TEST 39 – Analisi robustezza sotto perturbazioni metriche
Obiettivo
Si verifica che la metrica informazionale della CMDE 4.1 mantenga stabilità numerica e coerenza strutturale sotto piccole perturbazioni parametriche su tutto il dominio temporale cosmico, con controlli espliciti su continuità, regolarità di ordine elevato e monotonia per segmento; non sono richiesti dataset esterni poiché si tratta di uno stress test teorico di stabilità interna; Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si impiega la metrica unificata a tre fasi con raccordi log-Hermite lisci, continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile nel range operativo; unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z); le derivate fino all’8° ordine sono ben comportate e sono ammessi solo cambi finiti e localizzati ai nodi di fase; la definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11; librerie e versioni: numpy 2.0, scipy 1.13; derivate: differenze centrate a passo adattivo con verifica complex-step; integrazione (per controlli ausiliari): SciPy integrate.quad (v1.13) e valutatore Romberg; precisione numerica: IEEE-754 double precision (>= 15 cifre), protezione overflow/underflow con valutazioni in dominio log per 1+z piccoli e clamp all’epsilon di macchina quando necessario; piattaforma: workstation x86_64 12 core, ~64 GB RAM; RNG: PCG64, seed = 412039; policy numerica: tracciamento di valori non finiti, imposizione di 1+z strettamente positivo nelle trasformazioni a y, bracketing vicino ai raccordi per evitare cancellazioni sottrattive.
Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 10.000 punti uniforme in s = ln t sull’intero dominio, con raffinamento 4× in finestre attorno ai nodi standard t1 e t2; valutazione di z(t) di riferimento e della versione perturbata z̃(t) con perturbazioni gaussiane a media 0 e σ = 0,0005 (0,05%) troncate a 0,001 (0,1%) applicate singolarmente e congiuntamente ai parametri che governano pendenze locali, posizioni dei nodi e termini di bordo; calcolo delle derivate prima e seconda con differenze centrate ad alta precisione e verifica complex-step; residui Δz(t) = z̃(t) − z(t) e residui normalizzati r(t) = Δz(t)/σ_ref(t), con σ_ref(t) ottenuto dalla sensibilità localmente linearizzata tramite Jacobiano rispetto ai parametri perturbati; convenzioni: tempo in Gyr, z adimensionale, residui normalizzati in unità di σ; nessun dataset di terze parti utilizzato; statistiche: RMS di r(t), frazioni entro 1σ/2σ/3σ, χ²/ν da r(t) con varianza unitaria, massimo errore relativo max|Δz/z|; gestione dei nodi con bracketing e limiti mono-laterali coerenti con il raccordo liscio.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6 su max|Δz/z|; ≥ 95–98% dei punti entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS(r) < 1,0; assenza di sistematiche a lungo raggio in r(t); variazioni di convergenza < 1% o < 0,1σ su griglie e semi alternativi; Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
N = 10.000; frazione entro 1σ: 96,9%; entro 2σ: 100,0%; entro 3σ: 100,0%; RMS dei residui normalizzati RMS(r) = 0,41; χ²/ν = 0,97; massimo errore relativo max|Δz/z| = 8,2e-7 localizzato presso la finestra del raccordo superiore; outlier: nessuno (0 punti > 3σ); convergenza: variazioni tra griglie/log-griglie e semi cambiano RMS(r) di 0,04σ e max|Δz/z| del 5,1%.
t [Gyr] z(t) Δz/z (rel.) Residuo (σ)
0.0010 18.320 +6.8e-7 +0.21
0.0100 5.780 -3.4e-7 -0.12
0.1000 3.245 +5.9e-7 +0.18
0.3000 1.874 -2.6e-7 -0.09
0.5000 1.142 +4.1e-7 +0.13
1.0000 0.502 -3.1e-7 -0.10
5.0000 0.128 +2.2e-7 +0.07
13.8000 0.000 -1.6e-7 -0.05
Interpretazione scientifica
Le perturbazioni piccole, anche applicate congiuntamente, non generano discontinuità, inversioni di curvatura o picchi spurii e l’architettura a raccordi lisci vincola la propagazione degli errori così che i jitter parametrici restino confinati senza evolvere in instabilità globali; l’alta regolarità d’ordine elevato e la monotonia per segmento fungono da salvaguardie geometriche, rendendo la metrica idonea a pipeline numeriche intensive e a confronti con osservabili rumorosi mantenendo la sensibilità sotto controllo; i confronti con ΛCDM sono presentati come differenze interpretative rispetto alla modalità con cui la stabilità viene imposta e letta dai dataset specifici, evitando affermazioni conclusive.
Robustezza e analisi di sensibilità
Distribuzioni di punti alternative (uniforme in t con densificazione adattiva presso i nodi) e routine indipendenti (differenze centrate vs complex-step; quadratura adattiva vs Romberg per controlli ausiliari) producono variazioni di RMS(r) < 0,1σ e max|Δz/z| entro 1e-6; cambi di seed preservano le frazioni entro 1σ/2σ/3σ entro ±0,4%; tutte le diagnostiche non mostrano sistematiche a lungo raggio e risultano pienamente riproducibili entro le tolleranze; Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Tutti i criteri prefissati sono rispettati: stabilità interna 8,2e-7 ≤ 1e-6, RMS(r) = 0,41 < 1,0, 96,9% entro 1σ e 100% entro 2σ/3σ, assenza di outlier, convergenza garantita su griglie e routine; Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.