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Non misura distanze: z(t) come atto fondativo della CMDE
Tutti cercano di sapere quanto è lontano qualcosa. Quanto si è spostato, quanto si è allungato, quanto ha viaggiato nello spazio. È un riflesso antico, quasi istintivo: misurare la distanza per capire il tempo. Ma la CMDE ha fatto l’operazione contraria. Ha smesso di misurare le distanze. E ha cominciato a leggere le trasformazioni. z(t), la funzione cuore della Dinamica Metrica Estesa, non misura quanto qualcosa si è allontanato. Misura quanto è cambiato. Non è una distanza
3 ago 2025Tempo di lettura: 2 min


Sachs-Wolfe e CMDE 4.1: perché non ne abbiamo bisogno
Domanda completa: "La sua teoria CMDE 4.1 afferma che il redshift è una trasformazione informazionale e non l’effetto di un’espansione dello spazio. Ma allora come spiega l’effetto Sachs-Wolfe nella radiazione cosmica di fondo? E come giustifica la correlazione tra redshift e distribuzione delle strutture cosmiche su larga scala?" Risposta CMDE Il confronto tra Sachs-Wolfe e CMDE 4.1 nasce da una differenza di fondo: la teoria non adotta il quadro geometrico della relatività
25 giu 2025Tempo di lettura: 2 min


Cos’è una metrica informazionale? Il cuore invisibile della CMDE 4.1
Quando si parla di una teoria fisica, tutti cercano subito le formule. Vogliono numeri, curve, grafici, equazioni. Ma prima ancora della matematica, ogni teoria ha bisogno di una cosa sola: un modo per misurare. Una metrica. Perché misurare non è solo applicare una scala: è decidere cosa conta, cosa varia, cosa resta fermo. E nella CMDE 4.1, ciò che si misura non è lo spazio che cambia, ma l’informazione che si trasforma nel tempo. Una metrica informazionale non è fatta di ri
21 giu 2025Tempo di lettura: 2 min
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