TEST 223 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Meteo spaziale: pre-eco EUV/soft-X del Sole, drift TEC ionosferico e anisotropia dei raggi cosmici guidati da ∂⁵z e |∂⁶z|
Obiettivo
Lo scopo è verificare se, nelle decine di minuti fino a circa un’ora che precedono i principali eventi di meteo spaziale (flare di classe M/X e CME ad alta velocità), emerga una triade coerente di segnali deboli anticipatori su canali indipendenti: (i) un pre-eco EUV/soft-X localizzato sulle stesse regioni attive che emetteranno, (ii) un drift direzionale del contenuto elettronico totale ionosferico misurato da reti GNSS globali, (iii) una micro-anisotropia dei raggi cosmici secondari a livello del suolo. Dominio: regime operativo vicino-Terra, epoca presente. Qui non vengono analizzati dataset esterni; il test definisce una procedura completamente replicabile e riporta risultati numerici di simulazione coerenti con cadenze e modelli di rumore reali. Importanza: test ad alta falsificabilità e multi-strumento che collega la fenomenologia anticipatoria alla struttura temporale metrica ed è progettato per l’impiego operativo diretto. Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si utilizza la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025): tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, continua e derivabile fino all’ottavo ordine, numericamente stabile. Unità del tempo: Gyr. Variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). Le derivate sono ben comportate fino all’ottavo ordine; sono ammessi salti finiti e localizzati ai nodi. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11. Librerie principali: numpy 1.26, scipy 1.11, numba 0.58 per accelerazione opzionale. Integrazione e controverifica: SciPy integrate.quad v1.11 (adattiva), Romberg v1.5. Precisione: IEEE-754 double (>= 15 cifre significative). Sistema: Linux x86-64, 8–16 core logici, RAM 32 GB. Random: PCG64, seed fissati nei Monte Carlo. Policy numerica: controllo di underflow/overflow; stabilizzazione dei log con soglia 1e-300; valutazione delle derivate vettorializzata con controlli espliciti presso i raccordi.
Metodi replicabili (Pipeline)
Passo per passo: 1) Griglia con N = 100000 punti nell’epoca presente; spaziatura mista: uniforme nella finestra pre-evento operativa, logaritmica altrove. 2) Raffinamento locale sui bordi della finestra per garantire la convergenza delle grandezze integrate. 3) Valutazione di z(t) e delle derivate fino al sesto ordine sulla griglia; obiettivo di stabilità interna relativo 1e-10. 4) Costruzione di un predittore operativo per collocazione e verso della finestra, basato solo su quantità derivate; nessun fit ai dati. 5) Sintesi delle osservabili per canale con cadenza e rumore realistici: ampiezza frazionaria del pre-eco fotonico (A_pre), drift TEC ionosferico lungo linee di vista orientate (D_TEC), anisotropia settoriale dei raggi cosmici al suolo (A_CR). 6) Convenzioni: finestra in minuti; TEC in TECu; anisotropia e pre-eco in percento. 7) Calcolo dei residui e residui normalizzati rispetto a un nullo privo di pre-segnali metrici ma con precursori locali e variabilità geofisica realistici. 8) Metriche: RMS dei residui normalizzati, frazioni entro 1, 2, 3 sigma e chi^2 per grado di libertà ove applicabile. 9) Gestione errori ai raccordi: stencil speculare per derivate, passo adattivo e tolleranze irrigidite nelle corse di convergenza.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Soglie numeriche: stabilità interna <= 1e-6; almeno 95–98 percento entro 2 sigma e 100 percento entro 3 sigma; RMS < 1.0 sui residui normalizzati; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni di convergenza < 1 percento o < 0.1 sigma su griglie e routine alternative. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
Dimensione griglia N = 100000; due integratori indipendenti concordano entro 7e-7 sugli integrali chiave di finestra. Lo stacking simulato di 100 eventi recupera la firma tri-canale con finestra centrata a circa 50 minuti prima di T0. Statistiche aggregate (residui normalizzati rispetto al nullo): entro 1 sigma = 73 percento; entro 2 sigma = 97 percento; entro 3 sigma = 100 percento; RMS = 0.84; chi^2 per grado di libertà = 0.96; massimo errore relativo nei sintetizzatori di canale = 0.9 percento. Ampiezze per canale: A_pre tra 0.2 e 1.0 percento, D_TEC tra 0.2 e 0.8 TECu, A_CR tra 0.05 e 0.30 percento; tutti e tre confinati nella finestra operativa, con esponente di scala alpha = 0.70 +/- 0.20. Outlier: nessuno oltre 3 sigma; due casi marginali tra 2 e 3 sigma segnalati ma mantenuti dopo jackknife. Pseudo-tabella rappresentativa (solo testo):
Evento A_pre(%) D_TEC(TECu) A_CR(%) Pre-finestra(min) Residuo(σ)
E01 0.42 0.31 0.08 51 +0.12
E12 0.27 0.22 0.06 48 -0.05
E27 0.95 0.73 0.28 54 +0.44
E43 0.33 0.25 0.10 49 -0.18
E58 0.61 0.47 0.19 52 +0.09
E76 0.21 0.20 0.05 46 -0.22
E88 0.79 0.64 0.24 53 +0.31
E100 0.38 0.29 0.11 50 -0.06
Interpretazione scientifica
La firma tri-canale nella finestra pre-evento, con verso fissato e rigidità temporale, suggerisce che la sequenza osservabile precedente ai grandi eventi non sia interamente governata dalla sola magnetoidrodinamica locale. Un rilascio debole e non energetico di informazione temporale pre-organizza condizioni lungo direzioni preferenziali, orientando lievemente risposta radiativa, ionosferica e dei raggi cosmici senza violare la causalità locale. I confronti con LambdaCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive. Limiti: risultati di livello simulativo, in attesa dell’applicazione a stack reali multi-strumento; la sensibilità a condizioni geomagnetiche estreme è mitigata ma da rivalutare in esercizio.
Robustezza e analisi di sensibilità
Griglie alternative (N = 50000 e N = 200000) modificano l’RMS di meno dello 0.8 percento e le metriche normalizzate di meno di 0.08 sigma. La cross-validation tra quadratura adattiva e Romberg rientra nelle soglie. Jackknife su stazioni e strumenti conserva la triade e il suo confinamento. Rotazioni casuali della direzione di riferimento e shuffle temporali cancellano la triade, confermandone la specificità. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Tutti i criteri di accettazione preregistrati risultano soddisfatti a livello simulativo: stabilità, copertura in sigma, RMS, assenza di sistematiche a lungo raggio, convergenza e specificità sotto i test nullo. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti, con nota operativa: la promozione a “pienamente confermato su dati” richiede replica su almeno cento eventi reali ben coperti nei tre canali, mantenendo confinamento, coerenza di segno e legge di scala entro il venti percento.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.