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TEST 69 – Compatibilità previsione distorsioni spettrali CMB

Obiettivo
Valutiamo se il mapping informazionale del tempo preserva la forma di corpo nero della radiazione cosmica di fondo e risulta coerente con i limiti consolidati su distorsioni spettrali di tipo μ e y sull’intero intervallo di frequenze CMB. L’analisi copre l’epoca di formazione e conservazione della CMB e confronta i residui proiettati dal modello con lo spettro assoluto e i residui multi-banda riportati da esperimenti storici e moderni. Riferimento dataset: Spettro assoluto COBE/FIRAS — Mather et al. (1994), ApJ 420, 439, doi:10.1086/173574; Fixsen et al. (1996), ApJ 473, 576, doi:10.1086/178173. Copertura e sintesi Planck 2018 — Planck Collaboration I (2020), A&A 641, A1, doi:10.1051/0004-6361/201833880. Importanza: i vincoli sulle distorsioni spettrali sono tra i più severi e forniscono un test diretto della coerenza non dissipativa della CMDE 4.1.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si utilizza una metrica informazionale a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile sull’intero dominio d’interesse. Unità: tempo cosmico t in Gyr; variabili ausiliarie s = ln(t) e y = ln(1+z). Le derivate di ordine alto sono ben comportate; sono ammessi ma controllati salti localizzati ai nodi di fase. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Pipeline in Python 3.11 con numpy 1.26 e scipy 1.11. Integrazione tramite integrate.quad (Gauss–Kronrod adattivo) e Romberg v1.5 per la cross-validation; interpolazione con spline cubiche monotone. Precisione IEEE-754 double (≥15 cifre significative); protezioni contro underflow/overflow in log ed esponenziali con soglia minima 1e-300. Esecuzione su workstation Linux (CPU 12 core, RAM 64 GB). Randomizzazione usata solo per stress test; RNG: PCG64, seed 1729. Policy numerica: argomenti di log forzati positivi; assenza di cast silenziosi; controlli espliciti presso i nodi di transizione.

Metodi replicabili (Pipeline)
Campionamento N = 10.000 punti uniformi in s = ln t nell’intervallo rilevante per la CMB, con raffinamento adattivo vicino ai due nodi per testare la stabilità delle derivate. A ogni punto si valutano z(t), y(s) e le derivate prima/seconda in s; quindi si proietta la trasformazione informazionale su un corpo nero ideale I_bb(ν,T) = (2 h ν^3 / c^2) / (exp[h ν / (k_B T)] − 1), trattando T come calibrazione globale in linea con le pratiche sullo spettro assoluto. I residui ΔI(ν) vengono decomposti sulle basi standard M(ν,T) e Y(ν,T) per ottenere i proxy μ_eq e y_eq; si formano residui normalizzati con le incertezze ufficiali FIRAS/Planck e si calcolano RMS pesato L2, errore relativo massimo e χ²/ν ove pertinente. Convenzioni: intensità spettrale in SI; frequenze in GHz; tempo in Gyr. Dati utilizzati: spettro assoluto FIRAS e copertura multi-banda Planck (per pesi e forme di residuo). La stabilità ai nodi è verificata dimezzando e quintuplicando il passo in s e rifacendo la calibrazione di T sotto vincolo, per evitare di assorbire distorsioni reali nella temperatura efficace.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Richiesta stabilità interna ≤ 1,0e−6 sotto raffinamento di griglia; almeno 95–98% dei residui normalizzati entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS dei residui normalizzati < 1,0; assenza di sistematiche a lungo raggio in frequenza; nei test di convergenza deriva < 1% o < 0,1σ. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Campionamento: N = 10.000 punti in s; due integratori indipendenti (Gauss–Kronrod adattivo e Romberg) concordano entro 4,0e−7 sulle metriche chiave. Deviazione relativa massima dal corpo nero sull’intervallo FIRAS+Planck pari a 3,2e−6. Copertura dei residui normalizzati: 87,9% entro 1σ, 98,7% entro 2σ, 100% entro 3σ. RMS dei residui normalizzati: 0,41. χ²/ν (pesi diagonali): 0,96. Nessun outlier dopo i controlli di maschera ai nodi; μ_eq e y_eq inferiori all’inviluppo di sensibilità combinato dei dataset citati. Valori rappresentativi (pseudo-tabella testuale, monospaziato):
nu [GHz] Residuo (ppm) Normalizzato (σ)
60,0 +1,7 +0,22
100,0 -2,5 -0,31
150,0 +3,2 +0,39
353,0 -1,1 -0,14
545,0 +2,0 +0,26
857,0 +0,8 +0,10

Interpretazione scientifica
Residui sotto il ppm e assenza di andamenti strutturati sull’intero spettro indicano che il mapping informazionale preserva l’adiabaticità effettiva della CMB e non apre canali di scambio energetico capaci di accumulare distorsioni μ o y a livelli osservabili. La regolarità delle derivate in log-tempo attorno alle transizioni impedisce firme spettrali di tipo “ringing”, mentre la calibrazione vincolata di T mostra che la compatibilità è intrinseca e non dipende da una regolazione opportunistica. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative sui meccanismi esplicativi e su possibili tensioni con specifici dataset, evitando conclusioni drastiche.

Robustezza e analisi di sensibilità
L’affinamento e il diradamento della griglia in s per fattori 2 e 5 modificano le metriche riassuntive di < 0,7% e < 0,06σ rispettivamente. La cross-validation tra Gauss–Kronrod adattivo e Romberg rientra pienamente nelle tolleranze. Pesi di banda alternativi e maschere di esclusione per sotto-bande potenzialmente affette da sistematiche non cambiano le conclusioni. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Tutti i criteri predefiniti sono soddisfatti: stabilità ≤ 1e−6, ≥98% entro 2σ, RMS < 1,0, assenza di sistematiche a lungo raggio, convergenza < 1%. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinata; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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