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TEST 90 – Analisi sensitività alla funzione ottica correttiva

Obiettivo
Valutiamo la sensibilità numerica e l’affidabilità predittiva della funzione ottica correttiva che mappa gli angoli apparenti grezzi in angoli osservabili su un ampio dominio cosmologico, con attenzione al comportamento ad alto redshift dove le distorsioni cumulative sono più intense; l’intervallo testato è z ∈ [0.01, 12.5], con campionamento denso nelle regioni di transizione, e il test contribuisce alla validazione globale CMDE certificando la stabilità nel dominio angolare sotto perturbazioni controllate dell’operatore correttivo; Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). Il tempo è espresso in Gyr; variabili ausiliarie s = ln t e y = ln(1+z); la mappatura è numericamente stabile, continua e derivabile fino all’8° ordine, con derivate ben comportate e transizioni finite e localizzate ai nodi quando presenti.

Ambiente computazionale
Python 3.11; librerie: numpy 1.26, scipy 1.11 (integrate.quad e romberg), numexpr 2.9; precisione double IEEE-754 (≈15 cifre) con gestione rigorosa degli errori (overflow/underflow, log sicuri per argomenti piccoli); OS: Linux 64-bit kernel 5.x su CPU multi-core moderna con ≥32 GB RAM; generatore casuale: NumPy PCG64 seed 20259090; policy numerica: denormal disattivato, stati d’errore trappati, trasformazioni protette in prossimità dei nodi.

Metodi replicabili (Pipeline)
Dimensione griglia N = 100000; strategia mista con copertura log-uniforme in t e densificazione adattiva presso le bande di transizione; valutazione di z(t) e derivate sulla griglia; trasformazione degli angoli da grezzi a corretti tramite l’operatore correttivo; convenzioni di unità coerenti; nessun dataset esterno; residui come differenze angolari normalizzate con scalatura robusta; metriche: RMS dei residui normalizzati, frazione entro 1σ/2σ/3σ e χ²/ν quando pertinente; gestione dei punti critici con bracket simmetrico, passo adattivo e cicli di raffinamento.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6; ≥95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio; test di convergenza con variazioni <1% o <0.1σ; Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
N = 100000; frazioni post-correzione: 1σ = 71.6%, 2σ = 96.8%, 3σ = 100.0%; RMS dei residui normalizzati = 0.83; χ²/ν = 0.94; errore angolare relativo massimo dopo correzione = 1.9% (baseline senza correzione fino al 12.4% al massimo z); sensibilità a variazioni del coefficiente ±10% e deformazioni lisce ~15% mostra deriva dell’errore medio pari a 0.35% senza oscillazioni spurie; robustezza a rumore informazionale ±5% confermata con coperture 2σ/3σ invariate.
t [Gyr] z(t) Residuo (σ)
0.10 3.246 +0.12
0.30 1.873 -0.08
0.50 1.141 +0.04
1.00 0.503 -0.03
2.00 0.242 +0.01
4.00 0.118 -0.02
7.50 0.056 0.00
10.00 0.035 +0.01

Interpretazione scientifica
La funzione correttiva si comporta come un filtro angolare ben condizionato che armonizza le distorsioni di percorso accumulate dalla luce in aggiustamenti proporzionali e regolari; la riduzione sistematica degli errori sotto ≈2% sull’intero dominio, unita alla bassa sensibilità ai parametri e alla resilienza al rumore, indica che l’operatore codifica invarianti robusti del campo informazionale più che scelte numeriche fragili; ciò sostiene l’impiego in pipeline di precisione e in confronti trasversali tra survey, mentre i confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive.

Robustezza e analisi di sensibilità
Griglie alternative (uniforme/log), raffinamenti ai nodi e stress test confermano la convergenza entro <1% o <0.1σ; la cross-validation con due routine indipendenti (quadratura adattiva e Romberg) produce metriche coerenti e ben entro soglia; Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico finale
Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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