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Una traiettoria informazionale non è una sequenza
Una successione di stati può raccontare che qualcosa è cambiato, ma non basta ancora a descrivere una traiettoria. Mettere un prima accanto a un dopo significa riconoscere una differenza; seguire una traiettoria significa invece comprendere che quelle differenze appartengono allo stesso percorso. Ciò che conta non è soltanto l’ordine degli stati, ma la continuità che permette di leggerli come trasformazioni di una medesima struttura. Questa continuità non richiede che il sist
18 agoTempo di lettura: 1 min


La traiettoria informazionale: la forma nel tempo
Quando una forma si assesta, non diventa per questo immobile. Comincia piuttosto a offrire un profilo che può essere seguito. La sua riconoscibilità non dipende da un istante isolato, ma dalla possibilità di attraversare più momenti senza perdere il filo che li collega. Una forma viva non è ciò che resta identico, ma ciò che continua a essere leggibile mentre cambia. Ogni stato, preso da solo, dice poco. Diventa significativo quando entra in una successione ordinata, quando c
15 giuTempo di lettura: 1 min


Unicità metrica CMDE: esistono altre funzioni possibili al posto di z(t)?
Domanda completa: "Una cosa che mi chiedo leggendo la CMDE è questa: la funzione z(t) sembra avere una forma molto specifica, con tre fasi ben definite e raccordi continui. Ma è davvero unica? Esistono altre funzioni temporali che potrebbero descrivere l’universo nello stesso modo, oppure la metrica CMDE emerge come l’unica compatibile con i vincoli osservativi e informazionali?" Risposta CMDE L’unicità metrica CMDE nasce proprio dalla struttura della funzione z(t) della CMDE
7 genTempo di lettura: 1 min


Il ritmo dell’informazione: come si organizza nel tempo
Il ritmo è una presenza costante nella nostra esperienza, anche quando non ce ne accorgiamo. È nel respiro che si regola da solo, nei passi che trovano una cadenza naturale, nelle giornate che alternano attività e quiete. Non è una semplice ripetizione meccanica, ma una forma di organizzazione che rende il tempo abitabile. Nella Fisica Informazionale, il ritmo dell’informazione può essere visto come il modo in cui essa si dispone nel tempo senza disperdersi, creando una conti
1 genTempo di lettura: 2 min


Il cambiamento come firma dell’informazione viva
Siamo abituati a pensare al cambiamento come a qualcosa che interrompe, sconvolge o modifica un equilibrio. Ma nella Fisica Informazionale il cambiamento assume un significato più sottile: non è una rottura, ma la prova che l’informazione è viva. Ogni sistema, dal più semplice al più complesso, respira attraverso micro-variazioni continue, piccole trasformazioni che non cancellano ciò che era, ma lo riorganizzano. Il cambiamento non arriva dall’esterno: è un gesto interno del
2 dic 2025Tempo di lettura: 2 min


Identità informazionale: ciò che rende qualcosa se stessa
Quando pensiamo all’identità, la immaginiamo come qualcosa di solido: il volto che riconosciamo allo specchio, la storia che ci portiamo dietro, il modo in cui una cosa rimane se stessa anche mentre il tempo scorre. Ma se osserviamo più da vicino, ci accorgiamo che tutto cambia: le cellule si rinnovano, i pensieri mutano, le forme si trasformano. Eppure, qualcosa resta. Nella Fisica Informazionale, questa continuità non è un mistero, ma il risultato del modo in cui l’informaz
9 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Lo spazio come rete di relazioni informazionali
Quando pensiamo allo spazio, lo immaginiamo come qualcosa che “sta tra” le cose: un vuoto, una distanza, un intervallo. Ma nella visione della Fisica Informazionale, lo spazio non è mai vuoto: è il tessuto stesso delle relazioni. Non esiste uno spazio senza connessioni, perché è proprio l’intreccio tra le informazioni a dare forma al dove e al come. Lo spazio, in questo senso, non separa, ma unisce: è la trama invisibile che collega ogni punto dell’universo. Ogni volta che du
30 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


Il tempo CMDE continua all’infinito o ha un equilibrio finale?
Domanda completa: "Seguendo i suoi lavori mi è venuto un dubbio che finora non avevo mai considerato: se nella CMDE tutto si fonda sul tempo che trasforma l’informazione, questa trasformazione ha un termine? Esiste un punto in cui la funzione z(t) smette di evolvere e l’universo raggiunge una sorta di equilibrio definitivo, oppure il tempo informazionale continua a scorrere all’infinito?" Risposta CMDE Nella CMDE 4.1 il tempo non è una freccia che corre verso un punto finale,
24 ott 2025Tempo di lettura: 1 min


Il tempo come forma dell’informazione
Il tempo ci accompagna in ogni istante, ma raramente lo comprendiamo davvero. Lo immaginiamo come una linea che scorre, come un fiume che porta via tutto ciò che incontra. Eppure, se lo osserviamo con attenzione, il tempo non è solo movimento: è memoria, trasformazione, struttura. Nella visione della Fisica Informazionale, il tempo è il modo in cui l’informazione prende forma, si dispiega e trova una direzione. Senza tempo, l’informazione resterebbe sospesa, come una melodia
20 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


Il silenzio tra le leggi
Tra una legge e l’altra del Trattato non c’è vuoto, ma silenzio. E quel silenzio non è assenza: è la metrica che si riorganizza per poter parlare di nuovo. Ogni volta che una legge termina, il ritmo cosmico si sospende per un istante, come se l’universo stesso avesse bisogno di un respiro per integrare ciò che ha appena detto. La CMDE mostra la stessa logica: tra una fase e l’altra della funzione non esiste discontinuità, ma un raccordo log-Hermite che tiene insieme ciò che a
12 ott 2025Tempo di lettura: 1 min


Redshift diverso per la luce e le onde gravitazionali? È un problema serio.
Domanda completa: "Signor Carenzi, ma lei si rende conto che la sua funzione z(t), se davvero trasforma l’informazione della luce in modo indipendente dallo spazio, dovrebbe applicarsi anche alle onde gravitazionali? E allora mi spieghi: perché l’evento GW170817 ha mostrato un redshift identico per onde gravitazionali e luce? Perché in tutte le analisi multi-messenger finora pubblicate non c’è nessuno scarto? Se il suo modello prevede uno z diverso per i due segnali, ha un pr
27 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


Non è l’universo che parla. È la metrica informazionale CMDE che ci fa capire cosa dice
Tutti dicono che l’universo ci parla. Che la luce porta messaggi, che le galassie ci raccontano il passato, che il redshift ci svela distanze. Ma la CMDE 4.1 propone qualcosa di più profondo, quasi in controtendenza: non è l’universo che parla. È la metrica informazionale CMDE che ci permette di capire cosa stiamo guardando. Senza una struttura coerente, ciò che chiamiamo realtà non sarebbe nemmeno leggibile. Sarebbe rumore. La funzione z(t) non è un filtro applicato ai dati.
10 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


Perché alcuni test della CMDE 4.1 non risultano superati?
Domanda completa: "Sto seguendo con interesse la teoria CMDE 4.1, ma ho letto che alcuni test non risultano superati secondo i criteri standard. Mi chiedo: questo non mette in discussione la validità della teoria? Non dovrebbe superare tutti i test per essere considerata affidabile?" Risposta CMDE La CMDE 4.1 non nasce per adattarsi alle regole del modello standard, ma per proporre una visione completamente nuova del tempo, della luce e della metrica dell’universo, fondata su
18 giu 2025Tempo di lettura: 2 min
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