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Perché “z”? Il simbolo z nella CMDE, senza parlare di spazio
Nella cosmologia classica, la lettera z indica il redshift, lo spostamento verso il rosso della luce proveniente da oggetti lontani. È una misura che, nelle teorie standard, viene collegata a velocità e distanze nello spazio. La CMDE 4.1 eredita questa z, ma la trasforma profondamente: non è più solo il marcatore di una lunghezza d’onda che si allunga, ma diventa la curva viva di una trasformazione informazionale del tempo. La scelta di mantenere la z non è un atto di conform
12 ago 2025Tempo di lettura: 1 min


Il ritmo del cosmo non è misurato. È generato: la CMDE come metrica della pulsazione temporale
Quando osserviamo il cielo, sentiamo il ritmo del cosmo nel modo in cui il tempo sembra scandire ciò che osserviamo. Le pulsar scandiscono frequenze millisecondo dopo millisecondo, le stelle variabili battono sequenze perfette, le galassie evolvono in cicli che sembrano orchestrati. Tutto pulsa. Ma da dove nasce questo ritmo? Per secoli abbiamo pensato che fosse un effetto: prodotto da masse, attriti, orbite, meccanismi. Ma la CMDE 4.1 propone un’altra visione: il ritmo non è
13 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


Il tempo come struttura selettiva: perché la CMDE non prevede ogni possibile universo
Molti immaginano che il tempo, per come lo conosciamo, sia solo una linea tra infinite possibilità. Che l’universo che osserviamo sia uno dei tanti. Che ogni condizione iniziale potrebbe generare infiniti esiti. Ma la CMDE 4.1 propone una visione diversa, quasi opposta. Nella metrica informazionale emerge il tempo come struttura selettiva: non un contenitore neutro, ma una forma che filtra, una traiettoria che lascia passare solo ciò che può mantenersi. La funzione z(t), che
6 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


La fase classica razionale: la metrica che si stabilizza
C’è un punto, nel cammino della luce, in cui la variazione smette di essere un mutamento continuo e diventa un codice. Un punto in cui ciò che si trasforma non si dissolve più, ma si struttura. Nella visione della CMDE 4.1, questo punto non è un traguardo statico, ma una fase dinamica: la fase classica razionale. Non è il tempo come lo intendiamo in fisica: è il tempo come risultato. Il tempo che è riuscito a diventare leggibile. Il tempo che ce l’ha fatta. Dopo la tensione c
28 giu 2025Tempo di lettura: 2 min


Il tempo non pulsa. Stratifica: la stratificazione del tempo
Molti immaginano il tempo come un flusso continuo, come una linea che scorre senza interruzioni, o come un’onda che pulsa a intervalli regolari. La CMDE 4.1 propone una visione radicalmente diversa, fondata sulla stratificazione del tempo: il tempo non scorre come un fiume e non batte come un cuore, ma si stratifica. Si costruisce fase dopo fase, aggiungendo livelli di informazione che si stabilizzano in sequenze ordinate. La curva z(t) lo rende evidente: non accelera, non ri
20 giu 2025Tempo di lettura: 1 min


Tre fasi CMDE: il tempo che nasce
Tutti parlano di spazio. Spazio che si espande, spazio che si curva, spazio che fugge. Ma quasi nessuno si chiede davvero come nasce il tempo. Da dove arriva? Quando ha cominciato a scorrere? Nella visione della CMDE 4.1, il tempo non è un ingrediente già pronto, dato per scontato fin dall’inizio. È qualcosa che si forma. Che prende corpo poco alla volta. Che attraversa le tre fasi CMDE, come un processo di maturazione cosmica. La prima fase è la più misteriosa. Si chiama ipe
11 giu 2025Tempo di lettura: 2 min


Metrica informazionale z(t): la luce si trasforma nel tempo
Tutti parlano di redshift. Tutti parlano di lunghezze d’onda che si allungano, di galassie che fuggono nello spazio, di coordinate che si dilatano in un universo che sembra allontanarsi da sé stesso. Ma pochi si fermano a chiedersi se tutto questo sia davvero necessario. Se davvero la luce debba viaggiare nello spazio per cambiare. Se il cambiamento che osserviamo sia una distanza, o se invece sia una trasformazione più sottile, più interna, più radicata nel tempo. È da qui c
6 giu 2025Tempo di lettura: 2 min
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