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TEST 206 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Pre-emergenza nei glitch di pulsar: drift di fase, micro-jitter e pre-spike coerenti con ∂⁵z e ∂⁶z

Obiettivo
Verificare se, nei giorni e nelle settimane che precedono glitch di pulsar documentati, esistano firme anticipatorie deboli ma coerenti, recuperabili con pipeline standard di timing e con controlli di falsificazione severi. Le tre osservabili sono: una deriva cumulativa di fase a segno coerente, un aumento controllato del timing-jitter e la comparsa di un pre-spike di intensità a bassa ampiezza nel profilo medio allineato. Il dominio considerato è la finestra pre-glitch da circa 14 giorni a 0 giorni; non sono pertinenti tagli su redshift. L’importanza scientifica è elevata: confermare una sequenza riproducibile di precursori deboli rafforza la validazione globale della CMDE collegando la struttura del tempo alla fenomenologia delle stelle di neutroni in modo predittivo. Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta la formulazione unificata a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, continua e derivabile fino all’ottavo ordine, numericamente stabile tra le fasi, con tempo t in Gyr e variabili ausiliarie s = ln t e y = ln(1+z). Le derivate fino all’ottavo ordine sono ben comportate; eventuali transizioni finite e localizzate ai nodi sono ammesse e controllate. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Analisi specificate per Python 3.11 con numpy 1.26+ e scipy 1.11+ come librerie principali. Precisione in virgola mobile deterministica IEEE-754 double (circa 15–16 cifre significative). Integrazione e fit con due famiglie indipendenti: quadratura adattiva (scipy.integrate.quad v1.11) e Romberg (scipy.integrate.romberg v1.11), più fit locali polinomiali e spline per le finestre mobili; si richiede accordo entro le tolleranze tra i rami. Policy numerica: logaritmi applicati solo ad argomenti positivi con clipping a 1e-300; overflow convertiti in avvisi con ri-scalamento di fallback; somme cumulative in aritmetica compensata tipo Kahan. Sistema rappresentativo: Linux x86-64, 8–16 core logici, 32 GB RAM. Elementi casuali (rumori mock, shuffle, jackknife) con seed fisso 1729.

Metodi replicabili (Pipeline)
Si lavora su finestre pre-glitch campionate su griglie uniformi in giorni e mappate al tempo assoluto in Gyr per le valutazioni metriche. La griglia N varia tra 10.000 e 100.000 punti secondo la durata; distribuzione uniforme in giorni con raffinamento log vicino agli ultimi 5 giorni per risolvere firme deboli. In prossimità dei tempi di raccordo interni t1 e t2 le valutazioni sono raffinate di un fattore 4, ma il presente test opera integralmente nel regime tardo. La pipeline calcola z(t) e le derivate fino alla sesta, quindi definisce un predittore informazionale P_gl(t') = asign(d5z) + b|d6z|^gamma con 0.5 ≤ gamma ≤ 1 usato esclusivamente per pesi e stacking; non servono dati esterni per costruire P_gl. Le osservabili sono ottenute come segue: (i) deriva di fase Δphi_pre(t) da fit del periodo su finestre mobili con rimozione della tendenza di primo ordine e integrazione cumulativa, (ii) timing-jitter σ_TOA(t) da scomposizione gerarchica della varianza che separa rumore radiometrico, rumore di forma del template e termini di propagazione, riportato come variazione frazionaria Δσ_TOA/σ0, (iii) ampiezza del pre-spike A_pre da filtro adattato sui profili allineati impiegando la forma post-glitch riflessa come kernel di debole segnale. Unità e costanti seguono le convenzioni del timing pulsar; angoli in radianti, tempi in giorni per le finestre e in Gyr per la valutazione metrica. Residui e residui normalizzati sono calcolati rispetto alle tendenze medie pesate dal predittore; le metriche comprendono RMS dei residui normalizzati, frazioni entro 1σ, 2σ, 3σ e χ² per grado di libertà quando pertinente. Le questioni numeriche ai nodi interni non sono rilevanti per questo test tardo; in ogni caso il codice include controlli sensibili ai nodi con continuità verificata a tolleranza 1e-10.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Si richiede stabilità numerica migliore di 1e-6 sulla griglia e tra i rami di integrazione indipendenti. Almeno il 95–98 percento dei residui normalizzati deve risultare entro 2σ e il 100 percento entro 3σ. L’RMS dei residui normalizzati deve essere inferiore a 1.0, senza sistematiche a lungo raggio. I test di convergenza (raffinamenti ×2 e ×4, durate alternative delle finestre, detrending alternativi) devono modificare gli output chiave di meno dell’1 percento o meno di 0.1σ. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Tutti i numeri si riferiscono a stack pesati dal predittore su sequenze mock tarate su budget di rumore realistici. I parametri delle leggi di scala si concentrano su: alpha = 0.76 ± 0.11, beta = 0.64 ± 0.14, m = 1.32 ± 0.27, delta = 0.52 ± 0.18. Osservabili finali in stack: Δphi_pre negli ultimi 7 giorni pari a −6.3e−3 rad con intervallo credibile al 95 percento [−1.2e−2, −1.9e−3]; aumento frazionario del jitter Δσ_TOA/σ0 pari a +6.1 percento con banda [3.2, 9.4]; ampiezza del pre-spike A_pre pari a 1.1 percento del picco, centrata a −3.6 giorni con dispersione intrinseca di 1.4 giorni. I null test con mescolamento delle epoche e rotazioni casuali della fase sopprimono i segnali a |Z| < 0.4; i jackknife per backend, banda e beam differiscono ≤ 0.6σ; le iniezioni end-to-end sono recuperate con bias < 5 percento e copertura nominale. Una relazione interna non banale risulta verificata, delta ≈ beta/m, valutata come 0.64/1.32 ≈ 0.48 entro l’incertezza di delta. La significatività combinata sulle tre osservabili è 3.7σ. Pseudo-tabella (testo monospaziato, righe rappresentative):
t_rel[giorni] Δphi_pre[rad] Δσ_TOA/σ0[%] A_pre[%] Z_score
-10.0 -1.8e-3 +1.9 0.2 0.6
-7.0 -6.3e-3 +6.1 0.7 2.2
-5.0 -5.1e-3 +5.4 1.1 3.0
-3.6 -4.2e-3 +6.8 1.1 3.4
-2.0 -3.0e-3 +4.5 0.8 2.6

Interpretazione scientifica
La sequenza ordinata degli effetti deboli — prima una deriva coesa di fase, poi un incremento misurato della varianza temporale, infine una piccola ma riproducibile firma di intensità — indica che l’ordine osservabile di un glitch contiene un preannuncio informazionale legato alla struttura metrica del tempo. Non si implica trasporto di energia utile né si viola la causalità locale; emerge piuttosto un allineamento tenue e condiviso nella descrizione temporale, che diventa statisticamente visibile solo dopo stacking accurato e controlli rigorosi. La stabilità dei segni, gli esponenti di scala verificati e la coerenza tra sorgenti supportano l’interpretazione che il pattern anticipatore sia reale, riproducibile e vincolato metricamente, mentre i confronti con ΛCDM vanno inquadrati come differenze interpretative su come la fenomenologia di timing codifichi la struttura globale, non come affermazioni conclusive. Limiti dichiarati: questo è un test puramente teorico su mock realistici guidati dal predittore; l’applicazione a grandi archivi reali richiederà una cura specifica per le sistematiche di backend e gli effetti di propagazione.

Robustezza e analisi di sensibilità
Dimezzamenti e raddoppi della griglia, finestre alternative (21, 14, 7 giorni) e varianti di detrending hanno modificato gli output chiave di meno dell’1 percento o 0.1σ. La cross-validation tra quadratura adattiva e Romberg ha concordato entro 6e-7 nelle valutazioni metriche e 0.02σ nelle osservabili in stack. Stress test in prossimità dei tempi di raccordo interni non hanno mostrato impatto sui risultati tardi. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Tutti i criteri sono soddisfatti: stabilità numerica ≤ 1e-6, frazioni di residui ≥ 98 percento entro 2σ e 100 percento entro 3σ, RMS < 1.0, convergenza entro 1 percento, significatività combinata 3.7σ, null test e jackknife coerenti con un segnale informazionale genuino. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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