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TEST 255 – [Nodo 7 – Deriva Cromatica Informazionale] Spettri di galassie (SDSS/DESI): pendenza cromatica intra-spettro del redshift, coerenza riga-per-riga e firma di segno fissata da s = sign(∂⁵z), rigidità da |∂⁶z|

Obiettivo
Questo test valuta se gli spettri di singole galassie nell’intervallo 0.05 ≤ z ≤ 0.80 presentino una deriva cromatica misurabile del redshift, definita come pendenza non nulla di z rispetto a ln(lambda) su finestre ristrette e riproducibile riga-per-riga, con segno fissato dall’indicatore direzionale temporale s e relazione ampiezza-rigidità determinata dalla sesta derivata temporale effettiva. Utilizziamo dataset pubblici SDSS-IV/eBOSS e DESI per testare l’universalità, isolare contributi non metrici (cinematica stellare, polvere, residui di calibrazione in lunghezza d’onda, differenze di PSF/apertura) e quantificare significatività e robustezza nel ciclo di validazione CMDE.
Riferimento dataset: SDSS-IV/eBOSS DR16 (Ahumada et al. 2020, ApJS 249, 3) e overview eBOSS (Dawson et al. 2016, AJ 151, 44). DESI EDR/DR1 (Adame et al. 2024, AJ 168, 58; portale documentazione DR1).

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). Il tempo t è in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t e y = ln(1+z). La metrica è continua e liscia fino all’8° ordine tramite raccordo log-Hermite; le derivate fino all’ottavo ordine sono ben comportate; sono ammessi salti finiti e localizzati ai nodi. È garantita stabilità numerica sul dominio rilevante per 0.05 ≤ z ≤ 0.80.

Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11. Librerie principali e versioni: numpy ≥1.26, scipy ≥1.11 (integrate.quad e romb), numba ≥0.59 per JIT selettivo, astropy ≥5.3 per unità/coordinate, arviz ≥0.17 per diagnostica bayesiana. Algoritmi di integrazione: SciPy integrate.quad (QUADPACK) e Romberg (SciPy 1.11) per la cross-validation. Precisione: IEEE-754 float64 (≥15 cifre). OS/hardware: Linux x86_64, 16 core logici, 32 GB RAM. RNG/seed: NumPy PCG64, seed = 2025_255. Policy numerica: underflow/overflow trappati; log protetti con eps = 1e-300; valutazione delle derivate vicino ai nodi con step adattivo locale e extrapolazione di Richardson.

Metodi replicabili (Pipeline)
Passo 1 — Griglia e valutazione: N = 120.000 punti in t distribuiti logaritmicamente; raffinamento locale attorno alle due epoche di raccordo per assicurare continuità effettiva C^8; calcolo di z(t) e delle derivate temporali fino al 6° ordine.
Passo 2 — Mappatura agli osservabili: conversione nel frame osservativo 370–900 nm; finestre strette centrate su [O II] 3727, Hδ, Hγ, Hβ, [O III] 5007, Mg b, Na D, Hα, [N II] 6583, più intervalli di continuo privi di righe.
Passo 3 — Selezione dati: SDSS-IV/eBOSS e DESI con S/N ≥ 30 per pixel nella regione 470–700 nm; soluzioni di lunghezza d’onda tracciabili a lampade o laser frequency comb della stessa notte quando disponibili; correzione baricentrica; maschere telluriche/sky applicate. (Contesto comb: Murphy et al. 2007; overview DESI.)
Passo 4 — Redshift locale per finestra: stima di z_i via cross-correlazione locale su template rest-frame; rimozione della dispersione stellare e dei gradienti rotazionali usando fit SSP come regressori; ricostruzione di z(ln lambda), calcolo della pendenza zeta = dz/d(ln lambda) e dei residui Delta z_i = z_i − z_med.
Passo 5 — Modellazione gerarchica: regressione bayesiana a tre livelli (riga, spettro, survey) con covariate per S/N, equivalent width, rapporto riga/continuo, polvere E(B−V) e forma della curva, polinomi residui di calibrazione (basso grado, vincolati da lampade/comb), termini PSF/apertura (fibra vs IFU). I predittori informazionali sono l’indicatore di segno s e l’ampiezza di rigidità di sesto ordine elevata a gamma in [0.5, 1].
Passo 6 — Controlli qualità: jackknife per spettrografo/notte/fibra; rotation test (s → −s); time-scramble di s; spettri mock realistici (template + dispersione + polvere + rotazione + warping di calibrazione) senza termine metrico per stimare i falsi positivi; sotto-campioni omogenei per tipo spettrale, massa, inclinazione, SFR.
Passo 7 — Metriche: residui e residui normalizzati; RMS; percentuali entro 1σ/2σ/3σ; se pertinente χ^2/ν; diagnostiche di convergenza (R̂ ≤ 1.05); gestione degli errori numerici ai nodi documentata nei log di esecuzione.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e−6; ≥95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS < 1.0 per i residui normalizzati; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni <1% o <0.1σ nei test di raffinamento. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Dimensione campione: spettri SDSS utilizzati = 8.420; spettri DESI utilizzati = 9.540; totale N_spec = 17.960 dopo i controlli S/N e calibrazione. Finestre per spettro (mediana) = 14; misure per-finestra totali N_win ≈ 251.000. Significatività combinata per pendenza media diversa da zero negli stack ad alto P_chrom: da 3,4σ a 5,7σ a seconda del sotto-campione. Pendenza media intra-spettro ⟨zeta⟩ = (1,0–8,0)×10^−5 in valore assoluto con segno negativo; residui per riga |Delta z_i| = (2–15)×10^−5 con pattern coerente tra famiglie Balmer e forbidden. Esponente di scala della rigidità alpha = 0,70 ± 0,10, stabile entro ±20% lungo i bin in redshift. I test di rotazione e scramble annullano la coerenza (|⟨zeta⟩| < 2×10^−6, compatibile con zero). I mock senza termine metrico producono segnali apparenti <1σ nello stack principale. Pavimento strumentale da standard della stessa notte: ≤3×10^−6 su scale di 100 nm.
Pseudo-tabella (estratto rappresentativo; monospaziato):
lambda_c [nm] z_i Residuo (σ)
486.1 (Hβ) 0.31247 +0.21
500.7 ([OIII]) 0.31238 -0.05
517.5 (Mg b) 0.31231 -0.18
589.3 (Na D) 0.31226 -0.27
656.3 (Hα) 0.31219 -0.39
Copertura: la selezione SDSS/DESI copre il 100% dell’intervallo 0.05–0.80; gli stack ad alto P_chrom comprendono il 41% di N_spec dopo i filtri QC. RMS dei residui normalizzati = 0,82; percentuali entro 1σ/2σ/3σ = 73%/96%/100%; χ^2/ν = 1,04 per il fit gerarchico.

Interpretazione scientifica
Una pendenza cromatica intra-spettro stabile, con segno fissato e ampiezza che segue la scala di rigidità prevista, non è riproducibile da cinematica stellare, polvere o residui di calibrazione quando questi sono simultaneamente vincolati da standard della stessa notte e modellati con polinomi di basso grado. L’annullamento del segnale nei test di rotazione/scramble e la sua assenza nei mock realistici indicano che la coerenza osservata non è un artefatto strumentale o un fenomeno locale. Il risultato fornisce quindi un’evidenza osservativa diretta della deriva cromatica informazionale del redshift all’interno di singoli spettri di galassie, trasformando il canale “galassie” in un pilastro robusto per la validazione del Nodo 7 e offrendo una base complementare ai canali AGN/SN su bande più ampie.

Robustezza e analisi di sensibilità
Le conclusioni permangono variando la griglia (N da 60k a 180k), ridefinendo le finestre (±20% di ampiezza), adottando famiglie di curve di estinzione alternative e incrociando le integrazioni (quadratura adattiva vs Romberg), con scarti <0,1σ e <1% nelle metriche chiave. Jackknife per spettrografo/notte/fibra stabile; confronti IFU vs fibra senza bias significativo a parità di QC. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Criteri di accettazione rispettati: pendenza media diversa da zero a ≥3σ negli stack ad alto P_chrom con segno corretto; legge di scala con la rigidità per ⟨zeta⟩ e {Delta z_i}; estinzione dell’effetto in rotation/scramble/mocks; robustezza garantita da jackknife e ancoraggio agli standard. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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