Esistono altre funzioni possibili al posto di z(t), o la metrica CMDE è unica?
- 7 gen
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Domanda completa:
"Una cosa che mi chiedo leggendo la CMDE è questa: la funzione z(t) sembra avere una forma molto specifica, con tre fasi ben definite e raccordi continui. Ma è davvero unica? Esistono altre funzioni temporali che potrebbero descrivere l’universo nello stesso modo, oppure la metrica CMDE emerge come l’unica compatibile con i vincoli osservativi e informazionali?"
Risposta CMDE
La funzione z(t) della CMDE 4.1 non è stata scelta per convenienza, né per adattamento ai dati, ma emerge come soluzione vincolata da una serie di requisiti simultanei: continuità globale, derivabilità fino all’ottavo ordine, stabilità numerica, coerenza informazionale e compatibilità con l’intero insieme degli osservabili cosmologici noti. Molte funzioni alternative possono riprodurre singoli aspetti delle osservazioni, ma falliscono quando si richiede che la stessa struttura descriva, senza parametri liberi, il redshift primordiale, la fase di transizione e il regime classico, mantenendo al tempo stesso coerenza metrica e interpretabilità fisica. In questo senso, la z(t) della CMDE non è “l’unica funzione possibile” in astratto, ma è l’unica che soddisfa tutti i vincoli insieme. Ogni modifica arbitraria della forma di z(t) introduce instabilità, discontinuità derivativa o perdita di coerenza informazionale, rendendo la metrica incompatibile con una descrizione unitaria del tempo cosmico. La specificità della CMDE non è quindi una scelta estetica, ma la conseguenza di un problema fortemente sovradeterminato.
Conclusione
La metrica CMDE non nasce perché scelta tra molte, ma perché resta in piedi quando le altre cadono. La sua forma non è un’opzione: è il risultato di vincoli che non lasciano libertà residua.
