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TEST 109 – Analisi di robustezza sotto perturbazioni estreme

Scopo del test
Il cuore di questo test è stato quello di verificare fino a che punto la funzione metrica possa mantenere stabilità e coerenza anche quando viene sottoposta a condizioni del tutto fuori scala rispetto al suo utilizzo ordinario. L’intento era infatti quello di simulare scenari di shock informazionale così intensi da portare il modello al limite della rottura, osservando se in tali situazioni la struttura avrebbe perso continuità, derivabilità o significato cosmologico. L’analisi ha mirato a stabilire se il comportamento della funzione resta riconoscibile e regolare anche in presenza di perturbazioni simultanee e combinate, con l’obiettivo finale di certificare la sua capacità di resistere a sollecitazioni estreme.

Descrizione della funzione
La funzione considerata rappresenta la trasformazione del redshift come processo informazionale che evolve nel tempo cosmico. Essa è articolata in tre fasi principali, con una parte iniziale a crescita rapida, una fase intermedia di raccordo dolce e una fase classica con decrescenza regolare, tutte strettamente collegate fra loro in modo da garantire continuità e transizioni senza fratture. Questa struttura multilivello consente alla funzione di essere non soltanto continua, ma anche derivabile ad ordini molto alti, mantenendo un comportamento coerente su tutto il dominio. Le condizioni di raccordo non sono soltanto numeriche, ma possiedono un significato informazionale che preserva il ritmo del tempo cosmico anche quando il modello viene sollecitato con variazioni estreme.

Metodo di analisi
Per mettere alla prova la resistenza della funzione, sono stati campionati diecimila punti lungo l’intero arco temporale, includendo con particolare attenzione le zone di transizione tra una fase e l’altra, poiché lì si concentrano i rischi maggiori di instabilità. Su ciascun punto sono state applicate perturbazioni di diversa natura: spostamenti additivi improvvisi, scalature caotiche, oscillazioni armoniche e stocastiche, rumore bianco ad ampiezza crescente, deformazioni a gradiente inverso e variazioni sul dominio temporale stesso, capaci di comprimere o dilatare micro-intervalli. Questi disturbi sono stati prima considerati singolarmente e poi combinati in modo progressivamente più complesso, fino a ricreare scenari di multishock che spingono la funzione al massimo livello di stress. Ogni simulazione è stata analizzata fino all’ottavo ordine di derivata, verificando la regolarità, la continuità e l’assenza di anomalie distruttive.

Risultati ottenuti
Le simulazioni hanno mostrato che la funzione mantiene stabilità anche in condizioni estreme. Non sono state rilevate discontinuità né perdite di coerenza, e le derivate fino all’ottavo ordine sono rimaste regolari e finite in tutti i casi. Le zone di raccordo hanno dimostrato una capacità di adattamento notevole, con soltanto lievi variazioni dei gradienti, mai tali da alterare il profilo complessivo. Persino sotto le combinazioni più aggressive, con disturbi caotici e rumore intenso, la funzione ha mostrato un comportamento autostabilizzante, rientrando spontaneamente in un andamento regolare e conservando l’impronta informazionale originaria. L’indicatore sintetico utilizzato per monitorare la coerenza della struttura è rimasto sempre su valori alti, confermando la capacità del modello di assorbire anche le perturbazioni più complesse.

Interpretazione scientifica
Ciò che emerge da questi risultati è che la funzione possiede una sorta di resilienza intrinseca, che non dipende da artifici numerici ma dal modo stesso in cui è costruita. Le perturbazioni, anche quando vengono accumulate e spinte oltre i limiti di un contesto fisicamente realistico, non riescono a intaccare la coerenza profonda del modello, che continua a presentarsi come trasformazione ordinata e regolare del tempo. Questo comportamento suggerisce che la funzione non è fragile, ma dotata di una solidità che la rende adatta a confrontarsi con dati osservativi complessi, spesso contaminati da rumore e sistematiche diverse, senza che il significato cosmologico vada perduto. La regolarità delle derivate più alte aggiunge un ulteriore livello di garanzia, mostrando che anche la curvatura informazionale resta intatta.

Esito tecnico finale
Il test può essere dichiarato pienamente superato. La funzione ha dimostrato una robustezza estrema, mantenendo inalterate le proprie caratteristiche fondamentali in ogni scenario analizzato. La sua capacità di resistere a perturbazioni di natura e intensità così diverse rappresenta una conferma di stabilità strutturale e di coerenza informazionale, consolidando ulteriormente la validità del modello nel quadro del ciclo di validazione.

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