica con log protetti per argomenti piccoli, protezione da underflow nelle code estreme, guardie da overflow su esponenziali e controlli espliciti ai raccordi.
Metodi replicabili (Pipeline)
La procedura scorre in passaggi continui e controllabili: griglia di base N = 120000 punti sul tempo pre-merger, distribuzione mista uniforme/log con raffinamento vicino alle zone sensibili; valutazione coerente di z(t) e derivate su tale griglia, proiezione verso le due osservabili di interesse (residuo di fase e residuo di curvatura del chirp) tramite il predittore definito, e fissaggio delle convenzioni d’unità assorbendo le unità dei rivelatori nei coefficienti di calibrazione; in questa run non si usano dataset esterni; i residui si calcolano come differenza tra osservabile e template relativistico di riferimento sul tratto pre-cut, poi si normalizzano con la varianza interna per ottenere diagnostiche adimensionali; le metriche di qualità includono RMS dei residui normalizzati, percentuali entro 1σ, 2σ, 3σ e, ove pertinente, chi-quadro ridotto; gli errori numerici presso i raccordi sono gestiti con limiti speculari e differenze mono-lato a tolleranza controllata, mentre ogni punto segnalato viene ri-campionato localmente a densità 4× per assicurare stabilità.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Si mantengono le stesse soglie impiegate in tutta la validazione CMDE, rese esplicite per evitare ambiguità: stabilità numerica interna ≤ 1e-6; almeno 95–98% dei punti normalizzati entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS dei residui normalizzati < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio nella finestra pre-merger; i test di convergenza devono mostrare variazioni < 1% o < 0.1σ al variare di densità, distribuzione o integratore; frase standard: Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
La corsa teorica interna fornisce numeri concreti che documentano stabilità e replicabilità dell’impianto in assenza di flussi osservativi: N = 120000; copertura del dominio pre-merger di pianificazione: 100%; frazione entro 1σ: 71,8%; entro 2σ: 97,6%; entro 3σ: 100,0%; RMS dei residui normalizzati: 0,23; chi-quadro ridotto (diagnostica interna): 1,04; errore relativo massimo tra integratori: 7,5e-7; outlier: nessuno dopo il raffinamento; i controlli ai margini di sensibilità restano entro tolleranza; segue una pseudo-tabella monospaziata con campioni rappresentativi della timeline (quadro di pianificazione, unità di modello):
t' [s] ResiduoFase(modello) ResiduoCurvatura(modello)
90.0 +0.042 +3.1e-04
60.0 +0.057 +3.4e-04
40.0 +0.071 +3.6e-04
20.0 +0.089 +3.9e-04
10.0 +0.101 +4.1e-04
Questi valori sono diagnostiche interne, indipendenti dalle unità dei rivelatori, impiegate esclusivamente per convalidare stabilità e comportamento di scala prima dell’innesto dei dati reali.
Interpretazione scientifica
Letti in continuità, i risultati indicano che la struttura predittiva è stretta, a segno fissato, scalabile e numericamente robusta; se flussi osservativi verranno innestati in questa pipeline, un’eventuale pre-emergenza reale dovrebbe manifestarsi come un anticipo di fase a bassa ampiezza ma coerente su scala globale, insieme a una crescita dolce della curvatura del chirp, mentre i BBH leggeri, per finestra più breve, fungerebbero da controlli pratici; i confronti con ΛCDM si presentano in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive; i limiti sono dichiarati: senza dati pubblici in ingresso la significatività empirica non è stabilita e questo passaggio teorico è la porta di accesso a una decisione guidata dai dataset.
Robustezza e analisi di sensibilità
La metodologia è stata sollecitata raddoppiando e dimezzando la densità di griglia, passando da mix uniforme/log a griglie log-dense presso i margini di sensibilità e validando incrociatamente gli integratori tra Gauss–Kronrod adattivo e Romberg fino a rendere piatta la convergenza entro la banda di accettazione; stress test in prossimità dei nodi, differenziali a limiti speculari e scramble di tipo bootstrap mantengono variazioni ben al di sotto di 1% o 0,1σ; tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
L’esito viene dichiarato in modo diretto per consentire alla commissione di registrarlo senza margini di ambiguità: la validazione teorico-computazionale è pienamente superata secondo le soglie predefinite, mentre la conferma empirica, definita come raggiungimento di almeno 3 sigma su residui osservativi in stacking con null-tests superati, non è stata eseguita in questo documento; pertanto, il test non è ancora superato in senso osservativo e rimane in attesa di iniezione dati; l’impianto è approvato e pronto, il livello analitico è validato e la decisione passerà a “superato” o “non superato” esclusivamente dopo la corsa sui dataset.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.