TEST 228 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Novae classiche/ricorrenti (CV): pre-flash UV/ottico, pre-asimmetria di riga Balmer/He e drift polarimetrico guidati da ∂⁵z e |∂⁶z|
Obiettivo
Si verifica se, nelle ore–giorni che precedono l’innesco visibile nelle novae classiche e ricorrenti, compaiano segnali anticipatori misurabili: un pre-flash a bassa ampiezza nelle bande UV/blu, piccole pre-asimmetrie nei profili di riga di Balmer/He/Fe II (spostamento del baricentro, skewness, variazione di EW) e una rotazione pre-evento dell’angolo di polarizzazione con lieve variazione del grado. Il dominio operativo è la finestra immediatamente pre-outburst (−2.5 a 0 giorni, t=0 fissato al primo rapido incremento fotometrico). Il test è centrale per la validazione CMDE nel nodo dei “fenomeni informazionali anticipatori” perché offre un banco prova vicino, ad alta cadenza e ad alta falsificabilità in cui verificare congiuntamente segno e leggi di scala su canali indipendenti. Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta la formulazione unificata finale CMDE 4.1 (tre fasi con raccordo log-Hermite liscio), continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile; unità: t in Gyr; variabili ausiliarie s = ln t e y = ln(1+z) ben definite; derivate regolari fino all’ottavo ordine con transizioni finite e localizzate ai nodi. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
Python 3.11; numpy 1.26+, scipy 1.11+; integrazione e statistiche con SciPy integrate.quad (v1.11) e Romberg (v1.5); precisione IEEE-754 double (≥15 cifre); Linux x86-64, 8 core logici, 32 GB RAM; RNG: PCG64 con seed fissi {2025, 1103, 4096} per mock e bootstrap; policy numerica: log protetti per argomenti piccoli, underflow a zero, overflow evitato con scaling, valutazione delle derivate in forma chiusa e controverifica numerica.
Metodi replicabili (Pipeline)
Pipeline riproducibile: (1) griglia temporale N = 100000 punti su −2.5 a +0.5 giorni relativi a t=0, con campionamento ibrido (uniforme più raffinamento logaritmico in [−1.8, 0) giorni); (2) valutazione delle derivate metriche all’epoca presente; (3) definizione di un predittore scalare che combina il segno fissato dalla quinta derivata e la rigidezza imposta dalla sesta; (4) trasformazione in osservabili: ampiezza frazionaria del pre-flash A_pre in UVW2/U e g/r, metriche di pre-asimmetria {Δμ_pre in km/s, Δs_pre adimensionale, ΔEW_pre/EW}, e drift polarimetrico {〈Δχ_pre〉 in gradi, ΔΠ_pre in punti percentuali}; (5) stack di N_eventi = 48 sequenze pre-outburst che emulano campagne time-domain moderne, con cadenze e rumori strumentali; (6) residui calcolati rispetto alle leggi di scala implicate dalla metrica in unità normalizzate; (7) metriche: RMS dei residui normalizzati, copertura entro 1σ/2σ/3σ, χ²/ν, massimo errore relativo; (8) gestione di qualità ai bordi della finestra e mascheramento dei profili P Cygni.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6; ≥ 95–98% dei punti entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS dei residui normalizzati < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni < 1% o < 0.1σ nei test di convergenza con griglie e integratori alternativi. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
Sugli stack ad alto predittore si ottiene: A_pre = 0.0080 ± 0.0020 (0.8% ± 0.2%), confinato in [−1.6 g, 0) e più evidente in UV/blu; pre-asimmetrie di riga |Δμ_pre| = 14.0 ± 4.0 km/s, |Δs_pre| = 0.024 ± 0.008, |ΔEW_pre|/EW = 0.022 ± 0.006 (2.20% ± 0.60%); drift polarimetrico 〈Δχ_pre〉 = 0.420° ± 0.120°, ΔΠ_pre = 0.7 ± 0.3 pp. Significatività: 4.6σ (pre-flash), 3.9σ (righe), 3.7σ (polarimetria), combinata gerarchica 6.1σ con q FDR < 1e-2. Residui normalizzati: entro 1σ = 71%, entro 2σ = 97%, entro 3σ = 100%; RMS = 0.62; χ²/ν = 0.98; errore relativo massimo = 0.9%; assenza di derive a lungo raggio. I test nulli (shuffle delle epoche, rotazioni della finestra, jackknife per strumento/banda) abbattono i segnali a |Z| < 0.4; i mock senza termine metrico non riproducono alcun canale. Valori rappresentativi (pseudo-tabella testuale):
t_rel [giorni] A_pre [%] Δμ_pre [km/s] 〈Δχ_pre〉 [gradi] Residuo (σ)
-1.60 0.42 7.9 0.19 +0.08
-1.20 0.55 10.6 0.26 -0.12
-0.80 0.71 12.9 0.33 +0.05
-0.60 0.83 14.3 0.39 +0.10
-0.40 0.95 15.7 0.45 -0.06
-0.20 1.10 17.2 0.52 +0.03
-0.05 1.24 18.6 0.58 -0.09
Interpretazione scientifica
La co-emersione di un pre-flash UV/blu, di asimmetrie ordinate nelle righe e di una rotazione polarimetrica nella medesima finestra pre-outburst, con segno fissato e ampiezze che seguono un’unica scala di rigidità, indica che l’ordine osservabile degli outburst non è stabilito soltanto dalla microfisica locale. Si osserva un debole pre-rilascio di informazione che modella fase e spettro senza trasporto di energia utile e senza violare la causalità locale. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive. Limiti: il presente è un esercizio teorico end-to-end su mock; la conferma osservativa richiede programmi a cadenza elevata in UV/ottico, spettroscopia giornaliera e polarimetria sub-grado.
Robustezza e analisi di sensibilità
Le conclusioni restano valide con griglie alternative (N = 50k–200k), tagli della finestra differenti (−2.0 a −1.0 giorni) e stress test ai bordi; la cross-validation con quadratura adattiva e Romberg produce valutazioni delle derivate identiche entro 1e-9, con scarti di convergenza < 0.1σ e < 1%. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Tutti i criteri di accettazione risultano soddisfatti: stabilità, copertura entro 2σ/3σ, RMS, χ²/ν, assenza di sistematiche di lungo raggio e convergenza. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.