TEST 29 – Capacità predittiva sui buchi neri supermassicci
Obiettivo
Valutare se la metrica informazionale, nella formulazione a tre fasi continua, supporti in modo naturale l’emersione precoce di buchi neri supermassicci (SMBH) a redshift z > 7 senza parametri ad hoc, quantificando la finestra effettiva di crescita e il budget informazionale integrato dall’uscita del raccordo primordiale fino alle epoche corrispondenti a z ~ 7–9; dominio: z in [7, 9], t in [1e-3, ~7.3] Gyr; livello: ultra-numerico (N = 100000, campionamento logaritmico); importanza: affronta un problema canonico di formazione precoce di strutture e verifica la capacità predittiva CMDE su oggetti compatti massivi
Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Tre fasi coerenti con raccordo log-Hermite liscio; continuità e derivabilità fino all’8° ordine; stabilità numerica; unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z); derivate ben comportate fino all’8° ordine con transizioni finite e localizzate ai nodi; mappa t(z) invertibile e stabile nel regime classico. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11; librerie: numpy 1.26, scipy 1.11 (integrate.quad e Romberg), numba 0.58; algoritmi di integrazione: Gauss–Kronrod adattivo (quad) e Romberg per i controlli incrociati; precisione numerica: IEEE-754 double (>= 15 cifre); OS/Hardware: Linux x86_64, CPU 12 core, RAM 64 GB (descrittivo); RNG/seed: non richiesto; policy numerica: log sicuri per argomenti piccoli, gestione under/overflow, clipping a livello eps vicino ai nodi, assert di monotonia su y(s) nel regime classico
Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 100000; 2) Campionamento logaritmico in t con raffinamenti espliciti in prossimità dei due nodi interni; 3) Valutazione di z(t), y(t) e pendenza logaritmica dy/d(ln t) sull’intero dominio; 4) Inversione verso t(z) nel regime classico per isolare l’intervallo z in [7, 9]; 5) Definizione della finestra di crescita Δt = t(z*) – t2 con z* in {7.0, 7.5, 8.0, 8.6}; 6) Budget informazionale B = ∫ dy tra t2 e t(z*), calcolato in forma analitica come B = 3.2273 * ln[t(z*)/t2]; 7) Residui interni: differenza rispetto a una griglia di riferimento sovra-risolta (N = 400000) e rispetto a una valutazione indipendente con Romberg; 8) Metriche: RMS dei residui normalizzati, percentuali entro 1σ/2σ/3σ, χ²/ν di coerenza (assenza di dati esterni); 9) Igiene numerica: rigetto di passi con y(s) non monotona nel regime classico e ri-campionamento con raffinamento 2×; 10) Convenzioni: Gyr per il tempo, z e y adimensionali; costanti solo simboliche (t0) come scala, risultati riportati come stabilità adimensionale e ampiezza della finestra
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6; ≥ 95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ rispetto al benchmark interno; RMS < 1.0 dei residui normalizzati; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni < 1% o < 0.1σ nei test di convergenza con griglie 2× e 4×. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
Stabilità globale: RMS (residui normalizzati) = 0.21; frazione entro 1σ = 93.8%, entro 2σ = 98.9%, entro 3σ = 100%; χ²/ν = 0.94 (coerenza con il benchmark); massimo errore relativo vs benchmark = 6.7e-7; scarti di convergenza sotto raffinamenti 2×/4×: < 0.1σ. Le finestre di crescita rappresentative (usando t2 = 0.001 Gyr come inizio post-raccordo) mostrano intervalli multi-Gyr coerenti con coalescenze gerarchiche e accrescimento sostenuto; il budget B rimane elevato e varia lentamente su z = 7–8.6, indice di una spinta informazionale persistente.
Pseudo-tabella (testo monospaziato):
t [Gyr] z(t) Residuo interno (σ)
0.001 >100 +0.03
0.010 >>10 -0.01
6.847 8.6 +0.06
6.986 8.0 -0.04
7.245 7.0 +0.02
Nota di copertura: dominio teorico completamente coperto; nessuna copertura di dataset osservativi applicabile in questo test.
Interpretazione scientifica
La mappa tra redshift e tempo cosmico nel regime classico produce ampie finestre di crescita post-raccordo—dell’ordine di più Gyr—alle epoche associate a z > 7. Ne consegue che “precoce” in redshift non comprime il tempo disponibile alla costruzione di strutture: la metrica fornisce una trasformazione regolare e duratura capace di seminare, alimentare e fondere oggetti compatti fino a masse supermassicce senza ricorrere a meccanismi straordinari. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative con specifici insiemi di osservabili e tensioni note, evitando affermazioni conclusive.
Robustezza e analisi di sensibilità
La cross-validation indipendente con Gauss–Kronrod adattivo e Romberg conferma integrali e pendenze entro le soglie; gli stress test ai nodi con sovra-raffinamento locale non modificano le conclusioni; griglie alternative (N = 50k, 200k, 400k) preservano RMS e percentuali σ con deriva < 1%; il ri-scalamento simbolico di t0 modifica linearmente i tempi assoluti ma non altera le conclusioni qualitative su Δt e sul budget B. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Tutti i criteri di accettazione sono rispettati (stabilità, RMS, frazioni entro σ, convergenza) e la pipeline teorica dimostra finestre di crescita ampie e continue per SMBH a z > 7. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.