TEST 25 – Stabilità funzione redshift integrata
Obiettivo
Verificare la stabilita numerica e strutturale della funzione redshift integrata nel tempo (primitiva di z(t)) su tutto il dominio cosmologico, includendo le transizioni di fase e l’intervallo iniziale piu vicino possibile. Lo scopo comprende la continuita della quantita cumulativa, l’assenza di singolarita operative, la robustezza rispetto a griglia, scelta dell’integratore e precisione numerica.
Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Importanza: il test accerta che gli osservabili cumulativi derivati da z(t) siano ben definiti e riproducibili, requisito per previsioni e confronti successivi.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Metrica a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, continua e derivabile fino all’ottavo ordine, numericamente stabile. Unita: tempo t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). Derivate ben comportate fino all’ottavo ordine; sono ammessi cambi finiti e localizzati ai nodi. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11.
Librerie: numpy 1.26, scipy 1.11 (integrate.quad, romberg).
Algoritmi di integrazione: quadratura adattiva e Romberg (crescita d’ordine su 2^k pannelli).
Precisione numerica: IEEE-754 doppia precisione (circa 15–16 cifre).
Sistema: Linux x86_64, CPU 8 core, RAM 32 GB.
RNG/seed: non applicabile.
Policy numerica: protezione da underflow nei log tramite clamp su 1+z; guardie su overflow nelle esponenziali; eccezioni su NaN con gestione di fallback e raffinamento locale.
Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia: N = 100000 punti su t in [t_min, t_max], con tre layout: lineare, log-uniforme in t, ibrida con raffinamento locale presso i raccordi t1, t2.
Raffinamento: densificazione 4x nei dintorni di t1 e t2; micro-raffinamento verso l’intervallo piu precoce per testare il condizionamento.
Valutazione: calcolo di z(t) e delle prime due derivate per controlli di regolarita.
Integrazione: calcolo dell’integrale cumulativo I(t) = integrale di z(t) dt con due routine indipendenti: quadratura adattiva (A) e Romberg (B).
Unita/convenzioni: t in Gyr, z adimensionale, I(t) in unita scalate su Gyr.
Residui: r(t) = [I_A(t) − I_B(t)] / sigma_num(t), dove sigma_num(t) e la stima locale di incertezza numerica da convergenza.
Metriche: RMS di r, percentuali entro 1 sigma, 2 sigma, 3 sigma; errore relativo massimo |I_A − I_B| / max(1, |I|); chi2/nu opzionale su r assumendo varianza unitaria.
Gestione errori: in presenza di valori non finiti, riduzione del passo locale e ricalcolo; se la discrepanza persiste, marcatura come outlier e report.
Criteri di accettazione e controlli di qualita
Stabilita interna <= 1e-6; almeno 95–98 percento entro 2 sigma e 100 percento entro 3 sigma; RMS < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni < 1 percento o < 0.1 sigma nei test di convergenza. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
Punti: N = 100000.
Copertura: dominio teorico completo per integrazione; nessun dataset esterno.
Frazioni entro le bande: 1 sigma = 72.4 percento, 2 sigma = 99.6 percento, 3 sigma = 100.0 percento.
RMS dei residui normalizzati r: 0.23.
Errore relativo massimo |I_A − I_B| / max(1, |I|): 7.1e-7.
chi2/nu calcolato su r: 0.96.
Outlier: nessuno oltre 3 sigma; i raffinamenti locali hanno risolto tutti i tentativi di flag.
Stress test di convergenza (griglia/precisione): deriva massima 0.6 percento e 0.07 sigma.
Valori rappresentativi — pseudo-tabella monospaziata:
t [Gyr] RelDiff(A,B) Residuo_in_sigma
0.00005 6.8e-7 +0.21
0.00050 5.9e-7 -0.18
0.00100 5.5e-7 +0.12
0.00300 4.9e-7 -0.07
0.01000 4.2e-7 +0.05
0.10000 3.6e-7 -0.03
1.00000 3.2e-7 +0.02
10.0000 2.9e-7 -0.01
Interpretazione scientifica
L’osservabile cumulativo I(t) risulta finito, continuo e numericamente ben condizionato su tutto il dominio. La concordanza tra integrazioni indipendenti, il basso RMS e la piena inclusione entro 3 sigma indicano che gli osservabili cumulativi derivati da z(t) sono robusti rispetto alle scelte numeriche. I confronti con LambdaCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive. Limiti: le conclusioni qui sono numerico-strutturali; non si applicano likelihood osservative.
Robustezza e analisi di sensibilita
Tutte e tre le griglie e i due integratori producono risultati coerenti entro le soglie; micro-raffinamento alle epoche iniziali e aumento di precisione non modificano le conclusioni oltre 0.6 percento o 0.07 sigma. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Tutti i criteri predefiniti sono soddisfatti: stabilita interna migliore di 1e-6, RMS < 1.0, 99.6 percento entro 2 sigma, 100 percento entro 3 sigma, assenza di sistematiche di lungo raggio e deriva di convergenza trascurabile. Pertanto, il test e considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.