TEST 146 – Rottura della simmetria temporale
Scopo del test
L’obiettivo di questo test è comprendere se la funzione z(t), cuore della metrica informazionale, esprima al suo interno una rottura della simmetria temporale. Non si tratta di una questione marginale ma di un punto cruciale, perché un andamento della derivata temporale sempre orientato, senza possibilità di inversione, equivarrebbe a riconoscere che il tempo stesso non è un parametro neutro ma una direzione intrinseca della struttura metrica. Il test è stato pensato per misurare questa proprietà su un ampio intervallo temporale, valutando se emergano inversioni, zeri o discontinuità che possano intaccare la continuità della freccia del tempo.
Descrizione della funzione
La funzione z(t) è costruita in modo da rappresentare l’evoluzione informazionale della luce nel corso del tempo cosmico. Nel dominio considerato, compreso tra 0.01 e 13.8 miliardi di anni, essa si manifesta come una curva regolare, continua e derivabile, la cui forma è decrescente e ben definita. Non si osservano oscillazioni o irregolarità, e l’andamento complessivo suggerisce già visivamente una tendenza unidirezionale. Ciò che resta da verificare è se questa tendenza venga confermata da un’analisi dettagliata della derivata, in grado di rivelare se il tempo sia davvero strutturato come flusso irreversibile o se, invece, conservi una simmetria nascosta.
Metodo di analisi
Per rispondere a questa domanda, l’indagine è stata condotta calcolando la derivata della funzione in modo capillare su un milione di punti distribuiti uniformemente lungo l’intervallo temporale. L’analisi non si è limitata a osservare il valore locale della derivata, ma ha controllato sistematicamente il segno, l’eventuale presenza di zeri, la monotonia globale della funzione e la comparsa di eventuali discontinuità. Sono state eseguite prove di stabilità numerica, con variazioni del passo di campionamento e con perturbazioni introdotte artificialmente, così da escludere che il risultato fosse dovuto a rumore o ad artefatti di calcolo. L’obiettivo era verificare con la massima precisione possibile se la curva mostrasse un comportamento reversibile o se, al contrario, confermasse la presenza di una freccia del tempo impressa nella metrica.
Risultati ottenuti
Dai calcoli emerge un risultato netto: la derivata della funzione si mantiene sempre negativa e non raggiunge mai lo zero in nessuno dei punti considerati. Non compaiono inversioni di segno, né zone piatte, né discontinuità interne al dominio, e la curva rimane costantemente decrescente per l’intero intervallo osservato. Le simulazioni con differenti risoluzioni confermano questa stabilità, mostrando che il comportamento non cambia anche se il passo di analisi viene modificato o se il campionamento viene leggermente perturbato. Si può dunque affermare con certezza che la direzione temporale non subisce alcuna inversione e che l’andamento rimane regolare e coerente lungo tutto l’arco temporale.
Interpretazione scientifica
La constatazione che la derivata sia sempre negativa e mai nulla indica che il tempo informazionale non è simmetrico ma orientato in maniera univoca. Ciò significa che la funzione non descrive un processo reversibile, ma un flusso che procede in una sola direzione, imponendo una freccia del tempo interna alla metrica. Questa caratteristica non è introdotta dall’esterno, ma nasce direttamente dalla struttura della funzione stessa, che incarna l’irreversibilità come proprietà naturale. L’assenza di oscillazioni o ritorni implica che l’evoluzione cosmica, letta attraverso la metrica informazionale, non può essere considerata un processo ciclico o simmetrico, bensì una trasformazione irreversibile che definisce e conserva la direzionalità del tempo.
Esito tecnico finale
Il test 146 risulta pienamente superato. La funzione z(t) mostra un comportamento unidirezionale della sua derivata, costantemente negativa e priva di inversioni, confermando che la simmetria temporale è spezzata e che la metrica incorpora la freccia del tempo come carattere strutturale. L’esito rafforza l’idea che il tempo informazionale non sia un parametro neutro ma una dimensione orientata, fondamento stesso dell’irreversibilità cosmica.