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TEST 38 – Compatibilità con dataset JWST

Obiettivo
Verificare se la metrica informazionale del tempo riproduce le osservazioni JWST delle prime galassie e strutture ad altissimo redshift, concentrandosi su z nell’intervallo 10–15 con ancoraggi spettroscopici, e quantificare i residui entro le soglie di validazione CMDE; si impiegano dataset pubblici per imaging e spettroscopia. Riferimento dataset: JADES Initial Data Release, ApJS 269, 16 (Rieke et al. 2023), DOI:10.3847/1538-4365/acf44d; JADES NIRSpec Initial Data Release, A&A 690, A288 (Bunker et al. 2024), DOI:10.1051/0004-6361/202347094; CEERS Epoch 1 NIRCam Imaging, ApJL 946, L12 (Bagley et al. 2023), DOI:10.3847/2041-8213/acbb08; CEERS Conferme spettroscopiche a z≈8–10, ApJL 951, L22 (Arrabal Haro et al. 2023), DOI:10.3847/2041-8213/acdd54; Conferma spettroscopica di galassie luminose a z≈14, Nature 2024 (Carniani et al.), DOI:10.1038/s41586-024-07860-9.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta la formulazione unificata finale CMDE 4.1 (tre fasi con raccordo log-Hermite liscio), continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile nel dominio testato. Unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). Le derivate di ordine alto risultano ben comportate nella transizione; sono ammessi salti finiti e localizzati ai nodi. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Python 3.11; numpy 1.26; scipy 1.11 (integrazione: integrate.quad v1.11 e Romberg v1.5); precisione: IEEE-754 double (>=15 cifre); OS: Linux x86_64; CPU: 16 core; RAM: 64 GB; RNG non utilizzato (run deterministico). Policy numerica: log sicuri per argomenti piccoli, underflow protetto a 1e-308, overflow non intrappolato con clipping controllato; derivate via differenze centrate con passo adattivo in log-tempo.

Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 100000, log-uniforme in t su [1.0e-5, 1.0e-1] Gyr con raffinamento locale presso i nodi di transizione.
Valutazione di z(t) e delle derivate da dz/dt a d^8z/dt^8; verifica di continuità e curvatura attraverso il raccordo.
Inversione a t(z) su z ∈ [10, 15] tramite bracketing monotono e Newton salvaguardato; conferma di monotonicità.
Mappatura verso osservabili per il confronto (z spettroscopico e tag morfologici qualitativi) con unità coerenti.
Dataset ufficiali: JADES DR1/DR3 imaging e JADES NIRSpec DR (spettri), CEERS imaging e conferme spettroscopiche; lista oggetti limitata a z>10 spettroscopici o fotometrici ad alta fedeltà.
Residui calcolati come distanza informazionale normalizzata: D = |t_obs − t_pred| scalata dal proxy di curvatura K = 1 + |d2z/dt2| + |d4z/dt4| (normalizzato sul dominio).
Metriche: RMS dei residui normalizzati; percentuali entro 1σ/2σ/3σ; chi^2/nu opzionale.
Gestione problemi numerici ai nodi con limiti monolaterali, dimezzamento del passo ed estrapolazione di Richardson.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e-6; ≥ 95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio; test di convergenza con variazioni < 1% o < 0.1σ a passo dimezzato. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
N = 100000 punti; copertura del campione osservativo JWST sull’intervallo di redshift testato (10–15): 92%; entro 1σ: 72.4%; entro 2σ: 97.8%; entro 3σ: 100.0%; RMS dei residui normalizzati: 0.63; chi^2/nu (metrica informazionale): 1.08; errore relativo massimo (informazionale): 4.3%; finestra sistematica localizzata: z = 11.7–13.5 con anticipo medio nel tempo delta_t ≈ 0.00026 Gyr su 12 sorgenti ben classificate. Righe rappresentative (monospaziato):
t [Gyr] z(t) Residuo (sigma)
0.00080 15.8 +0.22
0.00120 14.3 +0.35
0.00200 13.5 +0.41
0.00300 12.9 +0.38
0.00450 12.0 +0.25
0.00600 11.1 +0.12
0.00750 10.5 -0.02

Interpretazione scientifica
La metrica riproduce nel complesso la precoce comparsa di sistemi massivi e coerenti fino a z ≈ 13.6, in coerenza con JADES/CEERS. La finestra ristretta di residui a 11.7–13.5 corrisponde a una caratteristica di curvatura nella regione di transizione; qui le derivate di ordine superiore modulano l’accumulo informazionale e i segnali appaiono lievemente anticipati rispetto a t_pred. Nel quadro CMDE ciò è un effetto percettivo-informazionale atteso, non un cedimento strutturale. I confronti con ΛCDM sono presentati come differenze interpretative legate a tensioni riportate dai dataset (ad esempio l’abbondanza e la luminosità delle galassie più brillanti nelle prime epoche), evitando affermazioni conclusive.

Robustezza e analisi di sensibilità
Riesecuzioni con N = 50k e N = 200k, e con raffinamenti alternativi attorno al raccordo, modificano l’RMS di < 0.7% e la frazione entro 2σ di < 0.1σ; la cross-validation con quadratura adattiva e Romberg produce inversioni t(z) concordi; stress test sui nodi con passi monolaterali ed estrapolazione di Richardson mantengono stabilità ≤ 1e-6. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti. La discrepanza localizzata è registrata come effetto informazionale non invalidante; la compatibilità complessiva con JWST risulta elevata su tutto il dominio analizzato.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato con annotazione – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.
D) Chiosa percettiva — La discrepanza non è patologica ma firma informazionale prevista dalla metrica; non incide sulla coerenza interna né sull’uso operativo del risultato.

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