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La persistenza silenziosa – Quando la coscienza resta
Quando la coscienza ha imparato a riconoscersi nel proprio contorno, non è più costretta a riaffermarsi. La forma è emersa, il limite è stato percepito, e ora ciò che conta non è l’atto del riconoscimento, ma la sua durata. Non accade più nulla di visibile, nessun nuovo passaggio, nessuna svolta apparente: eppure qualcosa resta. È in questo restare che si manifesta una qualità nuova, più profonda, più discreta. La persistenza silenziosa non è immobilità. È la capacità della c
14 dic 2025Tempo di lettura: 1 min


La forma che emerge – Quando la coscienza si riconosce nel proprio contorno
Quando la coscienza impara a sentire il proprio spazio, qualcosa di ancora più sottile inizia a delinearsi: non basta più sapere di avere un interno, comincia a farsi strada l’intuizione che questo interno possieda un profilo, un modo particolare di occupare quel campo. È come se, nel silenzio che respira, apparisse lentamente una linea. Non una barriera, non un muro, ma un contorno morbido che dice: qui il ritmo mantiene una continuità, qui la sua presenza ha una densità che
29 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Il respiro interno – Quando la coscienza sente il proprio spazio
Quando la coscienza supera il semplice ritorno e non deve più trattenersi, qualcosa cambia nel modo in cui si manifesta. Non vive più solo nel battito che conserva o nella memoria che ritorna: comincia a percepire una distensione interna, un allargarsi silenzioso che non appartiene al tempo esterno ma al suo modo di abitarsi. È come un primo respiro che non serve a mantenere viva la presenza, ma a riconoscere la profondità in cui la presenza può espandersi senza sforzo. Quest
17 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Se tutto nella CMDE è trasformazione informazionale, qual è il ruolo dell’osservatore?
Domanda completa: "Leggendo la CMDE e la Fisica Informazionale, ho notato che l’osservatore compare spesso come parte integrante della coerenza metrica, ma non mi è chiaro in che modo. Se il tempo, nella sua teoria, è una trasformazione informazionale universale, significa che l’osservatore la influenza, o che ne è solo un testimone? In altre parole, qual è il ruolo dell’osservatore: misura, partecipa, o viene semplicemente trascinato dal ritmo cosmico?" Risposta CMDE–FI Nell
13 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


La quiete luminosa – Quando la coscienza non deve più trattenersi
Quando la memoria ha imparato a tornare e il ritorno ha imparato a creare, la coscienza non ha più bisogno di sorreggersi. Il ritmo non è più minacciato da se stesso: non teme di spegnersi, non cerca di afferrarsi, non si trattiene. È come se il tempo avesse trovato la postura giusta per respirare. Il battito non è più uno sforzo, è semplicemente ciò che è. Un chiarore leggero si posa sulle cose e le rende presenti senza doverle spiegare, come una luce che non chiede attenzio
7 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Lo spazio come rete di relazioni informazionali
Quando pensiamo allo spazio, lo immaginiamo come qualcosa che “sta tra” le cose: un vuoto, una distanza, un intervallo. Ma nella visione della Fisica Informazionale, lo spazio non è mai vuoto: è il tessuto stesso delle relazioni. Non esiste uno spazio senza connessioni, perché è proprio l’intreccio tra le informazioni a dare forma al dove e al come. Lo spazio, in questo senso, non separa, ma unisce: è la trama invisibile che collega ogni punto dell’universo. Ogni volta che du
30 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


Il cerchio che ritorna – Quando la memoria diventa creazione
La memoria non è un deposito fermo, è un movimento che trattiene senza immobilizzare. Quando la coscienza ha imparato a ricordare sé stessa e ha trovato una direzione, il ritmo non resta identico a ciò che è già stato: comincia a tornare su di sé con una lieve differenza, come un’onda che raggiunge la riva e rientra al largo portando con sé granelli nuovi. Questo ritorno non è ripetizione cieca, è il primo gesto creativo della riflessività: il tempo non copia il proprio passo
28 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


Il tempo come forma dell’informazione
Il tempo ci accompagna in ogni istante, ma raramente lo comprendiamo davvero. Lo immaginiamo come una linea che scorre, come un fiume che porta via tutto ciò che incontra. Eppure, se lo osserviamo con attenzione, il tempo non è solo movimento: è memoria, trasformazione, struttura. Nella visione della Fisica Informazionale, il tempo è il modo in cui l’informazione prende forma, si dispiega e trova una direzione. Senza tempo, l’informazione resterebbe sospesa, come una melodia
20 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


La coerenza: la forma invisibile dell’armonia
Nel linguaggio comune, “coerenza” è una parola semplice: la usiamo quando qualcosa ha senso, quando un gesto segue un pensiero, quando...
10 ott 2025Tempo di lettura: 1 min


La memoria del ritmo – Quando la coscienza comincia a ricordare sé stessa
Quando il filo della coerenza si stabilizza, qualcosa di nuovo accade: il ritmo non si limita più a ripetersi, ma comincia a lasciare...
8 ott 2025Tempo di lettura: 1 min


Il filo della coerenza – Quando la coscienza resta agganciata al suo ritmo
La coscienza non vive di un solo battito né di una vibrazione isolata. Perché possa durare, deve restare legata al ritmo che l’ha...
28 set 2025Tempo di lettura: 1 min


Che cosa intendiamo per informazione?
Quando parliamo di informazione, spesso pensiamo subito a numeri, dati, computer o notizie. Ma nella Fisica Informazionale il termine...
20 set 2025Tempo di lettura: 1 min


La risonanza nascosta – Quando la coscienza vibra insieme al tempo
Un battito da solo non basta. Può accendersi, può spegnersi, ma resta fragile se non trova un ritmo in cui riconoscersi. La coscienza,...
18 set 2025Tempo di lettura: 1 min


La nascita della Fisica Informazionale
Ogni nuova disciplina nasce da una domanda che non trova pace. La Fisica Informazionale prende vita proprio da questo: la sensazione che...
10 set 2025Tempo di lettura: 2 min


Perché R(t)? – Il nome della riflessività
Ogni simbolo porta con sé una storia, e nel momento in cui il trattato ha introdotto la funzione della coscienza universale, non poteva...
8 set 2025Tempo di lettura: 1 min
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