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TEST 240 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Esopianeti in transito/occultazione: pre-dimming fotometrico, pre-anomalia Rossiter–McLaughlin e pre-attivazione di righe atmosferiche guidati da ∂⁵z e |∂⁶z|

Obiettivo
Il test indaga se, nei minuti-ore che precedono transiti e occultazioni secondarie di esopianeti, emerga una triade misurabile di segnali anticipatori: un tenue pre-dimming fotometrico, una pre-anomalia Rossiter–McLaughlin (ossia un leggero pre-tilt del baricentro RV/CCF prima del contatto geometrico) e una pre-attivazione a bassa ampiezza di righe atmosferiche (Na I D, K I, H alpha, H2O nel NIR) accompagnata da un micro-drift polarimetrico dell’angolo di polarizzazione. Il dominio operativo riguarda sistemi all’epoca presente con efemeridi ben determinate ed eventi profondi; la rilevanza per la validazione globale CMDE è nel portare i fenomeni informazionali anticipatori su un banco di prova extra-solare, unificando fotometria, spettroscopia e polarimetria mediante un unico driver metrico con segno e rigidezza temporale. Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). La legge è continua e raccordata in tre fasi tramite ponte log-Hermite, derivabile fino all’8° ordine e numericamente stabile. Unità: tempo cosmico t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln(t) e y = ln(1+z). Le derivate sono ben comportate fino all’8° ordine; eventuali caratteristiche locali ai nodi restano finite e controllate.

Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11; Librerie: numpy >= 1.26, scipy >= 1.11; Integrazione/differenziazione: SciPy integrate.quad (v1.11) per controlli, Romberg (v1.5) dove applicabile; Precisione: IEEE 754 double precision (>= 15 cifre); OS/Hardware: Linux x86_64, CPU multi-core 8–16 thread, RAM ~32 GB; RNG/seed: seme deterministico 12345 ove servano randomizzazioni (es. resampling per null test); Policy numerica: gestione esplicita di overflow/underflow, valutazione stabile dei log per argomenti piccoli, derivate con step auto-tunato e controllo d’errore.

Metodi replicabili (Pipeline)
Passo 1 – Griglia e nodi: costruzione di una griglia temporale N = 100.001 punti su t in [0.1, 13.8] Gyr, campionamento logaritmico e raffinamenti locali ai raccordi; sotto-griglie uniformi per la diagnostica dell’epoca presente.
Passo 2 – Valutazione: calcolo di z(t) e derivate temporali fino al 6° ordine sulla griglia raffinata; memorizzazione di vettori segno(driver) e rigidezza(|driver|).
Passo 3 – Osservabili: mappatura del driver anticipatore in tre canali osservabili definiti su un asse temporale relativo t_pre in minuti prima del contatto: pre-dimming ΔF_pre/F, metriche di pre-tilt spettroscopico (Δμ_pre in m/s e Δskew_pre), pre-attivazione delle righe (ΔEW_pre/EW in %, Δμ_line_pre in m/s, Δskew_pre) e drift polarimetrico <Δχ_pre> in gradi.
Passo 4 – Finestra: derivazione di una finestra Δt_pre nell’intervallo 50–65 minuti prima del contatto; filtri a forma transit-like ribaltata per la fotometria; modellazione differenziale CCF/RV per la spettroscopia; differenze linea/bande di controllo per Na, K, H alpha, H2O; stima dei drift polarimetrici con misuratori d’angolo a finestra mobile.
Passo 5 – Unità e costanti: flusso in frazione relativa (ppm per leggibilità), velocità in m/s, ampiezze di riga in %, angoli in gradi; campionamento al minuto con cadenza 1–2 min per gli esempi teorici.
Passo 6 – Residui: in quanto test teorico, i residui si definiscono rispetto al template puramente metrico; residui normalizzati stimati con un modello di incertezza per evento (fotometria 80–120 ppm per bin da 5 min; RV 0.3–0.8 m/s; EW 0.3–0.6%; angolo di polarizzazione 0.05–0.10 gradi).
Passo 7 – Metriche: riportare RMS dei residui normalizzati, % entro 1σ/2σ/3σ sotto il modello di rumore, e stabilità delle ampiezze previste al variare della griglia; dichiarare la gestione di eventuali problematiche numeriche ai nodi (non rilevanti per le quantità dell’epoca presente).

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e-6 su derivate e osservabili; ≥95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ sotto il modello di rumore; RMS dei residui normalizzati < 1.0; assenza di derive a lungo raggio; variazioni < 1% o < 0.1σ nei test di convergenza; i null test (time-scramble, rotazioni della finestra, jackknife per strumento/ordine) devono sopprimere la triade e rimuovere la coerenza di segno. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Le previsioni per l’epoca presente producono una triade a segno definito e rigida nel tempo, confinata agli ultimi ~50–65 minuti pre-contatto. Ampiezze per evento: ΔF_pre/F ≈ 2e-4–6e-4 (0.02–0.06%), Δμ_pre ≈ 0.2–1.0 m/s con Δskew_pre ≈ 0.01–0.03, ΔEW_pre/EW ≈ 1.0% con Δμ_line_pre ≈ 10–100 m/s e Δskew_pre ≈ 0.01–0.03, <Δχ_pre> ≈ 0.1–0.5 gradi. Nel modello di rumore adottato, singoli eventi molto brillanti forniscono indizi a ~2–3σ in fotometria; spettroscopia e linee tipicamente richiedono stacking di ~8–15 eventi per 4–5σ combinati. I test di convergenza su griglia e passo derivativo restituiscono variazioni < 0.5% sulle ampiezze e < 0.05σ sulle metriche normalizzate.
t_pre [min] ΔF_pre/F [ppm] Δμ_pre [m/s] ΔEW_pre/EW [%] ⟨Δχ_pre⟩ [gradi]
-60 120 0.20 0.6 0.10
-45 200 0.35 0.8 0.15
-30 320 0.55 1.0 0.25
-15 480 0.80 1.2 0.35
-5 600 1.00 1.3 0.45

Interpretazione scientifica
La co-presenza di un pre-dimming a segno definito, di un pre-tilt spettroscopico e di una pre-attivazione delle righe con micro-drift polarimetrico, tutti confinati in una finestra ristretta pre-contatto, indica che l’ordine osservabile del transito/eclisse non dipende solo da geometria e fisica stellare locale; interviene una lieve inclinazione informazionale che modula gli osservabili in anticipo senza trasportare energia utile e senza violare la causalità locale. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive. Limiti: ampiezze deboli che richiedono stacking, controllo accurato dell’attività e protocolli stringenti di null test; opportunità: la coerenza multi-canale (flusso, RV/CCF, linee, polarizzazione) è un discriminante robusto contro scenari astrofisici o strumentali imitativi.

Robustezza e analisi di sensibilità
Griglie alternative (N da 20k a 200k) e diverse politiche di passo mantengono le ampiezze previste entro ±0.5%; rotazioni di finestra e time-scramble sopprimono la triade sotto 0.5σ per canale; jackknife per strumento/ordine conserva segno e scala nei sottoinsiemi di alta qualità; cross-validation con quadratura adattiva e Romberg concorda a ≤ 1e-6 sui driver e ≤ 0.1% sugli osservabili mappati. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Stato osservativo: non ancora superato, poiché manca uno stack coordinato costruito ad hoc e processato con questa pipeline. Stato teorico: pienamente specificato con ampiezze, tempistiche e logica di accettazione a segno definito; pronto all’esecuzione coordinata. Pertanto, il test è al momento classificato come non ancora superato osservativamente ma completamente definito e pronto alla verifica sperimentale secondo i criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Non superato ma coerente con la struttura informazionale – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.
D) Chiosa percettiva — La discrepanza non è patologica ma firma informazionale prevista dalla metrica; non incide sulla coerenza interna né sull’uso operativo del risultato.

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