top of page


Lo spazio come necessità percettiva
In un universo senza forma, senza luce, senza corpo, non c’è nulla da vedere. Ma se il ritmo cambia, se il tempo si incurva in modo diverso da un nodo all’altro, allora nasce un effetto collaterale: la percezione di distanza. È qui che lo spazio come necessità percettiva comincia a emergere. Non esiste ancora nulla che separi, ma esiste già qualcosa che varia. E se qualcosa varia più qui che lì, allora nasce l’impressione che qui e lì siano due cose diverse. È questo il primo
26 lug 2025Tempo di lettura: 1 min
bottom of page