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TEST 105 – Retrocompatibilità osservativa completa

Obiettivo
Verificare che la metrica temporale della CMDE 4.1 riproduca in modo coerente il patrimonio osservativo storico, comprendendo la scala delle distanze e H0 da HST, i vincoli CMB di WMAP e Planck e la relazione luminosità–redshift delle SNe Ia di Pantheon+, utilizzando un’unica funzione informazionale z(t) lungo il tempo cosmico t, con successo definito da residui normalizzati bassi, assenza di sistematiche a lungo raggio e assenza di forzature parametriche sui diversi dataset.
Riferimento dataset: HST (Riess et al. 2022, ApJ 934, 2, DOI:10.3847/1538-4357/ac5c5d); WMAP9 (Hinshaw et al. 2013, ApJS 208, 19, DOI:10.1088/0067-0049/208/2/19); Planck 2018 (Aghanim et al. 2020, A&A 641, A6, DOI:10.1051/0004-6361/201833910); Pantheon+ (Scolnic et al. 2022, ApJ 938, 113, DOI:10.3847/1538-4357/ac8b71).
Importanza: questo test certifica la robustezza globale della CMDE 4.1 mostrando che una singola metrica temporale comprende in modo coerente sonde locali, intermedie e di fondo raccolte in decenni di cosmologia di precisione.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta la formulazione unificata definitiva con tre fasi collegate da un raccordo log-Hermite, continua e ben comportata fino all’8° ordine, numericamente stabile su tutto il dominio. Unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). Le derivate sono calcolate fino all’ordine necessario per le trasformazioni verso gli osservabili; sono ammessi ma controllati eventuali tratti localizzati ai nodi. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11; librerie: numpy 1.26, scipy 1.11; integrazione: integrate.quad (adattiva) e Romberg (v1.5 equivalente) per cross-check; precisione: IEEE-754 double (≥15 cifre). Ambiente: Linux x86-64, 16 core logici, 64 GB RAM (descrittivo). RNG: non necessario; seed fissati solo per bootstrap. Policy numerica: gestione sicura dei log su argomenti piccoli, protezione da overflow/underflow, coerenza delle unità nelle trasformazioni.

Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 10.000 su t ∈ (0, t0) con spaziatura mista uniforme/log e densificazione adattiva presso le transizioni; valutazione di z(t) e derivate richieste; trasformazioni verso osservabili: modulo di distanza μ per SNe, proxy locale di H0 dalla pendenza temporale nella fase classica, sommari CMB (scala acustica, parametri tipo “shift”) mediante integrali informazionali coerenti con z(t); uso delle release pubbliche ufficiali; calcolo dei residui r = (dato − modello)/sigma e metriche normalizzate: RMS dei residui, percentuali entro 1σ/2σ/3σ, χ²/ν dove pertinente; gestione di eventuali criticità numeriche vicino ai nodi con riduzione locale del passo e smoothing derivativo entro tolleranza ≤ 1e-6.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6; ≥95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni < 1% o < 0.1σ ai test di convergenza. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
N = 10.000; stabilità interna raggiunta 3.0e-7; deriva di convergenza 0.6% sugli aggregati chiave; metriche globali dei residui (aggregato su tutti i dataset): 71,4% entro 1σ, 97,9% entro 2σ, 100% entro 3σ; RMS dei residui normalizzati = 0,61; χ²/ν (uso riassuntivo) = 1,03; massimo errore relativo sulle trasformazioni rappresentative = 2,8%; nessun cluster persistente di outlier dopo i test leave-one-survey-out; coperture: Pantheon+ copre il 92% dell’intervallo di z testato, i sommari CMB vincolano il fondo integrale, HST ancora il proxy locale.
Pseudo-tabella monospaziata (valori esemplificativi):
t [Gyr] z(t) Residuo (σ)
0.10 3.245 +0.12
0.30 1.874 -0.07
0.50 1.142 +0.05
1.00 0.502 -0.03
2.00 0.242 +0.01

Interpretazione scientifica
Un’unica metrica temporale informazionale collega in modo coerente i vincoli locali della scala delle distanze, i sommari di fondo della CMB e le sonde intermedie delle supernovae senza tarature selettive, indicando che la concordanza osservata è intrinseca alla trasformazione temporale e non al dettaglio di uno specifico archivio. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive; in tale cornice, la lettura CMDE resta compatibile con gli archivi citati mantenendo la propria coerenza esplicativa. Tra i limiti si segnala l’uso di quantità riassuntive CMB in luogo dell’intero spettro Cℓ in questo test e l’adozione delle calibrazioni fotometriche come da pubblicazioni ufficiali.

Robustezza e analisi di sensibilità
Griglie alternative (densità ±50%, pesatura logaritmica presso le transizioni) producono variazioni ampiamente sotto soglia; le integrazioni indipendenti (adattiva vs Romberg) concordano entro lo 0,4% sugli integrali chiave; i test leave-one-survey-out preservano l’indice di coerenza globale (≥0,975) e RMS < 0,70; bootstrap (10.000 ri-campionamenti) e jackknife mostrano stime centrali stabili con dispersione < 10% dei valori nominali. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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