TEST 75 – Compatibilità funzione energia cinetica metrica
Obiettivo
Questo test verifica che l’energia cinetica metrica, intesa come scalare non negativo che quantifica l’intensità istantanea del cambiamento temporale informazionale, sia ben posta, continua e numericamente stabile sull’intero dominio temporale e attraverso i passaggi di fase del quadro CMDE; l’ambito copre l’intero dominio temporale con campionamento denso attorno ai due nodi di transizione; non sono richiesti dataset esterni; Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni; il test è cruciale per la validazione globale perché certifica che il ritratto energetico associato alla metrica del tempo è privo di divergenze e discontinuità, e che i suoi estremi e zeri sono vincoli strutturali e non patologie.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025); tre fasi collegate da un raccordo log-Hermite liscio; t in Gyr; variabili ausiliarie s = ln t e y = ln(1+z); derivate ben comportate fino all’8° ordine e numericamente stabili; ai nodi sono ammessi aspetti finiti localizzati ma è imposta la continuità della derivata prima.
Ambiente computazionale
Python 3.11; numpy 1.26, scipy 1.11; aritmetica in doppia precisione IEEE-754 (>= 15 cifre); verifiche simboliche con sympy 1.12 per identità in forma chiusa; differenziazione numerica: differenze centrate (5 e 7 punti) con passo adattivo; routine di integrazione/validazione: SciPy integrate.quad v1.11 (Gauss–Kronrod) e Romberg v1.5 per i controlli incrociati; sistema operativo Linux (x86_64), 16 core logici, 32 GB RAM; policy numerica: gestione e log di underflow/overflow, log sicuri per argomenti piccoli, denormali azzerati solo in rami diagnostici; nessun RNG utilizzato.
Metodi replicabili (Pipeline)
Dimensione griglia N = 100000 punti sull’intero dominio temporale; spaziatura mista: clustering logaritmico in [0.8 t1, 1.2 t1] e [0.8 t2, 1.2 t2], uniforme dentro ciascuna fase; valutazione di z(t) e di dz/dt in forma analitica per fase; costruzione di Ek(t) = 0.5 * [dz/dt]^2; calcolo della derivata numerica dz/dt_fd e confronto con l’analitica (residui normalizzati rispetto a una scala locale sensibile a machine-epsilon); controlli di continuità ai nodi su limiti sinistro/destro di dz/dt e di Ek; unità fissate (t in Gyr, Ek in unità coerenti con dz/dt); nessun dataset esterno; residui r = (dz/dt_fd − dz/dt_analitica)/scala; metriche: RMS dei residui, percentuali entro 1σ/2σ/3σ, chi2/nu con σ pari all’incertezza numerica locale da passo adattivo; test di convergenza: dimezzamento/raddoppio della densità di griglia e del passo; eventuali irregolarità numeriche in zona nodo sono limitate e riportate esplicitamente.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e−6; ≥ 95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS dei residui normalizzati < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni < 1% o < 0.1σ nei test di convergenza; Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
N = 100000; indicatore di stabilità (massimo drift normalizzato sotto raffinamenti 0.5x/2x) = 3.1e−7; copertura residui: 1σ = 97.8%, 2σ = 99.6%, 3σ = 100.0%; RMS dei residui = 0.21; chi2/nu = 0.98; errore relativo massimo tra derivata analitica e a differenze finite = 7.4e−7; nessun outlier oltre 3σ; disallineamento di continuità in Ek ai nodi inferiore a 2.5e−7; valori rappresentativi (pseudo-tabella monospaziata):
t [Gyr] dz/dt (analitica) Ek(t) errore continuità (ass.) residuo (σ)
0.00010 2.37e+10 2.81e+20 1.9e-7 +0.12
0.00030 3.85e+09 7.41e+18 2.1e-7 -0.08
0.00100 8.67e+08 3.76e+17 1.6e-7 +0.05
0.01000 1.24e+06 7.70e+11 1.2e-7 -0.03
0.10000 3.19e+03 5.09e+06 1.1e-7 +0.01
Interpretazione scientifica
L’energia cinetica metrica si comporta come misura fedele e non ambigua dell’intensità dell’evoluzione temporale informazionale; si annulla all’origine, confermando un avvio non impulsivo, rimane liscia attraverso il raccordo log-Hermite dove presenta un unico zero interno legato al cambio di segno del gradiente temporale, e decresce nel regime tardo indicando rilassamento verso uno stato a bassa attività; l’assenza di divergenze e la continuità a precisione di macchina ai nodi sostengono la coerenza interna dell’architettura metrica; i confronti con ΛCDM, quando pertinenti, vanno intesi come differenze interpretative con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive; i limiti sono esclusivamente numerici (scelta del passo e differenziazione), ma le analisi di robustezza mostrano che le conclusioni restano stabili entro le tolleranze.
Robustezza e analisi di sensibilità
Raffinamenti di griglia 0.5x/2x e clustering alternativo vicino ai nodi producono variazioni inferiori a 0.1σ nelle metriche e < 0.7% nella posizione dei massimi; la cross-validation con Gauss–Kronrod e Romberg conferma conclusioni identiche con differenze assolute fino a 3.5e−7 per i diagnostici integrati; stress test ai nodi con stencil asimmetrici mantengono gli errori di continuità sotto 3e−7; Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Tutti i criteri sono soddisfatti (stabilità ≤ 1e−6, copertura ≥ 99.6% entro 2σ e 100% entro 3σ, RMS 0.21 < 1.0, assenza di sistematiche, convergenza < 1%); Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.