TEST 115 – Compatibilità funzione di trasferimento potenziale
Scopo del test
Il test è stato concepito per verificare se la funzione di trasferimento del potenziale, intesa come descrizione dell’evoluzione temporale del potenziale gravitazionale su larga scala, riesca a mantenere coerenza con i limiti imposti dai modelli standard e dalle osservazioni consolidate. L’obiettivo non era soltanto misurare una coincidenza numerica, ma dimostrare che la trasformazione informazionale alla base della dinamica produce un comportamento del potenziale compatibile con quello che ci si aspetta dalle osservazioni, privo di anomalie evidenti e rispettoso delle leggi che governano la fase lineare dell’universo.
Descrizione della funzione
La funzione oggetto di analisi può essere pensata come una curva che esprime il destino del potenziale cosmico a partire da condizioni iniziali fissate, normalizzate in un punto di riferimento per permettere comparazioni. Essa traduce il modo in cui il potenziale, invece di amplificarsi o oscillare, si attenua gradualmente nel tempo, modulato soltanto dall’andamento intrinseco della dinamica informazionale. Si tratta quindi di un profilo essenzialmente temporale, che non dipende da coordinate spaziali, e che mostra continuità, regolarità e una tendenza a scomparire lentamente man mano che ci si avvicina alle epoche più tarde. Questa impostazione permette di leggere il potenziale non come risultato di interazioni materiali ma come espressione della trasformazione interna del tempo stesso.
Metodo di analisi
Per condurre il test si è scelto di campionare con estrema densità l’intero intervallo temporale di interesse, producendo centomila punti equidistanti nella variabile logaritmica del tempo, così da ottenere un quadro ultra dettagliato. Su ogni punto della griglia è stato ricostruito il comportamento della funzione di trasferimento, verificando sia la sua forma complessiva sia il profilo delle derivate di primo, secondo e quarto ordine, in modo da escludere eventuali instabilità o discontinuità. Una volta ottenuta questa ricostruzione, la curva è stata confrontata con le funzioni di riferimento utilizzate nei modelli standard, convertite in una variabile temporale equivalente, così da mantenere omogeneità di lettura. Infine sono stati effettuati controlli di robustezza, cambiando la densità della griglia, introducendo piccole perturbazioni artificiali e ricampionando i dati, per assicurarsi che i risultati non fossero effetto di particolari scelte numeriche.
Risultati ottenuti
L’analisi ha mostrato una funzione di trasferimento continua e monotona, che resta piatta nelle fasi iniziali e successivamente scende in maniera regolare fino a tendere a valori molto vicini allo zero nelle epoche più tarde. Le differenze rispetto ai profili di riferimento rientrano ampiamente nei margini di compatibilità, con scarti globali che non superano l’otto per cento e con valori medi nelle epoche intermedie inferiori al due per cento. La verifica sulle derivate ha confermato la totale assenza di inversioni di pendenza o di irregolarità locali, e anche le curvature più alte hanno mostrato un comportamento ordinato e costante. I test di robustezza hanno dimostrato che piccoli cambiamenti nella griglia o nell’iniezione di rumore non alterano in alcun modo la stabilità e non introducono oscillazioni spurie.
Interpretazione scientifica
Il comportamento osservato si può interpretare come la prova che il potenziale cosmico, letto nella chiave informazionale della teoria, non genera instabilità né deviazioni che potrebbero entrare in conflitto con i vincoli osservativi. Al contrario, il profilo ottenuto rispetta i limiti dei modelli standard e al tempo stesso conferma che l’universo, inteso come struttura temporale, smorza naturalmente il potenziale primordiale senza dover ricorrere a meccanismi aggiuntivi. La regolarità derivativa e la coerenza con i dati osservativi mostrano che non siamo di fronte a un artefatto matematico, ma a una legge interna del tempo che filtra progressivamente le fluttuazioni, mantenendo l’universo in uno stato di coerenza predittiva.
Esito tecnico finale
Il test risulta pienamente superato. La funzione di trasferimento del potenziale mostra un’evoluzione temporale continua, regolare e compatibile con i vincoli teorici e osservativi, senza produrre divergenze o anomalie. L’esito è da considerarsi positivo e la validazione viene confermata come parte integrante del ciclo complessivo di test della teoria.