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Perché “z”? Il simbolo z nella CMDE, senza parlare di spazio
Nella cosmologia classica, la lettera z indica il redshift, lo spostamento verso il rosso della luce proveniente da oggetti lontani. È una misura che, nelle teorie standard, viene collegata a velocità e distanze nello spazio. La CMDE 4.1 eredita questa z, ma la trasforma profondamente: non è più solo il marcatore di una lunghezza d’onda che si allunga, ma diventa la curva viva di una trasformazione informazionale del tempo. La scelta di mantenere la z non è un atto di conform
12 ago 2025Tempo di lettura: 1 min


Riorganizzazione metrica dell’universo: perché nella CMDE il cosmo non evolve
Ci hanno abituati a pensare l’universo come qualcosa che evolve. Come un meccanismo in divenire, che parte da uno stato iniziale e poi cambia, si espande, si raffredda, si trasforma, si complica. Ma nella CMDE, questa narrazione lineare non regge. Non perché sia falsa, ma perché è troppo superficiale. Perché guarda solo ciò che appare, e non ciò che si struttura dietro. La CMDE non osserva l’universo come un sistema che evolve. Lo ascolta come un campo informazionale che si r
24 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


La profondità temporale dell’universo: la CMDE oltre la distanza cosmica
Quando guardiamo una galassia distante, ci dicono che la stiamo osservando “com’era miliardi di anni fa”. È una frase ripetuta ovunque. La luce impiega tempo a raggiungerci, quindi più guardiamo lontano, più torniamo indietro nel tempo. Ma in questa frase — apparentemente innocua — c’è nascosto un errore sottile, una trappola che la CMDE ha deciso di smontare: l’idea che ciò che vediamo sia lontano. Non lo è. È profondo. La CMDE non misura la distanza nello spazio. Misura la
22 lug 2025Tempo di lettura: 2 min
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