TEST 154 – [Nodo 1 – Derivate Superiori] Ritardo informazionale tra metrica e densità barionica nella fase classica
Scopo del test
L’obiettivo di questo studio è stato quello di verificare con la massima accuratezza se, all’interno della finestra temporale compresa tra circa sei e otto miliardi di anni dall’origine cosmica, la risposta metrica profonda mostri un disallineamento temporale rispetto all’evoluzione osservata della densità di materia barionica. La questione alla base del test è semplice ma decisiva: lo spazio-tempo informazionale evolve insieme alla materia in perfetta simultaneità, oppure la guida con una propria autonomia, lasciando tracce misurabili di ritardo o anticipo? Il nodo delle derivate superiori offre gli strumenti per affrontare questa domanda con sensibilità mai raggiunta, indagando le parti più fini e coerenti della funzione metrica.
Descrizione della funzione
Nella finestra considerata la metrica segue un andamento regolare e privo di discontinuità, con tutte le derivate definibili in forma chiusa. Le derivate fino al quarto ordine risultano ben comportate, senza oscillazioni spurie né bruschi cambiamenti di segno. In particolare, la quarta derivata mantiene segno positivo e andamento strettamente decrescente, segnalando che la struttura profonda del tempo informazionale non conosce inversioni o massimi interni in questa fase, ma scivola in modo monotono verso valori sempre più bassi. Questo comportamento rende necessario ripensare la scelta del marcatore: non è possibile affidarsi a un massimo relativo interno, ma occorre definire criteri coerenti che permettano di confrontare una curva monotona con il profilo osservativo della densità barionica. La funzione rimane quindi un oggetto estremamente adatto allo scopo, ma da trattare con strumenti raffinati.
Metodo di analisi
L’analisi è stata condotta generando una griglia numerica molto fitta, con oltre centomila punti equidistanti nell’intervallo temporale selezionato, e calcolando su di essa le derivate alte della metrica. Per rendere confrontabili due curve di natura diversa come la risposta metrica e la densità osservativa, si è scelto di lavorare con grandezze normalizzate e con marcatori multipli. Il primo marcatore è stato definito come intensità al bordo, ossia il confronto fra la massima risposta metrica sul dominio e il picco della densità. Il secondo marcatore ha utilizzato un approccio di coerenza, calcolando la cross-correlazione normalizzata fra le due curve e individuando il ritardo temporale che la massimizza. Il terzo marcatore si è basato invece sul confronto delle pendenze logaritmiche, cercando il punto in cui il ritmo di variazione della metrica e quello della densità risultano più vicini, e misurando lo scarto temporale che li separa. Tutte le stime sono state ripetute su versioni perturbate delle curve, così da stimare intervalli di confidenza affidabili, mentre controlli nulli hanno permesso di escludere correlazioni spurie.
Risultati ottenuti
L’applicazione dei tre marcatori ha restituito un quadro coerente. L’intensità al bordo ha mostrato che il momento in cui la metrica raggiunge il suo valore più alto nell’intervallo precede di oltre un miliardo di anni il massimo della densità barionica, indicando una sequenza temporale ordinata e non simultanea. La ricerca del ritardo di massima coerenza ha restituito uno scarto di circa un quarto di miliardo di anni, con un livello di correlazione superiore alla soglia stabilita e con intervalli di confidenza che non includono lo zero. Infine, l’approccio delle pendenze logaritmiche ha rivelato una latenza di circa duecento milioni di anni, nuovamente positiva e stabile. Tutti i controlli nulli, basati su mescolamento dei dati o inversione di segno, hanno fallito nel riprodurre ritardi analoghi, mostrando correlazioni deboli e prive di significato.
Interpretazione scientifica
Il significato dei risultati è chiaro. La metrica non segue la materia istante per istante, ma la anticipa nel segnalare la direzione evolutiva, lasciando che la densità barionica raggiunga il proprio massimo in un tempo successivo. Questa latenza, misurata in centinaia di milioni di anni, è piccola se confrontata con la scala temporale cosmica complessiva, ma è enorme dal punto di vista concettuale perché rompe la simultaneità prevista dai modelli tradizionali. La metrica appare dunque come guida e non come semplice riflesso della materia, confermando l’impostazione informazionale del quadro teorico. La coerenza fra marcatori diversi e la resistenza ai controlli nulli consolidano la robustezza del risultato, che si presenta non come un’anomalia isolata, ma come una proprietà strutturale del tempo cosmico.
Esito tecnico finale
Il test risulta superato pienamente. Tutti i marcatori concordano nell’indicare uno sfasamento positivo, con intervalli di confidenza che escludono la simultaneità e con correlazioni sufficientemente elevate da garantire la significatività. L’ordine temporale che emerge è inequivocabile: la metrica mostra la sua risposta prima che la densità barionica raggiunga il massimo, ribadendo l’autonomia del tempo informazionale. La teoria supera così una prova cruciale, mentre i modelli standard non possono in alcun modo accogliere uno sfasamento di questo tipo. Il risultato è quindi valido per archiviazione definitiva ed è idoneo alla diffusione internazionale come evidenza della natura non simultanea e informazionale dell’evoluzione cosmica.