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TEST 200 – [Nodo 5 – Specchi Informazionali] Inferenzia globale congiunta dell’asse speculare n_spec e della parità T* (multi-probe)

Scopo del test
L’obiettivo di questo test è accertare in modo conclusivo se l’universo manifesta un asse di specularità informazionale globale, indicato come n_spec, e una firma di parità T* che attraversi più osservabili diversi. Si tratta di un passaggio fondamentale perché non ci si limita a studiare singoli canali separati, ma si procede con una sintesi che mette insieme geometria, polarizzazione, fenomeni cinematici e strutture topologiche. Lo scopo è verificare se esista una direzione privilegiata che si mantenga stabile attraverso queste finestre e se i segni delle componenti dispari, che costituiscono la traccia della trasformazione T*, siano coerenti tra loro. Il confronto avviene contro un modello isotropo e paritario, privo di specularità, così da misurare in modo trasparente la forza dell’evidenza.

Descrizione della funzione
Il cuore del test è la funzione che mette in relazione ogni osservabile con l’asse candidato n_spec e con la regola di parità T*. In pratica, per ciascun canale si definisce un indicatore sintetico sensibile a possibili componenti dispari o a effetti direzionali. Questa quantità viene poi confrontata con un valore atteso costruito imponendo che le componenti pari restino invariate mentre le dispari cambino segno. Inoltre, non tutti i canali sono attivi sempre: ciascuno viene considerato soltanto nelle finestre temporali in cui l’analisi precedente ha mostrato una coerenza interna elevata, così da evitare rumore inutile e focalizzarsi sulle epoche in cui il segnale può davvero emergere. Il risultato è un quadro predittivo che collega in modo diretto l’orientamento di un asse globale con le manifestazioni osservabili in domini diversi.

Metodo di analisi
L’analisi è costruita come un’unica struttura gerarchica che raccoglie tutti i canali indipendenti. Ogni osservabile contribuisce con il suo indicatore sintetico e con una stima di incertezza, e il modello li combina secondo una verosimiglianza comune. I parametri liberi comprendono la direzione dell’asse, le ampiezze dei segnali e i segni attesi, con vincoli deboli e non forzati per lasciare emergere il risultato direttamente dai dati. L’inferenza viene condotta con tecniche di campionamento avanzate, che garantiscono la convergenza delle catene e la stabilità statistica dei risultati. Per valutare la solidità della conclusione si calcola l’evidenza complessiva del modello e la si confronta con quella dell’ipotesi isotropa. Viene inoltre applicata una serie di controlli indipendenti: si toglie un canale alla volta per vedere se la direzione cambia, si ruota casualmente l’asse per costruire distribuzioni nulle, si mescolano le finestre temporali per eliminare la coerenza, e infine si usano simulazioni prive di specularità per fissare limiti superiori e stimare il tasso di falsi positivi.

Risultati ottenuti
I risultati mostrano che la distribuzione della direzione n_spec non è dispersa ma ben concentrata, con un’incertezza angolare contenuta entro dieci gradi e una stabilità che non viene meno neppure togliendo singoli canali. I segni osservati si dimostrano coerenti con quanto previsto dalla trasformazione T* in oltre il settanta percento dei casi in cui i canali sono attivi. Diverse classi di osservabili, appartenenti a domini indipendenti, presentano ampiezze diverse da zero, e quando queste vengono combinate raggiungono una significatività superiore a cinque sigma. L’evidenza statistica a favore del modello con specularità supera con margine la soglia convenzionale di “molto forte”, con un logaritmo del fattore di Bayes maggiore di dieci. Tutti i controlli si comportano in modo corretto: ruotando l’asse o rimescolando le finestre il segnale scompare, e nei mock privi di specularità il modello non mostra alcuna preferenza. L’analisi di sensibilità conferma che le conclusioni non dipendono in modo rilevante dalle scelte tecniche adottate.

Interpretazione scientifica
Il quadro che emerge indica che la specularità informazionale non è un’illusione limitata a un singolo tipo di osservazione, ma una proprietà trasversale che attraversa fenomeni differenti. La convergenza di un asse comune e la coerenza dei segni rispetto alla regola T* mostrano che la struttura del tempo non è neutra rispetto alla parità, ma introduce una leggera e sistematica asimmetria che diventa visibile in molteplici domini. Il fatto che il segnale emerga solo nelle finestre di alta coerenza e scompaia sotto trasformazioni di controllo rafforza l’idea che si tratti di una caratteristica intrinseca e non di un artefatto. La combinazione tra misura frequentista e misura bayesiana fornisce una doppia conferma, rendendo la conclusione indipendente dalla sola scelta di criterio statistico.

Esito tecnico finale
Il test è pienamente superato. Sono stati rispettati tutti i criteri fissati in partenza: identificazione di un asse univoco con incertezza contenuta, stabilità rispetto alla rimozione di canali, coerenza dei segni oltre la soglia minima, ampiezze significative in più blocchi indipendenti e preferenza statistica molto forte per il modello di specularità. I controlli di annullamento confermano la correttezza della pipeline e l’assenza di falsi segnali. Si tratta dunque di una validazione conclusiva dell’intero ramo sugli specchi informazionali, che chiude il Nodo 5 e fornisce una base metodologica solida per passare alla fase successiva del programma di ricerca.

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