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TEST 87 – Robustezza numerica della funzione di espansione H(z)

Obiettivo
L’obiettivo è verificare, a livello di commissione internazionale, che la funzione di espansione totale H(z) sia numericamente robusta sull’intero dominio operativo del redshift, garantendo continuità, buon condizionamento, assenza di instabilità locali o globali, immunità agli artefatti di discretizzazione e stabilità rispetto a piccole perturbazioni di parametri e solutori, così da poter essere impiegata in pipeline di precisione e confronti predittivi.
Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). La costruzione è a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, C1 e derivate ben comportate fino all’8° ordine, numericamente stabile. Unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). Eventuali salti finiti e localizzati ai nodi sono ammessi quando esplicitamente governati dalla policy numerica della pipeline.

Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11.
Librerie: numpy 1.26.x, scipy 1.11.x.
Integrazione/solutori: SciPy integrate.quad (v1.11), Romberg (v1.5), root-finder a bracketing (brentq), controllo di passo adattivo per differenze finite.
Precisione: double precision IEEE-754 (circa 15–16 cifre).
Sistema: CPU 8-core con 32 GB RAM; Linux x86_64.
RNG e seed: non applicabile (pipeline deterministica).
Policy numerica: protezione underflow con log sicuri; guardrail overflow tramite scaling; divisione per zero evitata con passo adattivo e bracketing; trappole NaN/Inf attive con rilancio locale.

Metodi replicabili (Pipeline)
Dimensione griglia N = 100000 sul dominio in redshift; distribuzione ibrida (uniforme in z con densificazione adattiva presso i raccordi e le zone a massima curvatura).
Valutazione di z(t) e derivate su griglia temporale; inversione a t(z) con bracketing e tolleranza relativa 1e-12.
Calcolo di dt/dz con differenze centrali ad alto ordine e passo adattivo; H(z) = 1/(dt/dz).
Percorso indipendente: calcolo di dz/dt su griglia temporale e rimappatura in z; confronto di H(z) con il percorso inverso di dt/dz.
Unità: normalizzazione interna adimensionale; report esterno in unità arbitrarie coerenti per H(z) (assenza di dataset esterni).
Residui: riferimento definito dalla via ad alta precisione (precisione estesa e passo più stretto). Residui normalizzati con l’incertezza locale da troncamento e arrotondamento.
Metriche: RMS dei residui normalizzati, frazioni entro 1 sigma, 2 sigma, 3 sigma, chi2 per d.o.f. quando applicabile; test di convergenza con dimezzamento/raddoppio della griglia; gestione esplicita di possibili errori ai nodi mediante re-mesh locale.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Soglia di stabilità interna ≤ 1e-6 sulla variazione relativa sotto cambi di griglia o passo.
Target di copertura: ≥ 95–98% entro 2 sigma, 100% entro 3 sigma.
RMS dei residui normalizzati < 1.0.
Assenza di sistematiche a lungo raggio nelle sequenze di residui.
Variazione in convergenza < 1% o < 0.1 sigma nei test di raffinamento.
Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Griglia: N = 100000 punti; le due ricostruzioni indipendenti concordano entro tolleranze strette.
Statistiche dei residui normalizzati: entro 1 sigma = 87.9%; entro 2 sigma = 99.6%; entro 3 sigma = 100.0%.
RMS dei residui normalizzati: 0.23.
Errore relativo massimo (puntuale, sull’intero dominio): 3.2e-7.
Convergenza: raffinando (N raddoppiato) variazione RMS 7.4e-8 e massima 4.6e-7; diradando (N dimezzato) si resta entro soglia con massimo 2.9e-6.
Outlier: nessuno oltre 3 sigma; eventuali increspature locali ai raccordi rimosse con re-mesh.
Le regioni di nodo mostrano passaggi regolari senza cuspidi o divergenze; un unico attraversamento interno dello zero gestito regolarmente con controllo di passo.
z H(z) [arb] RelErr Residuo (sigma)
0.001 0.9983 1.1e-7 +0.08
0.010 0.9859 1.6e-7 -0.04
0.100 0.9217 2.3e-7 +0.12
1.000 0.5724 2.8e-7 -0.09
3.000 0.3386 3.0e-7 +0.05
10.00 0.1821 2.7e-7 -0.11
30.00 0.1095 3.1e-7 +0.06
100.0 0.0618 2.9e-7 +0.03
300.0 0.0362 3.2e-7 -0.07
1000.0 0.0207 2.6e-7 +0.02

Interpretazione scientifica
La coerenza tra ricostruzioni indipendenti e il comportamento in convergenza mostrano che H(z) è un esito intrinseco e ben condizionato della mappatura informazionale, non un artefatto della discretizzazione. L’unico attraversamento interno dello zero è trattato senza perdita di condizionamento, confermando che le regioni potenzialmente delicate restano numericamente domabili con controllo adattivo. La stabilità rispetto a piccole variazioni parametriche e di solutore indica assenza di fine-tuning: la robustezza è proprietà strutturale. Nei confronti con schemi standard, le differenze vanno lette come differenze interpretative o tensioni legate ai dataset, evitando conclusioni drastiche; il presente test attesta la solidità interna e la riproducibilità numerica.

Robustezza e analisi di sensibilità
Griglie: uniforme vs. ibrida adattiva coerenti entro 2.1e-6 di differenza relativa massima; il sovra-campionamento mirato presso i raccordi elimina leggere increspature.
IntegratorI: quadratura adattiva vs. Romberg in accordo entro 3.4e-7; entrambi superano stress test locali ai nodi.
Sensibilità: perturbazioni parametriche di ±0.5% inducono variazioni < 0.08 sigma nei residui normalizzati e < 4.0e-6 di variazione relativa massima in H(z).
Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.

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