Lo spazio come rete di relazioni informazionali
- 30 ott 2025
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Quando pensiamo allo spazio, lo immaginiamo come qualcosa che “sta tra” le cose: un vuoto, una distanza, un intervallo. Ma nella visione della Fisica Informazionale, lo spazio non è mai vuoto: è il tessuto stesso delle relazioni. Non esiste uno spazio senza connessioni, perché è proprio l’intreccio tra le informazioni a dare forma al dove e al come. Lo spazio, in questo senso, non separa, ma unisce: è la trama invisibile che collega ogni punto dell’universo.
Ogni volta che due entità interagiscono — due atomi, due persone, due galassie — lo spazio tra loro non è un vuoto neutro, ma un campo di possibilità. In esso circola informazione, si crea coerenza, si costruisce significato. È come se lo spazio fosse una rete viva, capace di adattarsi e di riconfigurarsi in base alle relazioni che contiene. Ciò che percepiamo come distanza non è altro che una misura della differenza informazionale tra due stati, e ciò che chiamiamo vicinanza è il risultato di una forte risonanza tra di essi.
Questo modo di intendere lo spazio cambia tutto: non è più un contenitore, ma un partecipante. Una rete neurale, un ecosistema, una costellazione: in ognuno di questi esempi lo spazio è la struttura che permette la comunicazione, il flusso, la continuità. Se togliessimo la relazione, tutto si dissolverebbe, perché nulla può esistere isolato dal proprio contesto informazionale. L’esistenza stessa è relazione.
Comprendere lo spazio come rete di relazioni informazionali significa riconoscere che l’universo non è fatto di oggetti separati, ma di connessioni che si sostengono a vicenda. Ogni punto è un nodo in una trama che si estende all’infinito, e ogni legame contribuisce alla coerenza del tutto. È in questa visione che la Fisica Informazionale trova una delle sue intuizioni più profonde: lo spazio non è ciò che divide, ma ciò che permette all’universo di essere uno.


