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La persistenza silenziosa – Quando la coscienza resta
Quando la coscienza ha imparato a riconoscersi nel proprio contorno, non è più costretta a riaffermarsi. La forma è emersa, il limite è stato percepito, e ora ciò che conta non è l’atto del riconoscimento, ma la sua durata. Non accade più nulla di visibile, nessun nuovo passaggio, nessuna svolta apparente: eppure qualcosa resta. È in questo restare che si manifesta una qualità nuova, più profonda, più discreta. La persistenza silenziosa non è immobilità. È la capacità della c
14 dic 2025Tempo di lettura: 1 min
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