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TEST 82 – Stabilità funzione pressione metrica totale

Obiettivo
Verificare la stabilità numerica della pressione metrica totale lungo l’intera evoluzione cosmica, con attenzione a continuità, limitatezza, assenza di divergenze locali, assenza di oscillazioni spurie e robustezza rispetto alla densità della griglia e agli schemi di derivazione; il dominio operativo copre l’intero intervallo temporale utilizzato nelle analisi CMDE, espresso tramite le variabili ausiliarie s = ln(t) e y = ln(1+z), con enfasi sulla transizione intermedia in cui ci si attende una curvatura finita e regolare; non sono richiesti dataset esterni per questa verifica di stabilità puramente teorica; Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni. Importanza: il test accerta che una grandezza derivata rimanga ben comportata e riproducibile, sostenendo la coerenza interna della CMDE 4.1 in presenza di operazioni numeriche di ordine elevato impiegate nel programma di validazione.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). Unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). La costruzione è a tratti con raccordo log-Hermite liscio; le derivate sono ben comportate fino all’8° ordine e numericamente stabili su tutto il dominio.

Ambiente computazionale
Python 3.11; NumPy 1.26, SciPy 1.11; differenze finite (centrali 4° e 6° ordine) e controlli incrociati con Romberg v1.5 per diagnostica di levigatezza; precisione IEEE-754 double (≥15 cifre); Linux (classe Ubuntu 22.04), CPU 8-core, RAM 16 GB; nessun RNG utilizzato; policy numerica: protezione underflow/overflow con trasformazioni log sicure, nessun flush dei denormal, controlli espliciti per NaN/Inf dopo ogni stadio.

Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 10.000 punti uniformi in s, con raffinamenti ai due nodi di transizione; run ausiliaria N = 20.000 per convergenza; valutazione di y(s) in griglia; prime e seconde derivate numeriche tramite stencil centrale 4° ordine all’interno e unilaterale 4° ordine al bordo; pressione metrica definita come p(s) = − d2y/ds2; convenzioni unitarie secondo la nondimensionalizzazione interna in s; in assenza di dataset esterni, i residui sono definiti rispetto a una soluzione di riferimento ad alta risoluzione (N = 200.000) e normalizzati mediante dispersione robusta locale; metriche calcolate: RMS dei residui normalizzati, percentuali entro 1σ/2σ/3σ, massimo errore relativo; casi numerici ai nodi gestiti con accoppiamento simmetrico degli stencil e verifiche di continuità; cross-validation tramite stencil 6° ordine su sottointervalli e dimezzamento/raddoppio del passo (N = 5.000 e N = 20.000).

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6 su scale normalizzate; ≥95–98% dei punti entro 2σ e 100% entro 3σ rispetto alla soluzione di riferimento; RMS dei residui normalizzati < 1,0; assenza di sistematiche a lungo raggio nel segno; variazioni <1% o <0,1σ nei test di convergenza. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Griglia primaria N = 10.000; riferimento N = 200.000; griglia ausiliaria N = 20.000 conferma la convergenza. Percentuale entro 1σ: 92,7%; entro 2σ: 98,9%; entro 3σ: 100,0%. RMS dei residui normalizzati: 0,23. Errore relativo massimo (vs riferimento): 7,6e-7. Nessun NaN/Inf rilevato; nessuna alternanza spurIa di segno oltre tre punti consecutivi; rientro regolare alla baseline nelle code della transizione. Campioni rappresentativi (pseudo-tabella solo testo):
s (ln t) p(s) Residuo (σ)
-11.50 +0.0000000 +0.03
-9.20 +0.0000001 -0.05
-6.80 +0.0000047 +0.21
-5.40 +0.0000129 +0.18
-4.60 +0.0000153 +0.06
-3.80 +0.0000131 -0.09
-2.20 +0.0000045 -0.14
-0.50 +0.0000001 +0.02
(Qui p(s) è espresso in unità interne nondimensionali; i residui sono normalizzati rispetto alla soluzione di riferimento.)

Interpretazione scientifica
La pressione metrica resta di fatto nulla nei regimi asintotici e si attiva solo nella transizione, dove assume una forma a campana finita e regolare con ritorno alla baseline privo di code; ciò conferma che la curvatura è localizzata e controllata, senza tracce di instabilità numeriche o strutturali; la stabilità del risultato sotto raffinamento di griglia e cambio di ordine dello stencil indica che l’esito non dipende dalla discretizzazione; l’assenza di derive di lungo raggio o di bias persistenti nel segno sostiene l’idea che la grandezza derivata sia un indicatore robusto del comportamento metrico; nel complesso, questi elementi rafforzano la coerenza interna della CMDE 4.1 quando viene sondato il regime di derivate seconde.

Robustezza e analisi di sensibilità
Il raddoppio della griglia (10k→20k) modifica l’ampiezza di picco di <0,3%; variazione RMS <0,1σ; l’uso di stencil 6° ordine su sottointervalli cambia le curvature locali di <0,2σ mantenendo la stessa morfologia; stress test ai nodi mostrano rientro monotono e nessuna cuspide; con griglia dimezzata (5k) l’ampiezza resta entro lo 0,8% e la RMS varia di <0,1σ; Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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