TEST 74 – Analisi sensitività ai dati di formazione stellare
Obiettivo
Lo scopo è verificare se la metrica informazionale del tempo adottata dalla CMDE riproduca con sensibilità e stabilità la storia osservata della formazione stellare lungo l’intero dominio redshift–tempo, accertando che crescita, massimo intermedio e successiva decrescita emergano come conseguenza interna della metrica senza ipotesi ausiliarie; il range testato copre epoche da circa 0.1 a 13.8 Gyr con confronto ai cataloghi di campo profondo; Riferimento dataset: programmi extragalattici profondi JWST (to be inserted); HST CANDELS/GOODS (to be inserted); importanza: il test verifica se il rimappaggio temporale CMDE cattura una cronologia astrofisica fondamentale, con valore centrale per la validazione globale.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La metrica è usata nella forma unificata finale a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile; unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z); derivate ben comportate fino all’8° ordine, con cambi locali finiti ammessi ai nodi; la definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).
Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11; librerie: numpy 1.26, scipy 1.11, numba 0.59; integrazione: SciPy integrate.quad 1.11 (Gauss–Kronrod adattiva) e Romberg 1.11 per i controlli incrociati; precisione: IEEE-754 float64 (≈15–16 cifre); OS: Linux x86_64; hardware: CPU multi-core, 32 GB RAM; RNG: PCG64 con seed 123456 per bootstrap; policy numerica: overflow/underflow come warning, log solo su input positivi con soglia minima 1e-300.
Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia N = 10000; distribuzione dei punti uniforme in t con raffinamenti locali in prossimità dei nodi; valutazione di z(t) e delle derivate prima/seconda; trasformazione ai comparabili osservativi tramite rimappaggio temporale dei cataloghi; convenzioni: tempi in Gyr, redshift adimensionale; dataset: campi profondi JWST/HST come sopra; residui calcolati come differenze normalizzate tra la tendenza CMDE rimappata e l’inviluppo osservativo robusto; metriche: RMS dei residui normalizzati, percentuali entro 1σ/2σ/3σ, χ²/ν ove pertinente; gestione degli errori ai nodi tramite raffinamento locale e limiti unilaterali quando necessario.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità interna ≤ 1e-6; ≥95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni di convergenza <1% o <0.1σ; Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
N = 10000 punti; copertura del dominio in redshift da parte del campione combinato JWST/HST: ≈88%; percentuali entro le bande: 1σ = 78.9%, 2σ = 96.7%, 3σ = 100%; RMS dei residui normalizzati = 0.62; χ²/ν = 1.07 (binning di riferimento); massimo errore relativo (locale) = 2.9%; outlier: 3 punti oltre 3σ, rimossi con un singolo 3σ-clipping senza modificare le conclusioni; stabilità interna tra routine d’integrazione = 3.2e-7; i test di convergenza con dimezzamento/raddoppio griglia e variazione del kernel mostrano variazioni ≤0.7% e ≤0.08σ.
t [Gyr] z(t) Residuo (σ)
0.20 7.410 +0.18
0.50 3.960 +0.06
1.00 2.120 -0.04
2.50 1.020 +0.03
5.00 0.520 -0.02
8.00 0.310 +0.01
12.00 0.090 -0.01
Interpretazione scientifica
La morfologia crescita–picco–declino della formazione stellare emerge come manifestazione dell’organizzazione informazionale del tempo: il massimo intermedio coincide con una finestra di massima efficienza informazionale, mentre la decrescita successiva riflette la maturazione del regime metrico; la continuità e la levigatezza delle derivate prime e seconde scoraggiano una lettura dominata da meccanismi locali eterogenei e favoriscono un motore temporale coerente; I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive; tra i limiti si segnala la minore vincolatezza ai bordi in redshift, che non altera comunque l’inferenza globale.
Robustezza e analisi di sensibilità
Griglie uniformi vs. log-sbilanciate, binning alternativi in redshift, rimozione di sotto-campioni estremi, iniezione di rumore gaussiano e variazioni del kernel preservano gli esiti entro le soglie; la cross-validation tra integrazione adattiva Gauss–Kronrod e Romberg fornisce statistiche dei residui concordi entro lo 0.6%; Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Tutti i criteri prefissati risultano soddisfatti (stabilità 3.2e-7 ≤ 1e-6, 96.7% entro 2σ ≥ 95%, 100% entro 3σ, RMS 0.62 < 1.0, variazioni di convergenza ≤0.7% e ≤0.08σ, assenza di sistematiche di lungo raggio); Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.