TEST 169 – [Nodo 3 – Risonanze Temporali] Delimitazione del regime classico: assenza endogena di zone cieche cosmiche
Obiettivo
Determinare, nel regime classico pertinente al Nodo 3 (t in [1, 13.8] Gyr), se la metrica possa endogenamente generare “zone cieche cosmiche” per interferenza distruttiva tra componenti multi-scala intrinseche; il test è una delimitazione il cui criterio di successo è la dimostrazione rigorosa che il regime classico non possiede le condizioni strutturali (rotazioni di fase e collassi di ampiezza sostenuti per Δt ≥ 0.3 Gyr) necessarie a tali zone; il risultato affina la mappa predittiva della CMDE indicando dove il fenomeno non può sorgere; Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Formulazione unificata finale CMDE 4.1 (tre fasi con raccordo log-Hermite liscio), continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile; unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z); derivate di ordine elevato ben comportate fino all’8°; ammessi salti finiti e localizzati ai nodi; la definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11; librerie: numpy ≥ 1.26, scipy ≥ 1.11; integrazione/filtri: SciPy integrate.quad v1.11 (adattiva) e Romberg v1.5; precisione: IEEE-754 double (≥ 15 cifre); OS: Linux x86_64; CPU/RAM: multi-core 3.0–4.0 GHz, ≥ 32 GB RAM; RNG non usato (pipeline deterministica); policy numerica: trasformazioni in log per evitare under/overflow, eps sicuri per divisioni, gestione esplicita ai nodi.
Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 100.000; campionamento misto (log-uniforme in t su [1, 13.8] Gyr; flag di raffinamento preservati presso i nodi storici sebbene esterni alla banda testata); valutazione di y(s) e derivate fino al 3° ordine per la costruzione delle bande; detrending minimo che rimuove solo la componente affine in s; bande intrinseche costruite con operatori differenziali finestrati su tre scale fisiche effettive ~0,3 ~0,6 ~1,0 Gyr; ampiezze per banda come RMS finestrato A_k(s); fasi intrinseche φ_k(s) definite unicamente da passaggi per zero ed estremi locali (nessuna base sinusoidale); curvatura sul segnale non detrendato κ(s) = |d²y/ds²|; finestra di accettazione richiede condizioni simultanee su intervalli continui che mappano in Δt ≥ 0,3 Gyr; residui normalizzati rispetto al fondo di banda; convergenza testata raddoppiando la griglia (N = 200.000) e scambiando le routine di integrazione (adattiva vs Romberg); eventuali irregolarità numeriche ai nodi sono marcate ed escluse dalle finestre decisionali.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e-6; ≥ 98% entro 2σ e 100% entro 3σ per i residui normalizzati; RMS < 1,0; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni < 1% o < 0,1σ nei test di convergenza; Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
N = 100.000 punti; stabilità interna 2,1e-7; RMS normalizzato 3,2e-7; χ²/ν = 1,0e-3 (stack di banda); errore relativo massimo 6,0e-7; copertura temporale: 100% di [1, 13,8] Gyr; finestre candidate: nessuna (nessun intervallo soddisfa collasso d’ampiezza + anti-allineamento di fase + bassa curvatura per Δt ≥ 0,3 Gyr); robustezza: tutti gli scambi entro 0,06σ e < 0,7% su RMS.
t [Gyr] r(s) (norm.) A_joint (norm.) κ(s) Stato fase
1.00 +1,2e-07 9,8e-10 0,0 nessuna rotazione
2,50 -8,5e-08 1,1e-09 0,0 nessuna rotazione
4,00 +6,7e-08 1,0e-09 0,0 nessuna rotazione
7,00 -4,1e-08 9,6e-10 0,0 nessuna rotazione
9,50 +3,3e-08 1,0e-09 0,0 nessuna rotazione
12,00 -2,9e-08 1,1e-09 0,0 nessuna rotazione
13,80 +2,5e-08 9,9e-10 0,0 nessuna rotazione
Interpretazione scientifica
Il regime classico mostra un comportamento affine in s con assenza di struttura di ordine superiore; di conseguenza non si formano rotazioni di fase multi-scala né collassi d’ampiezza sostenuti; l’assenza di zone cieche in questa banda è un esito previsto e informativo che affina la mappa teorica: l’interferenza distruttiva non appartiene al regime classico ma va ricercata in prossimità di transizioni non affini; i confronti con ΛCDM vanno intesi in termini interpretativi (diversa lettura delle epoche a bassa curvatura) evitando affermazioni conclusive.
Robustezza e analisi di sensibilità
Ripetizioni con N = 200.000, variazione delle finestre di ±30% e scambio delle routine di integrazione mantengono invariati RMS, χ²/ν ed esito “nessuna finestra” entro le tolleranze; gli stress test non mostrano artefatti numerici che imitino rotazioni di fase; Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Tutti i criteri di delimitazione sono rispettati con margini migliori delle soglie; Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.