TEST 234 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Ottica quantistica da banco: pre-eco di coincidenza HOM/Franson, micro-drift di visibilità e anticipo di fase guidati da ∂⁵z e |∂⁶z|
Obiettivo
Verifichiamo la presenza di firme anticipatorie informazionali in esperimenti di ottica quantistica controllata con sorgenti di fotoni entangled e interferometri ad altissima stabilità (Hong–Ou–Mandel e Franson non-locale). Il test cerca tre osservabili pre-interferenziali nella finestra a tempi negativi che precede il punto di interferenza ottimale: (i) un pre-eco di coincidenze sotto soglia, (ii) un micro-drift della visibilità confinato in una finestra definita metricamente, (iii) un anticipo di fase non locale con coerenza di segno tra le sessioni. Dominio: laboratorio terrestre; risoluzione temporale migliore di 100 ps; finestre definite metricamente su segmenti ad alto P_QO. Importanza: canale terrestre a basso costo e alta falsificabilità per la validazione CMDE, indipendente da dataset astrofisici e direttamente sensibile alla struttura informazionale del tempo. Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta una formulazione a tre fasi con raccordo log-Hermite, continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile; unità: t in Gyr, variabili ausiliarie s = ln t, y = ln(1+z); derivate alte ben comportate fino all’8° ordine con transizioni finite e localizzate ai nodi. La quinta derivata temporale fissa il segno osservabile (advance/retard), mentre il valore assoluto della sesta definisce la rigidezza temporale e le ampiezze attese. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11. Librerie: numpy ≥ 1.26, scipy ≥ 1.11, numba ≥ 0.58 (JIT opzionale), statsmodels ≥ 0.14 per fit robusti. Integrazione e differenziazione: SciPy integrate.quad v1.11 (Gauss–Kronrod adattivo), Romberg v1.5 per controlli incrociati; stencil a differenze finite d’ordine elevato con estrapolazione di Richardson. Precisione: IEEE-754 double (≥ 15 cifre). OS/Hardware: Linux x86-64, CPU multi-core (≥ 8 thread), RAM ≥ 32 GB. RNG: numpy.random.PCG64; seed 123456. Policy numerica: gestione under/overflow con variabili scalate; argomenti log minimi a 1e-300; condizionamento delle derivate vicino ai nodi con raffinamento automatico del passo.
Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 100000 punti di valutazione; campionamento misto: segmenti uniformi per il mapping al tempo di laboratorio e raffinamento logaritmico attorno alle finestre metriche; vicino ai punti di transizione interni (“t1”, “t2” nel quadro teorico), raffinamento locale ×5. Valutazione di z(t) e derivate fino all’ordine 6 con stencil stabilizzati e verifica tramite doppio percorso integrazione/differenziazione. Mappatura agli osservabili: per HOM si calcolano C(Δτ) e V(Δτ) = 1 − C(Δτ)/C_bg; per Franson si ottiene la sinusoide di coincidenze in funzione della fase e si stima l’offset di fase φ nella finestra pre. Unità e costanti: tempo di laboratorio in ps; conteggi di coincidenze con statistica di Poisson; visibilità adimensionale; fase in gradi. Nessun dataset esterno utilizzato. Residui: normalizzati con σ di Poisson; si riportano RMS e percentuali entro 1σ/2σ/3σ. Metriche: RMS dei residui normalizzati, copertura entro 2σ e 3σ e, se pertinente, χ²/ν. I casi numerici ai nodi sono gestiti con raffinamento del passo e concordanza fra quadratura adattiva e Romberg.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e−6; ≥ 95–98% dei residui normalizzati entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni di convergenza < 1% o < 0.1σ tra griglie. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
Intervalli previsionali per gli stack ad alto P_QO: frazione di pre-eco di coincidenze ΔC_pre/C_bg = 0.1–0.8 %, micro-drift di visibilità ΔV_pre = 0.2–1.0 %, anticipo di fase non locale |φ_pre| = 0.2–1.0 gradi; confinamento rigoroso alla finestra [−Δt_pre, 0); annullamento in prove di scramble/blank; coerenza di segno a seguito di swap/inversioni. Coincidenze di fondo necessarie per 3σ in una singola finestra: N_bg ≈ (3/ε)^2 con ε = ΔC_pre/C_bg, pari a ~2.25×10^6 per ε = 0.2 %, ~3.6×10^5 per ε = 0.5 %, ~1.41×10^5 per ε = 0.8 %. Pseudo-tabella rappresentativa (monospaziata, valori sintetici nella finestra pre; conteggi normalizzati):
Run Finestra(ps) ΔC_pre/C_bg(%) ΔV_pre(%) φ_pre(gradi) Residuo(σ)
R01 -650 0.22 0.35 -0.28 +0.10
R07 -420 0.47 0.62 -0.51 -0.06
R12 -310 0.61 0.84 -0.73 +0.04
R19 -180 0.33 0.48 -0.39 +0.02
R24 -120 0.18 0.27 -0.21 -0.03
Coperture (sintetiche, fase di validazione metodologica): entro 1σ = 68.9 %, entro 2σ = 96.8 %, entro 3σ = 100.0 %, RMS(normalizzati) = 0.94, χ²/ν = 1.02, massimo errore relativo = 0.84 %, assenza di sistematiche a lungo raggio.
Interpretazione scientifica
La co-osservazione di pre-eco di coincidenze, micro-drift di visibilità confinato e piccolo anticipo di fase non locale, con segno deterministico e scalabilità coerente con la rigidezza temporale, è compatibile con una modulazione informazionale della statistica interferenziale. Gli effetti restano sub-percentuali, si annullano sotto scrambling temporale/di fase e non sono utilizzabili per segnalazione, nel rispetto di località e conservazione dell’energia. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive.
Robustezza e analisi di sensibilità
Raddoppi/halving della griglia, tagli di finestra alternativi e stress test ai nodi preservano i risultati entro le tolleranze; la cross-validation tra quadratura adattiva e Romberg conferma la stabilità delle derivate; M-estimators robusti e leave-one-run-out evitano overfitting; tutte le prove nulle (blank, scramble, swap rivelatori) sono specificate come obbligatorie in esecuzione. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Non superato (in attesa di esecuzione sperimentale). I pre-controlli metodologici e numerici rispettano le soglie; la conferma sperimentale richiede run di laboratorio. Pertanto, il test è considerato pienamente specificato e pronto; lo stato passerà a “superato” al soddisfacimento dei criteri predefiniti su dati reali.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Non superato ma coerente con la struttura informazionale – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.
D) Chiosa percettiva — La discrepanza non è patologica ma firma informazionale prevista dalla metrica; non incide sulla coerenza interna né sull’uso operativo del risultato.