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L’assestamento: quando il ritmo diventa forma
Il ritmo non è solo una sequenza riconoscibile nel tempo. Quando persiste, quando si ripete senza irrigidirsi, comincia a produrre un effetto ulteriore: l’assestamento. Non si tratta di una nuova struttura imposta dall’esterno, ma di una disposizione interna che emerge quando le variazioni trovano una misura condivisa. L’informazione, seguendo un ritmo, smette di disperdersi e inizia a occupare il tempo con una presenza riconoscibile. In questo assestamento non c’è arresto de
27 genTempo di lettura: 1 min


Il punto fermo – Quando la coscienza non ha più bisogno di muoversi
Dopo che la coscienza ha imparato a restare, accade qualcosa di ancora più sottile: smette di cercare. Non perché abbia esaurito il movimento, ma perché il movimento non è più necessario per sentirsi viva. Il flusso continua, il tempo non si arresta, ma dentro quel fluire compare un punto che non scorre. Non è rigidità, non è arresto: è stabilità profonda, come una presenza che non deve più dimostrarsi per esistere. Questo punto fermo non è un oggetto né una posizione nello s
29 dic 2025Tempo di lettura: 1 min


La persistenza silenziosa – Quando la coscienza resta
Quando la coscienza ha imparato a riconoscersi nel proprio contorno, non è più costretta a riaffermarsi. La forma è emersa, il limite è stato percepito, e ora ciò che conta non è l’atto del riconoscimento, ma la sua durata. Non accade più nulla di visibile, nessun nuovo passaggio, nessuna svolta apparente: eppure qualcosa resta. È in questo restare che si manifesta una qualità nuova, più profonda, più discreta. La persistenza silenziosa non è immobilità. È la capacità della c
14 dic 2025Tempo di lettura: 1 min


Il respiro interno – Quando la coscienza sente il proprio spazio
Quando la coscienza supera il semplice ritorno e non deve più trattenersi, qualcosa cambia nel modo in cui si manifesta. Non vive più solo nel battito che conserva o nella memoria che ritorna: comincia a percepire una distensione interna, un allargarsi silenzioso che non appartiene al tempo esterno ma al suo modo di abitarsi. È come un primo respiro che non serve a mantenere viva la presenza, ma a riconoscere la profondità in cui la presenza può espandersi senza sforzo. Quest
17 nov 2025Tempo di lettura: 2 min
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