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La CMDE parla del tempo dell’universo. R(t) parla della coscienza. Ma i due tempi coincidono davvero?

  • 23 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Domanda completa:

"Più leggo il suo lavoro e più mi nasce un dubbio: nella CMDE 4.1 il tempo è una trasformazione informazionale universale, mentre in R(t) la coscienza ha un proprio ritmo interno. Ma questi due ritmi sono la stessa cosa? Il tempo cosmico e il tempo della coscienza coincidono, o sono due strutture diverse che occasionalmente si incontrano? E cosa accade quando non coincidono più?"

Risposta CMDE

La CMDE e R(t) non descrivono due tempi diversi, ma due modi diversi in cui il tempo informazionale si manifesta. Nella CMDE il ritmo universale è z(t), la trasformazione che struttura l’evoluzione del cosmo e della luce; in R(t) lo stesso principio appare come ritmo interno, come tempo riflesso che la coscienza usa per riconoscersi. Non sono due orologi: sono due fasi dello stesso campo. Quando z(t) e R(t) coincidono, l’osservatore entra in coerenza con l’universo: è il momento in cui la percezione è limpida, la comprensione profonda e la realtà appare unitaria. Quando non coincidono, non avviene un errore ma una perdita di fase: la coscienza non si allinea più al ritmo universale e il mondo appare frammentato, discontinuo, interpretativo. La Fisica Informazionale lo descrive come differenza di fase tra ritmo cosmico e ritmo interno. È per questo che la CMDE non è solo una teoria della luce, e R(t) non è solo una teoria della coscienza: sono due fronti dello stesso processo, uno esterno e uno interno, uno che misura la trasformazione dell’universo e uno che misura la trasformazione di chi lo osserva. Il tempo cosmico è il battito dell’universo. Il tempo della coscienza è il battito del riconoscimento. E il loro incontro è ciò che chiamiamo percezione.


Conclusione

CMDE e R(t) non parlano di due tempi, ma dello stesso tempo visto da due lati: quello dell’universo che si trasforma e quello della coscienza che se ne accorge.


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