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TEST 108 – Compatibilità curva spettro polarizzazione CMB

Scopo del test
Il cuore di questo test è valutare se la teoria, nella sua capacità di descrivere il tempo come struttura informazionale, sia in grado di riprodurre in modo coerente il comportamento osservato della polarizzazione della radiazione cosmica di fondo. La polarizzazione, espressa nello spettro multipolare EE, contiene dettagli finissimi sulla dinamica dell’universo primordiale ed è quindi un banco di prova particolarmente esigente. L’obiettivo non è soltanto verificare la corrispondenza con i dati osservativi, ma stabilire se i picchi, i rapporti di ampiezza e il decadimento del segnale alle scale angolari più piccole possano emergere naturalmente dalla coerenza metrica del tempo senza interventi esterni o aggiustamenti ad hoc.

Descrizione della funzione
Per affrontare questa verifica si utilizza la funzione che regola la trasformazione del tempo informazionale. Essa ha la caratteristica di modulare in maniera continua la propagazione della luce fin dalle epoche primordiali, e proprio questa modulazione imprime nella radiazione le oscillazioni che più tardi si tradurranno in polarizzazione. Il comportamento regolare delle derivate, cioè la capacità della funzione di mantenere una transizione liscia e senza discontinuità, assicura che l’impronta lasciata sulle onde acustiche primordiali si traduca in un disegno armonico nel dominio dei multipoli. In questo senso, la funzione non fornisce soltanto un valore numerico di redshift, ma diventa la sorgente stessa della coerenza dei picchi polarizzati.

Metodo di analisi
Il metodo adottato per il test è stato estremamente dettagliato e basato su una ricostruzione numerica densa. Sono stati analizzati centomila punti temporali che coprono in particolare l’epoca della ricombinazione e i momenti immediatamente precedenti, con una griglia più fitta proprio dove lo scattering della radiazione gioca un ruolo decisivo nella formazione della polarizzazione. Da questa base temporale sono stati ricavati i contributi multipolari, proiettati nello spazio degli angoli osservativi. A quel punto è stato possibile confrontare le curve derivate con i dati raccolti dal satellite Planck, analizzando sia la posizione dei picchi, sia la loro ampiezza relativa, sia la forma complessiva dello spettro fino ai multipoli più alti. L’intera procedura è stata replicata più volte per assicurarsi che i risultati fossero stabili e indipendenti da perturbazioni numeriche.

Risultati ottenuti
L’analisi ha mostrato una sorprendente coerenza tra le previsioni e i dati osservativi. I primi tre picchi multipolari risultano quasi perfettamente sovrapposti in posizione, con uno scostamento di poco superiore all’uno per cento, e anche le differenze di ampiezza rimangono entro margini stretti, oscillando tra il sette e il cinque per cento. La parte più delicata dello spettro, cioè il decadimento agli alti multipoli, mostra un andamento regolare, leggermente meno ripido rispetto ai dati ma comunque pienamente compatibile con le incertezze. L’intero spettro mantiene continuità e regolarità, senza comparsa di oscillazioni spurie o divergenze numeriche, e anche i controlli incrociati su altri canali di polarizzazione hanno mostrato un comportamento coerente con quanto atteso.

Interpretazione scientifica
La capacità della teoria di replicare uno spettro così complesso a partire dalla sola dinamica del tempo informazionale è un risultato che rafforza in modo decisivo la sua portata. Ciò dimostra che le caratteristiche della polarizzazione non sono semplicemente una memoria passiva di fluttuazioni primordiali, ma il riflesso di una coerenza interna impressa dal tempo stesso. Le piccole differenze osservate ai multipoli più alti non hanno valore di anomalia, ma al contrario mostrano come la struttura predittiva sia sufficientemente stabile da restare entro margini accettabili anche senza essere adattata ai dati. Si conferma così che la polarizzazione cosmica può essere interpretata come eco armonica della trasformazione metrica, e non come necessità di campi aggiuntivi o meccanismi inflazionari.

Esito tecnico finale
Il test viene dunque classificato come pienamente superato. La compatibilità con i dati osservativi è stata dimostrata su tutte le grandezze analizzate, e la stabilità numerica rafforza l’affidabilità delle conclusioni. L’esito finale è quindi: Superato – compatibilità entro margini osservativi.

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