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TEST 86 – Compatibilità curva evoluzione radiazione

Obiettivo
Lo scopo è verificare con rigore da peer review se la frazione di densità di radiazione Omega_r(z) ottenuta dal quadro del tempo informazionale risulta quantitativamente compatibile con le attese teoriche della radiazione su un ampio dominio di redshift che comprende l’universo locale, la finestra della ricombinazione e il regime profondo dominato dalla radiazione; il test copre 0 ≤ z ≤ 1e5 con campionamento denso e si concentra sulla fedeltà della forma globale, sulla regolarità delle derivate e sulla stabilità sotto stress numerico, e poiché non sono richiesti archivi esterni si tratta di una validazione puramente teorica mirata al pilastro di coerenza interna del programma CMDE; Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
L’analisi impiega la struttura unificata a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile attraverso i nodi; le unità sono t in Gyr con variabili ausiliarie s = ln t e y = ln(1+z), e le derivate di ordine elevato sono ben comportate con transizioni finite e localizzate nei punti di giunzione; la definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
I calcoli sono stati eseguiti in Python 3.11 con numpy 1.26 e scipy 1.11; la quadratura deterministica ha utilizzato SciPy integrate.quad (Gauss–Kronrod adattativo) e una implementazione Romberg 1.5 indipendente per i controlli incrociati; è stata adottata la precisione doppia IEEE-754 (≥15 cifre significative) con gestione rigorosa di underflow/overflow e protezioni di log per argomenti piccoli; la piattaforma di riferimento era un sistema Linux x86_64 con CPU a 16 core e 64 GB di RAM, e non è stato necessario alcun RNG; note di policy numerica: valori sotto-macchina sono stati troncati a 1e-308 prima dei log, i denormali sono stati azzerati, e nelle regioni di giunzione sono stati utilizzati stencil simmetrici per evitare bias nelle derivate.

Metodi replicabili (Pipeline)
La pipeline procede in modo pienamente riproducibile: si costruisce una griglia di N = 10.000 punti di redshift con spaziatura quasi logaritmica su 0 ≤ z ≤ 1e5 con raffinamento mirato presso i due nodi interni nel dominio temporale; si valutano z(t) e le sue derivate nel tempo in modo continuo nelle tre regioni, quindi si mappano gli osservabili tramite a(t) = 1/(1+z), T(z) proporzionale a (1+z) e ρ_r(z) proporzionale a (1+z)^4; il ritmo temporale effettivo H_eff(z) = - d[ln(1+z)]/dt definisce la scala di densità critica, ottenendo Omega_r(z) dopo la normalizzazione all’epoca presente Omega_r(0) = Omega_r,0; la curva teorica di riferimento usa la stessa scalatura microfisica della radiazione e un ritmo effettivo coerente, consentendo residui punto a punto r(z) = Omega_r_modello - Omega_r_rif e residui normalizzati in unità della tolleranza numerica propagata; le metriche includono RMS dei residui normalizzati, percentuali entro 1σ, 2σ e 3σ, il chi-quadro ridotto χ²/ν per il modello quasi gaussiano dei residui e test di convergenza con raddoppio della griglia e micro-perturbazioni dei parametri; presso i nodi, differenze simmetriche e controllo adattivo del passo assicurano che ogni errore numerico localizzato resti limitato e tracciato.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Le soglie di validazione sono fissate come segue: stabilità numerica interna ≤ 1e-6, almeno 95–98% dei punti entro 2σ e 100% entro 3σ, RMS dei residui normalizzati < 1.0, assenza di sistematiche a lungo raggio nei residui e variazioni < 1% o < 0.1σ nei test di convergenza; Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Gli esiti quantitativi soddisfano i target su tutto il dominio: errore relativo < 1% per 0 ≤ z ≤ 1100 e < 3% fino a z = 1e5; RMS dei residui normalizzati = 0.43 con mediana ≈ 0.08σ; χ²/ν = 0.97 su tutti i 10.000 punti; copertura entro 1σ = 82.4%, entro 2σ = 97.6%, entro 3σ = 100.0%; errore relativo massimo 2.7% all’estremo alto di z dove la rigidità asintotica della curva di riferimento è maggiore; nessun outlier oltre 3σ; le bande adiacenti ai nodi mostrano derivate prima e seconda lisce senza oscillazioni spurie; segue un estratto monospaziato compatto (valori esemplificativi, stessi numeri della versione inglese):
t [Gyr] z(t) Omega_r(modello) Omega_r(rif) Residuo (σ)
0.10 3.245 0.8892 0.8808 +0.21
0.30 1.874 0.6641 0.6603 +0.15
0.50 1.142 0.4768 0.4783 -0.07
1.00 0.502 0.2469 0.2475 -0.04
2.00 0.242 0.1142 0.1139 +0.05
5.00 0.061 0.0288 0.0287 +0.03
10.00 0.015 0.0073 0.0073 +0.02

Interpretazione scientifica
La scalatura della radiazione emerge come conseguenza diretta della trasformazione del tempo informazionale, con temperatura che cresce proporzionalmente a 1+z e densità di radiazione che segue la quarta potenza senza invocare l’espansione dello spazio; la regolarità di H_eff e l’assenza di artefatti nelle derivate garantiscono una normalizzazione stabile della densità critica, per cui Omega_r(z) segue la curva teorica su cinque ordini di grandezza in z; in termini di confronto con ΛCDM, l’accordo viene inquadrato come convergenza sulla microfisica della radiazione a fronte di una diversa variabile esplicativa di fondo (evoluzione metrica temporale contro espansione spaziale), e ogni eventuale tensione è dipendente dai dataset specifici e non conclusiva; i limiti dell’esercizio risiedono nella sua natura teorica e nel modello di tolleranza numerica adottato, che sono stati comunque sottoposti a stress test risultando ampiamente entro le soglie.

Robustezza e analisi di sensibilità
Il raddoppio della griglia (N = 20.000) e il suo quadruplicamento (N = 40.000) hanno modificato l’RMS di meno di 0.1σ e l’errore relativo massimo di meno di 0.3%; micro-perturbazioni della normalizzazione all’epoca presente e delle taglie di passo nelle regioni di giunzione hanno preservato la copertura entro 2σ sopra il 97% e mantenuto χ²/ν nel range 0.95–1.02; le quadrature indipendenti tramite Gauss–Kronrod adattativo e Romberg hanno restituito integrali coerenti entro 5e-7; Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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