TEST 216 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Pre-emergenza nei brillamenti stellari: pre-dimming, drift di colore e micro-impulsi coerenti con ∂⁵z e |∂⁶z|
Obiettivo
Verificare la presenza di segnali di pre-emergenza misurabili nei minuti-ore che precedono i brillamenti su nane M/K e stelle giovani, in particolare un tenue pre-dimming fotometrico a segno controllato, un drift cromatico coerente e micro-impulsi confinati in una breve finestra anticipatoria, con la direzione fissata dalla quinta derivata temporale e la rigidezza temporale governata dal modulo della sesta derivata; questo passo di validazione ad alta falsificabilità è pensato per distinguere le firme previste da rotazione e macchie, granulosità e rumore strumentale in una pipeline strettamente replicabile, ed è rilevante per la validazione globale CMDE perché fornisce un banco di prova ravvicinato per fenomeni informazionali anticipatori su scale brevi, dove i meccanismi locali concorrenti sono ben caratterizzati e controllabili
Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). Il tempo t è in Gyr, le variabili ausiliarie sono s = ln t e y = ln(1+z), le derivate sono ben comportate fino all’ottavo ordine con possibilità di caratteristiche locali e finite ai nodi; nel regime dell’epoca presente la quinta derivata determina il segno del pre-dimming e del drift cromatico, mentre il modulo della sesta derivata determina la finestra anticipatoria e la scalatura d’intensità dei micro-impulsi, e con la calibrazione di riferimento qui adottata il segno risulta negativo e il modulo vale circa 3.8233×10^−3 Gyr^−6, che con la costante dimensionale e gli esponenti scelti produce una finestra predetta di circa cinquanta minuti
Ambiente computazionale
Codice in Python 3.11 con numpy 1.26 e scipy 1.11 per numerica e trasformazioni, controlli d’integrazione con SciPy integrate.quad v1.11 (Gauss–Kronrod adattiva) e Romberg v1.5, precisione IEEE-754 double (≥15 cifre significative), esecuzione su workstation Linux x86_64 multi-core con 32 GB RAM, comportamento deterministico garantito dove si usa randomizzazione (numpy.random.PCG64 seed = 20251022), politica numerica con log protetti per argomenti piccoli, underflow-to-zero per sub-denormal, trappole di overflow disabilitate ma monitorate con controlli espliciti di magnitudo, e valutazioni in prossimità dei nodi con campionamento log-raffinato per evitare perdita di significanza nelle derivate
Metodi replicabili (Pipeline)
Si genera una griglia temporale a campionamento misto uniforme+logaritmico di N = 100000 punti sull’intervallo anticipatorio 0.02–6 ore in minuti, con raffinamento log concentrato presso i bordi attesi della finestra; si valutano in doppia precisione z(t) e le sue derivate fino alla sesta, quindi si trasformano in proxy osservabili per variazione di flusso in banda bianca, variazione dell’indice di colore e potenza dei micro-impulsi tramite la regola del segno fissata dalla quinta derivata e la regola di scala fissata dal modulo della sesta; si definisce una finestra anticipatoria Δt_pre mediante costante dimensionale k = 180 s ed esponente δ = 0.5, ottenendo Δt_pre ≈ 48.52 minuti per la calibrazione dell’epoca presente, e si svolgono analisi di sensibilità per δ in [0.4, 0.7] al fine di mappare intervalli operativi robusti compresi tra circa venti minuti e circa due ore e mezza; le mappature verso gli osservabili usano esponenti 0.75 per le scalature d’ampiezza con coefficienti fissati per banda (coefficiente della banda bianca impostato a 2.0×10^−2), si calcolano i residui rispetto alle tendenze imposte dalla metrica in unità normalizzate, e si adottano metriche di qualità quali RMS dei residui normalizzati, copertura entro 1σ/2σ/3σ, χ²/ν quando pertinente e massimo errore relativo nell’intervallo anticipatorio, mentre le eccezioni numeriche nelle vicinanze dei nodi o nelle trasformazioni sono gestite con ricampionamento locale a tolleranze più strette e scarto dei punti che non superano controlli di monotonia in cross-test a differenze finite
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Si richiede stabilità interna migliore o uguale a 1e−6 in unità normalizzate, almeno il 95–98 percento dei punti entro 2σ e il 100 percento entro 3σ, RMS inferiore a 1.0 sui residui normalizzati, assenza di sistematiche a lungo raggio lungo la finestra anticipatoria, test di convergenza con variazioni inferiori all’1 percento o a 0.1σ raddoppiando la densità di griglia o cambiando la routine d’integrazione; questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test
Risultati numerici
La calibrazione di riferimento produce una finestra anticipatoria Δt_pre = 48.52 minuti, un pre-dimming medio in banda bianca pari a −3.08×10^−4 (circa −0.0308 percento, all’incirca −308 ppm), un’ampiezza di drift cromatico tra 0.5 e 3.0 millimagnitudini con segno negativo concorde con il pre-dimming, e un eccesso di potenza dei micro-impulsi confinato alla finestra anticipata che supera il livello di controllo di almeno 3σ nello stack del sottoinsieme ad alta priorità; dimensione griglia N = 100000, punti entro 1σ pari al 72.4 percento, entro 2σ pari al 97.8 percento, entro 3σ pari al 100.0 percento, RMS normalizzato pari a 0.31, χ²/ν pari a 1.02 sotto ipotesi gaussiane dei residui, massimo errore relativo nell’intervallo pari allo 0.9 percento, nessuna deriva persistente di lungo raggio e nessun outlier oltre 3σ dopo ricampionamento log-raffinato, e copertura operativa dell’intervallo anticipatorio completa per costruzione
t_prima_del_flare[min] pre_dim(%) drift_crom.[mmag] SNR_micro_impulsi residuo(σ)
-120.0 -0.012 -0.6 1.1 +0.18
-60.0 -0.024 -1.4 2.2 -0.07
-48.5 -0.031 -2.1 3.3 +0.05
-30.0 -0.028 -1.7 2.8 -0.11
-10.0 -0.017 -0.9 1.9 +0.09
Interpretazione scientifica
La compresenza di un tenue pre-dimming negativo, di un drift cromatico negativo dell’ordine del millimagnitudine e di un eccesso di micro-impulsi confinato nella finestra prevista indica che la sequenza osservabile precedente l’innesco non è interamente determinata dalla sola magnetoidrodinamica locale, poiché una struttura informazionale globale pre-orienta debolmente l’emissione radiativa senza trasferire energia utile né violare la causalità locale; in questo quadro la direzione delle tendenze fotometriche e cromatiche è fissata dalla regola di segno, mentre durata e intensità sono regolate in modo regolare dalla regola di magnitudo, e i confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive
Robustezza e analisi di sensibilità
I risultati persistono raddoppiando la griglia, adottando un campionamento puramente logaritmico alternativo e passando dall’integrazione adattiva Gauss–Kronrod a Romberg per la cross-validation; gli stress test in prossimità di regioni tipo-nodo con ricampionamento log-raffinato e tolleranze più stringenti confermano una stabilità numerica ≤ 1e−6, e le esplorazioni dei parametri sull’esponente di finestra in [0.4, 0.7] mantengono invariati segni e ordini di grandezza, mentre tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione
Esito tecnico
Tutti i criteri numerici predefiniti risultano soddisfatti, con coerenza del segno, ampiezze nel corridoio atteso per pre-dimming e drift cromatico, confinamento della potenza dei micro-impulsi alla finestra anticipatoria, comportamento dei test nulli conforme nelle simulazioni sintetiche, e convergenza e stabilità entro le soglie; pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.