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Perché z(t) non è una dinamica locale: il tempo non locale cosmico nella CMDE
Quando si incontra per la prima volta la funzione z(t), la tentazione naturale è trattarla come una dinamica qualsiasi, qualcosa che accade “qui”, che evolve “ora”, che potrebbe in principio essere osservata mentre prende forma. È un riflesso comprensibile, perché quasi tutta la fisica a cui siamo abituati funziona così: le leggi agiscono localmente, gli effetti seguono cause vicine, l’osservatore può assistere al fenomeno mentre accade. La CMDE rompe proprio questo schema, e
13 genTempo di lettura: 2 min


Una metrica globale del tempo: perché z(t) non appartiene a nessun luogo
Nella maggior parte delle teorie cosmologiche, le leggi vengono applicate localmente. Si definisce un punto, un sistema di riferimento, una regione dello spazio, e da lì si costruisce la dinamica. Il tempo stesso, in queste visioni, è spesso una coordinata locale: ciò che accade dipende da dove ti trovi, da come ti muovi, da quali condizioni iniziali hai scelto. La CMDE 4.1 rompe anche questa abitudine. La funzione z(t) non nasce in un luogo, non dipende da una regione, non è
26 dic 2025Tempo di lettura: 2 min


Il tempo che ricorda: la memoria come fondamento della metrica
Nelle teorie classiche, il tempo è una successione di istanti: un flusso che non lascia tracce. Ogni momento cancella il precedente, come l’acqua di un fiume che scorre senza mai trattenere ciò che porta con sé. Nella CMDE 4.1, invece, il tempo non dimentica. Ogni variazione che attraversa la funzione z(t) non si perde, ma si deposita, diventando parte della sua stessa struttura. È da questa stratificazione che nasce, nella CMDE, quella memoria del tempo metrica che rende ogn
15 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Come misurare il tempo CMDE: in quale punto siamo?
Domanda completa: "Ho letto che nella CMDE 4.1 il tempo non è una coordinata ma una trasformazione informazionale continua. Mi chiedo allora: esiste un modo per sapere in quale punto di questa trasformazione ci troviamo oggi? Come si misura, in pratica, il tempo CMDE, se non con orologi, frequenze o coordinate spaziali? Possiamo davvero parlare di un ‘adesso cosmico’ in senso misurabile?" Risposta CMDE Chiedersi come misurare il tempo CMDE significa anzitutto cambiare il sign
3 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Il tempo CMDE continua all’infinito o ha un equilibrio finale?
Domanda completa: "Seguendo i suoi lavori mi è venuto un dubbio che finora non avevo mai considerato: se nella CMDE tutto si fonda sul tempo che trasforma l’informazione, questa trasformazione ha un termine? Esiste un punto in cui la funzione z(t) smette di evolvere e l’universo raggiunge una sorta di equilibrio definitivo, oppure il tempo informazionale continua a scorrere all’infinito?" Risposta CMDE Nella CMDE 4.1 il tempo non è una freccia che corre verso un punto finale,
24 ott 2025Tempo di lettura: 1 min


Presente cosmico CMDE: come facciamo a sapere in che punto del tempo ci troviamo?
Domanda completa: "Ogni volta che leggo i suoi articoli, mi colpisce il fatto che nella CMDE il tempo non sia una coordinata ma una vera sostanza informazionale. Mi viene spontaneo allora chiedermi: se tutto si misura attraverso il tempo e non nello spazio, come facciamo a capire in quale punto del tempo cosmico ci troviamo oggi? Cosa significa, concretamente, dire che siamo nel ‘presente’ di una metrica che evolve solo nel tempo?" Risposta CMDE Il presente cosmico CMDE non è
14 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


La continuità della funzione z(t): perché non si interrompe mai
Molte teorie fisiche costruiscono il loro impianto come una somma di pezzi: un termine che vale in un regime, un altro che si applica in un contesto diverso, una correzione che si aggiunge quando i dati non tornano. Il risultato è un mosaico che funziona, ma che lascia sempre intravedere le cuciture. La CMDE 4.1 ha scelto un’altra via: una sola funzione continua, la z(t), capace di attraversare tutto l’universo senza interruzioni. La continuità della funzione z(t) non è un de
5 set 2025Tempo di lettura: 2 min


Perché “z”? Il simbolo z nella CMDE, senza parlare di spazio
Nella cosmologia classica, la lettera z indica il redshift, lo spostamento verso il rosso della luce proveniente da oggetti lontani. È una misura che, nelle teorie standard, viene collegata a velocità e distanze nello spazio. La CMDE 4.1 eredita questa z, ma la trasforma profondamente: non è più solo il marcatore di una lunghezza d’onda che si allunga, ma diventa la curva viva di una trasformazione informazionale del tempo. La scelta di mantenere la z non è un atto di conform
12 ago 2025Tempo di lettura: 1 min
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