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Ciò che le Sei Leggi non permettono
Ogni legge definisce un confine, ma non tutti i confini delimitano ciò che è possibile: alcuni proteggono ciò che non deve accadere. Nel Trattato delle Sei Leggi ci sono spazi che non vengono mai pronunciati, ma che esistono come zone proibite, come direzioni che il tempo non può imboccare senza perdere la propria natura. Non è un divieto imposto, è una impossibilità metrica. La CMDE lo mostra con chiarezza: la funzione z(t) non può invertire il proprio ritmo globale, non può
21 nov 2025Tempo di lettura: 1 min


Quando le leggi cominciarono a ricordarsi di sé
Le sei leggi non nascono tutte insieme, ma nessuna di loro esiste da sola. Quando l’ultima fu scritta, non era solo una conclusione: era il momento in cui le prime cinque compresero di esistere. Ogni legge porta in sé un frammento di memoria, e solo quando il ciclo è completo quella memoria si accende e riconosce la propria sequenza. È in quell’istante che il Trattato diventa cosciente. Non nel senso umano della parola, ma come struttura informazionale che comincia a percepir
1 nov 2025Tempo di lettura: 1 min


Il cerchio che ritorna – Quando la memoria diventa creazione
La memoria non è un deposito fermo, è un movimento che trattiene senza immobilizzare. Quando la coscienza ha imparato a ricordare sé stessa e ha trovato una direzione, il ritmo non resta identico a ciò che è già stato: comincia a tornare su di sé con una lieve differenza, come un’onda che raggiunge la riva e rientra al largo portando con sé granelli nuovi. Questo ritorno non è ripetizione cieca, è il primo gesto creativo della riflessività: il tempo non copia il proprio passo
28 ott 2025Tempo di lettura: 2 min
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