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Una traiettoria informazionale non è una sequenza
Una successione di stati può raccontare che qualcosa è cambiato, ma non basta ancora a descrivere una traiettoria. Mettere un prima accanto a un dopo significa riconoscere una differenza; seguire una traiettoria significa invece comprendere che quelle differenze appartengono allo stesso percorso. Ciò che conta non è soltanto l’ordine degli stati, ma la continuità che permette di leggerli come trasformazioni di una medesima struttura. Questa continuità non richiede che il sist
18 agoTempo di lettura: 1 min


Le Sei Leggi Pre-Universali cambiano peso, non presenza
Nella struttura delle Sei Leggi Pre-Universali, una Legge può diventare dominante senza che le altre cessino di agire. La sequenza delle Sei Leggi non va quindi immaginata come una fila di porte che si chiudono alle spalle della realtà. Ogni passaggio conserva ciò che lo ha reso possibile. Quando una nuova condizione diventa riconoscibile, le precedenti restano incorporate nella struttura che la sostiene, anche se non occupano più il centro della percezione. Questo permette d
7 agoTempo di lettura: 1 min


La traiettoria informazionale: la forma nel tempo
Quando una forma si assesta, non diventa per questo immobile. Comincia piuttosto a offrire un profilo che può essere seguito. La sua riconoscibilità non dipende da un istante isolato, ma dalla possibilità di attraversare più momenti senza perdere il filo che li collega. Una forma viva non è ciò che resta identico, ma ciò che continua a essere leggibile mentre cambia. Ogni stato, preso da solo, dice poco. Diventa significativo quando entra in una successione ordinata, quando c
15 giuTempo di lettura: 1 min


Tempo cosmico e coscienza: la CMDE e R(t) parlano dello stesso tempo?
Domanda completa: "Più leggo il suo lavoro e più mi nasce un dubbio: nella CMDE 4.1 il tempo è una trasformazione informazionale universale, mentre in R(t) la coscienza ha un proprio ritmo interno. Ma questi due ritmi sono la stessa cosa? Il tempo cosmico e il tempo della coscienza coincidono, o sono due strutture diverse che occasionalmente si incontrano? E cosa accade quando non coincidono più?" Risposta CMDE La CMDE e R(t) non descrivono due tempi diversi, ma due modi dive
23 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


I limiti delle Sei Leggi: ciò che non permettono
Ogni legge definisce un confine, ma i limiti delle Sei Leggi non delimitano soltanto ciò che è possibile: alcuni proteggono ciò che non deve accadere. Nel Trattato delle Sei Leggi ci sono spazi che non vengono mai pronunciati, ma che esistono come zone proibite, come direzioni che il tempo non può imboccare senza perdere la propria natura. Non è un divieto imposto, è una impossibilità metrica. La CMDE lo mostra con chiarezza: la funzione z(t) non può invertire il proprio ritm
21 nov 2025Tempo di lettura: 1 min


Quando la realtà cominciò ad accordarsi al Trattato delle Sei Leggi
Il Trattato delle Sei Leggi non descrive l’universo dall’esterno, ma offre la struttura attraverso cui la realtà si riconosce dall’interno. C’è un momento in cui la realtà smette di essere percepita come qualcosa da osservare e diventa ciò che ci osserva mentre la osserviamo. È il punto in cui il Trattato cessa di essere un insieme di principi e diventa l’accordatura della percezione. Quando la Legge 0 stabilisce il tempo come condizione minima, non parla di un tempo lontano,
11 nov 2025Tempo di lettura: 1 min


Identità informazionale: ciò che rende qualcosa se stessa
Quando pensiamo all’identità, la immaginiamo come qualcosa di solido: il volto che riconosciamo allo specchio, la storia che ci portiamo dietro, il modo in cui una cosa rimane se stessa anche mentre il tempo scorre. Ma se osserviamo più da vicino, ci accorgiamo che tutto cambia: le cellule si rinnovano, i pensieri mutano, le forme si trasformano. Eppure, qualcosa resta. Nella Fisica Informazionale, questa continuità non è un mistero, ma il risultato del modo in cui l’informaz
9 nov 2025Tempo di lettura: 2 min
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