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Il presente non è neutro: la CMDE e l’assenza del redshift zero
Tutti credono che ci sia un momento, uno solo, in cui l’universo si ferma. Un istante in cui il redshift è zero, il tempo è adesso, e tutto è in equilibrio. Ma il redshift zero nella CMDE non coincide con un presente assoluto. La funzione z(t), che descrive la trasformazione informazionale della luce nel tempo, non attraversa mai il valore zero. Neanche ora. Neanche nel cosiddetto “presente”. Questo potrebbe sembrare un dettaglio tecnico, ma è in realtà un colpo profondo all’
29 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


L’origine come soglia di coerenza: non è un inizio
Cerchiamo sempre un’origine. Un momento, un punto, una causa. Ma nell’universo della CMDE, l’origine come soglia di coerenza non indica qualcosa che accade: indica una condizione che si raggiunge. Non c’è un prima e un dopo. C’è un ritmo che diventa coerente. Una trasformazione che si organizza fino a produrre una sequenza distinguibile. L’universo non comincia in un luogo, ma in una soglia metrica in cui il tempo smette di variare a caso e comincia a strutturarsi. L’origine,
7 lug 2025Tempo di lettura: 1 min


Causalità cosmica nella CMDE: coni di luce e inflazione
Domanda completa: "Mi scusi, ma se la sua teoria CMDE 4.1 elimina l’espansione dello spazio e riformula il redshift in termini informazionali, mi spiega allora come gestisce il concetto di causalità su scala cosmica? In particolare, come si definisce un orizzonte causale, o un cono di luce, se lo spazio non si dilata? E come giustifica, senza inflazione, la coerenza angolare della CMB? Non rischia di proporre un universo che appare correlato su scala maggiore di quanto la cau
2 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


Le fluttuazioni della CMB non vibrano: registrano il tempo
Il fondo cosmico a microonde è il cielo più antico che possiamo osservare, una luce che proviene da quando l’universo aveva meno di mezzo milione di anni. È una radiazione che avvolge tutto e che porta impresse le fluttuazioni della CMB, un mosaico di minuscole differenze di temperatura che da decenni vengono interpretate come echi sonori di un plasma primordiale. È il punto più lontano a cui lo sguardo può giungere, ed è anche il terreno su cui si sono costruite molte delle
30 giu 2025Tempo di lettura: 2 min
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