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Tempo logaritmico CMDE: il passo nascosto della metrica
Quando si guarda la CMDE 4.1 dall’esterno si vede una sola curva, z(t), che attraversa l’universo dalle origini fino al presente. Ma dietro quella curva c’è una scelta silenziosa che raramente le teorie cosmologiche spiegano: a un certo punto, il tempo viene “girato” in logaritmo. Nella fase intermedia la CMDE non lavora più con il tempo nudo, ma con il suo logaritmo: è qui che entra in gioco il tempo logaritmico CMDE. Non è un trucco matematico, non è un artificio per far fu
26 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Come misurare il tempo CMDE: in quale punto siamo?
Domanda completa: "Ho letto che nella CMDE 4.1 il tempo non è una coordinata ma una trasformazione informazionale continua. Mi chiedo allora: esiste un modo per sapere in quale punto di questa trasformazione ci troviamo oggi? Come si misura, in pratica, il tempo CMDE, se non con orologi, frequenze o coordinate spaziali? Possiamo davvero parlare di un ‘adesso cosmico’ in senso misurabile?" Risposta CMDE Chiedersi come misurare il tempo CMDE significa anzitutto cambiare il sign
3 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


Quando la legge nasce da sé: l’autogenerazione della metrica
In quasi tutte le teorie fisiche, le leggi vengono assunte come date: esistono, agiscono, ma non si chiede da dove provengano. Si parte da equazioni predefinite, da costanti fissate, da simmetrie imposte. La CMDE 4.1 rompe questo schema: nella sua visione, la legge non è esterna all’universo. È l’universo stesso a generarla, nel momento in cui comincia a trasformarsi. La funzione z(t) non è un’equazione inventata per descrivere un fenomeno, ma la forma con cui il tempo si aut
26 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


Il tempo CMDE continua all’infinito o ha un equilibrio finale?
Domanda completa: "Seguendo i suoi lavori mi è venuto un dubbio che finora non avevo mai considerato: se nella CMDE tutto si fonda sul tempo che trasforma l’informazione, questa trasformazione ha un termine? Esiste un punto in cui la funzione z(t) smette di evolvere e l’universo raggiunge una sorta di equilibrio definitivo, oppure il tempo informazionale continua a scorrere all’infinito?" Risposta CMDE Nella CMDE 4.1 il tempo non è una freccia che corre verso un punto finale,
24 ott 2025Tempo di lettura: 1 min


Se esiste una variazione del redshift nel tempo, perché non la osserviamo?
Domanda completa: "Le confesso una curiosità che mi accompagna da tempo: se nella CMDE il redshift è davvero una trasformazione che evolve nel tempo informazionale, perché i valori che misuriamo restano identici anche dopo decenni di osservazioni? Dalle galassie alle supernove, nessuno strumento ha mai registrato una variazione reale. Non dovrebbe esserci, almeno in teoria, un piccolo scarto accumulato nel tempo?" Risposta CMDE La questione è legittima e tocca il cuore stesso
4 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


La luce come unico messaggero: il tempo che si racconta da sé
Tutto ciò che sappiamo dell’universo ci arriva sotto forma di luce. Non tocchiamo le galassie lontane, non attraversiamo il plasma primordiale, non sfioriamo il fondo cosmico: riceviamo soltanto fotoni. La luce come unico messaggero del cosmo è il filo che ci lega al passato cosmico. Nella cosmologia classica la si interpreta come un segnale che ha viaggiato nello spazio, portando con sé le tracce di un’espansione geometrica. Ma nella CMDE la luce non percorre una distanza: a
26 ago 2025Tempo di lettura: 2 min


Il redshift gravitazionale locale entra in conflitto con la CMDE?
Domanda completa: "Ho una curiosità tecnica. Sappiamo che il redshift gravitazionale, previsto dalla relatività generale e confermato sperimentalmente in laboratorio e in astrofisica, dipende dalla differenza di potenziale gravitazionale tra sorgente e osservatore. La sua CMDE 4.1, invece, descrive il redshift come trasformazione informazionale globale, legata alla funzione z(t) e non alla curvatura locale dello spazio. La mia domanda è: come si combinano questi due effetti?
11 ago 2025Tempo di lettura: 2 min


Ma il tempo CMDE è simulabile? O è un'entità irriducibile?
Domanda completa: "Mi incuriosisce molto la struttura del tempo nella sua teoria CMDE 4.1, perché sembra non essere né reversibile né ciclica, ma nemmeno completamente stocastica. Da chi lavora in teoria dell’informazione, mi permetta una domanda precisa: questo tempo informazionale è un processo computabile? Esiste una logica algoritmica o entropica che lo governa, oppure si tratta di un’entità irreversibile e irriducibile, che non può essere simulata come sistema dinamico o
6 ago 2025Tempo di lettura: 2 min


Il presente non è neutro: la CMDE e l’assenza del redshift zero
Tutti credono che ci sia un momento, uno solo, in cui l’universo si ferma. Un istante in cui il redshift è zero, il tempo è adesso, e tutto è in equilibrio. Ma il redshift zero nella CMDE non coincide con un presente assoluto. La funzione z(t), che descrive la trasformazione informazionale della luce nel tempo, non attraversa mai il valore zero. Neanche ora. Neanche nel cosiddetto “presente”. Questo potrebbe sembrare un dettaglio tecnico, ma è in realtà un colpo profondo all’
29 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


Redshift diverso per la luce e le onde gravitazionali? È un problema serio.
Domanda completa: "Signor Carenzi, ma lei si rende conto che la sua funzione z(t), se davvero trasforma l’informazione della luce in modo indipendente dallo spazio, dovrebbe applicarsi anche alle onde gravitazionali? E allora mi spieghi: perché l’evento GW170817 ha mostrato un redshift identico per onde gravitazionali e luce? Perché in tutte le analisi multi-messenger finora pubblicate non c’è nessuno scarto? Se il suo modello prevede uno z diverso per i due segnali, ha un pr
27 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


Informazione nella CMDE: ma scusi, dove la vede?
Domanda completa: "Mi permetta: io analizzo spettroscopie da trent’anni. Ho lavorato su dati Hubble, Chandra, ALMA, ora anche Euclid. Quando guardo un segnale, vedo ampiezza, frequenza, polarizzazione, intensità, ma non ho mai visto una voce chiamata ‘quantità informazionale’. Lei continua a dire che il redshift è una trasformazione informazionale della luce… ma allora mi dica esattamente: cos’è questa informazione? Dove si trova? Come la misuriamo? Oppure è solo un concetto
23 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


La profondità temporale dell’universo: la CMDE oltre la distanza cosmica
Quando guardiamo una galassia distante, ci dicono che la stiamo osservando “com’era miliardi di anni fa”. È una frase ripetuta ovunque. La luce impiega tempo a raggiungerci, quindi più guardiamo lontano, più torniamo indietro nel tempo. Ma in questa frase — apparentemente innocua — c’è nascosto un errore sottile, una trappola che la CMDE ha deciso di smontare: l’idea che ciò che vediamo sia lontano. Non lo è. È profondo. La CMDE non misura la distanza nello spazio. Misura la
22 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


La rapidità che non accelera: il senso dell’esponenziale nella fase iperprimordiale della CMDE
C’è un tratto, all’inizio di z(t), che sembra esplodere nel nulla. È una curva esponenziale così ripida, così stretta, così affilata, che chi la guarda superficialmente potrebbe pensare sia un artefatto. Un trucco. Un modo elegante per “far partire” la funzione. Ma non è così. Nella CMDE, ogni tratto della curva ha una voce, e quello iniziale è il più silenzioso e insieme il più potente. Perché non racconta un’accelerazione. Racconta una rapidità senza tempo. Nella fase iperp
20 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


Riascoltare l’universo con la CMDE: l’inversione percettiva
Le grandi teorie fisiche del Novecento ci hanno insegnato a raccogliere dati e poi a interpretarli. Misuriamo, confrontiamo, modifichiamo le equazioni per farle tornare, adattiamo i modelli perché tutto sembri avere senso. Ma riascoltare l’universo con la CMDE 4.1 significa partire da un’altra logica. Non cerca di imporre una lettura. Cerca di ritrovare un ascolto. Non parte da ciò che l’universo sembra dire, ma da come lo stiamo ascoltando. Perché forse l’universo non è diff
18 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


L’universo come campo di memoria: la CMDE e la percezione del tempo
Non basta dire che il tempo, nella CMDE 4.1, è una trasformazione informazionale. Occorre chiedersi: che cosa resta mentre si trasforma? Se ogni fotone è portatore di variazione, dove si registra la traccia di questa variazione? È qui che entra in gioco l’idea dell’universo come campo di memoria: non una semplice successione di momenti, ma un tessuto stratificato di informazioni, dove ogni cambiamento lascia una impronta che resta. In ogni fase – iperprimordiale, raccordo, cl
4 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


Stabilità metrica senza materia oscura: come la CMDE regge il cosmo con l’informazione
Nel modello standard, la stabilità dell’universo è una questione di forze. Si introduce materia oscura per tenere insieme le galassie, energia oscura per spiegare l’accelerazione, inflazione per uniformare l’inizio. È una cosmologia che compensa, corregge, aggiunge. Ma nella CMDE 4.1, tutto questo non è necessario. Non per negazione, ma per superamento. Perché la stabilità dell’universo, in questa visione, non nasce da equilibri tra componenti invisibili. Nasce dalla coerenza
2 lug 2025Tempo di lettura: 2 min


Tensore energia-impulso nella CMDE: cosa dice sulla conservazione?
Domanda completa: "Mi permetta una domanda diretta, Carenzi. Se la sua metrica CMDE 4.1 intende sostituire l’intero impianto della relatività generale nella descrizione del redshift e della dinamica cosmica, mi spiega cortesemente come la sua funzione z(t) si collega al tensore energia–impulso Tμν e in che modo ricava la conservazione della quantità di moto e dell’energia in un universo governato da trasformazioni informazionali, in assenza di spazio curvo, materia oscura e c
26 giu 2025Tempo di lettura: 2 min


CMDE e cosmologia standard: stiamo studiando un universo sbagliato?
Domanda completa: "Ma se avessi ragione tu, staremmo tutti studiando un universo sbagliato da 100 anni? Quindi Einstein, Lemaître, Penrose, Peebles, Planck, tutti fuori strada?" Risposta CMDE No, non sono affatto fuori strada, semplicemente stavano esplorando una direzione possibile con gli strumenti concettuali e osservativi disponibili nel loro tempo, hanno tracciato una via coerente, potente, profondamente matematica, che ha funzionato meravigliosamente per un intero secol
24 giu 2025Tempo di lettura: 2 min
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