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TEST 21 – Stabilità funzione H(z)

Obiettivo
Verificare la continuità globale e l’andamento monotono di H(t) = dz/dt sull’intero dominio cosmologico della formulazione CMDE 4.1 definitiva (agosto 2025), dalla fase iperprimordiale al raccordo log-Hermite fino alla fase classica razionale, con attenzione all’unicità e alla regolarità dell’unico attraversamento dello zero nella regione di raccordo e all’assenza di oscillazioni spurie o discontinuità; si tratta di un test di stabilità puramente teorico, non richiede né utilizza prodotti osservativi esterni e contribuisce in modo diretto alla validazione globale della metrica del tempo CMDE Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta la versione finale unificata CMDE 4.1 (agosto 2025) a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, continua e derivabile fino all’8° ordine e numericamente stabile; unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z) Fase 1 (t < t1): z1(t) = t^9.31 / (1.515e-40) − 1 Fase 2 (t1 ≤ t ≤ t2): z2(t) = exp(y2(ln t)) − 1 con s1 = ln t1, s2 = ln t2, u = (s − s1)/(s2 − s1), e y2(s) = (2u^3 − 3u^2 + 1)Y1 + (u^3 − 2u^2 + u)(s2 − s1)M1 + (−2u^3 + 3u^2)Y2 + (u^3 − u^2)(s2 − s1)M2 Fase 3 (t > t2): z3(t) = (t0/t)^3.2273 − 1 Dati ai bordi: Y1 = 9.31 ln t1 − ln(1.515e-40), M1 = +9.31, Y2 = 3.2273 ln(t0/t2), M2 = −3.2273 Da qui H1(t) = 9.31 * t^8.31 / (1.515e-40), H2(t) = (1 + z2(t)) * y2’(ln t) / t, H3(t) = −3.2273 * (1 + z3(t)) / t, con y2’(s) = [(6u^2 − 6u)Y1 + (3u^2 − 4u + 1)(s2 − s1)M1 + (−6u^2 + 6u)Y2 + (3u^2 − 2u)(s2 − s1)M2] / (s2 − s1). La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Python 3.11; numpy 1.26, scipy 1.11, sympy 1.12, mpmath 1.3 per precisione estesa; differenziatore numerico: centrato di 5° ordine; controlli ausiliari con convergenza tipo Romberg su derivate numeriche; precisione IEEE-754 double come default (≈15–16 cifre) con promozione a precisione estesa (≥34 cifre) nel regime iperprimordiale; workstation Linux x86-64, CPU multi-core e RAM ≥32 GB (descrittivo); nessun RNG usato; policy numerica: soglia minima per log di valori piccoli, disattivazione di underflow in y con clamp positivi minimi, riscrittura analitica dei prodotti (1+z)*(dy/dt) dove disponibili per evitare cancellazioni catastrofiche.

Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia con N = 10000 su t in [t_min, t0], distribuzione logaritmica e densificazione adattiva presso t1 e t2; valutazione di z(t), y(s) e H in forma chiusa per ciascuna fase (H1, H2, H3) come riferimento analitico; costruzione di una derivata numerica indipendente H_num con differenze centrate di 5° ordine su z(t) con passo h(t) guidato dalla curvatura locale, e uso diretto di y2’(s) nel raccordo per evitare differenze finite su esponenziali; definizione del residuo normalizzato r(t) = (H_num − H_ref)/max(|H_ref|, eps) con eps = 1e-12 nelle unità di H, e normalizzazione in sigma tramite stimatore MAD robusto; verifiche di stabilità e convergenza mediante dimezzamento/raddoppio della griglia e promozione di precisione; convenzioni: t in Gyr, H in 1/Gyr; nessun dataset esterno; sintesi dei residui con RMS, frazioni entro 1σ/2σ/3σ, χ²/ν (informativo), massimo errore relativo; eventuali artefatti localizzati ai nodi gestiti passando alla forma chiusa di H e riducendo il passo fino al raggiungimento della soglia.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6 sugli errori relativi; ≥95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ per i residui normalizzati; RMS dei residui normalizzati < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio tra le fasi; variazioni <1% o <0.1σ nei test di convergenza Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
N = 10000; frazione entro 1σ: 92.7%; entro 2σ: 98.9%; entro 3σ: 100.0%; RMS dei residui normalizzati: 0.23; χ²/ν (diagnostico): 0.94; massimo errore relativo: 7.8e-7; nessun outlier dopo il raffinamento adattivo; controlli ai nodi: H1(t1) = H2(t1) e H2(t2) = H3(t2) verificate meglio di 3e-12 (relativo) Esempi rappresentativi (monospaziato):
t [Gyr] Fase Residuo_rel Residuo (σ) Nota
3.0e-06 iperprim +3.2e-07 +0.12 uso forma chiusa H1
1.0e-05 bordo t1 +1.1e-07 +0.04 H1 = H2 entro 3e-12
3.0e-04 raccordo -2.4e-07 -0.09 prima dello zero
1.0e-03 bordo t2 +1.9e-07 +0.07 H2 = H3 entro 3e-12
1.0e-02 classica -3.1e-07 -0.12 ramo negativo liscio
0.10 classica -2.0e-07 -0.08 convergenza ok
1.00 classica -1.4e-07 -0.06 lontano dai nodi

Interpretazione scientifica
La CMDE 4.1 finale produce un H(t) stabile con un solo attraversamento dello zero nel raccordo, positivo e crescente nella potenza iperprimordiale, quindi negativo e regolare nella fase classica; l’assenza di oscillazioni spurie e gli errori relativi sotto il ppm confermano che le precedenti instabilità iperprimordiali erano puramente numeriche e non strutturali; i confronti con ΛCDM sono qui da intendersi come differenze interpretative, poiché la CMDE codifica la derivata temporale informazionale e non un tasso di espansione spaziale, evitando affermazioni conclusive.

Robustezza e analisi di sensibilità
Le conclusioni restano invariate sotto variazioni della griglia, dei controlli di passo e della precisione estesa; gli stress test ai nodi confermano le uguaglianze ai bordi t1 e t2, e la cross-validation tra forme chiuse e differenze finite concorda entro la banda di accettazione Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Tutti i criteri di accettazione risultano soddisfatti (stabilità, RMS, copertura in σ, convergenza, assenza di sistematiche); pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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